Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

I professori che ci studiano tutti per capire chi di noi è un guidatore pericoloso

L'Istituto superiore di sanità sta lavorando per individare i guidatori più pericolosi, in modo da metterli sotto osservazione. L'obiettivo è offrire loro la possibilità di "redimersi" con un corso o altre iniziative e, se continuano a commettere infrazioni o causare incidenti, inibirgli per sempre la guida (anche se sappiamo che, fin quando non ci saranno le auto che identificano il conducente, uno potrà pur sempre circolare, come non di rado accade oggi). Ovviamente ci vorrà un'apposita legge, che potrà venire solo dopo che la sperimentazione fatta dall'Iss avrà individuato criteri convincenti per identificare i conducenti peggiori.

Della sperimentazione dà notizia Franco Taggi (professore dell'Iss) in un articolo sul Centauro, il mensile dell'Asaps. Tutto si basa sulla similitudine con le malattie: quando un sintomo è tipico di più patologie, i medici riescono a capire quante probabilità che un sintomo sia legato a una di esse in base a statistiche epidemiologiche sulla loro diffusione. Così si riesce a orientare la diagnosi. Analogamente, l'Iss punta ad analizzare infrazioni, incidenti e loro responsabili per capire le correlazioni statistiche tra di loro e individuare così i parametri tipici dei guidatori più a rischio; in base a queste correlazioni, si potranno analizzare il "curriculum"e il profilo di ciascuno di noi e capire se quel'incidente che abbiamo causato sia più probabilmente un colpo di sfortuna o un indice del fatto che per strada siamo pericolosi.

L'approccio è innovativo e c'è da augurarsi che abbia successo. Ma non sarà facile. Non solo per la delicatezza delle questioni concettuali che solleva: ci sono da considerare pure problemi terra-terra di questo Paese, come la cronica incompletezza delle banche dati su incidenti e infrazioni.

Inoltre, quest'analisi non andrà enfatizzata. Perché va tendenzialmente a dimostrare (se ci riuscirà) che una minoranza di guidatori causa un numero di sinistri proporzionalmente maggiore. Il che probabilmente è vero: non di rado le cronache parlano di recidivi. Ma deresponsabilizza tutti gli altri.

  • Sabino Cannone |

    Buongiorno, mi chiamo Sabino Cannone e sono uno dei rarissimi psicologi del traffico in circolazione. Purtroppo non posso confermare che si tratti di un’idea nuova, in quanto il concetto di “predisposizione agli incidenti” risale ad uno studio effettuato in Gran Bretagna dall’IHRB (Industrial Healt Reserch Board) durante la prima guerra mondiale e ripreso, adattandolo agli incidenti automobilistici, nel 1938 negli Stati Uniti.Questo concetto, politicamente così attraente, cadde in disuso verso la fine degli anni ’50 nelle discussioni improntate al rigore scientifico. Concordo che porti a deresponsabilizzare gli altri guidatori, ma non solo loro, deresponsabilizza anche gli amministratori che gestiscono le infrastrutture stradali. Nei miei corsi di “guida virtuosa” parto da ben altri presupposti. http://laviadellaguida.blogspot.com/
    Grazie per l’attenzione.
    Sabino Cannone

  • No name |

    L’idea non è insana. Partendo da un approccio similare, in Germania si applica a chi è soggetto al ritiro della patente per esaurimento punti e similari, imponendo quella che di fatto è una perizia psichiatrica, prima di restituire la licenza di guida.
    Ma nella pur disciplinata Germania è una prassi che apre contenziosi legali smisurati…

  • Paolo |

    Buongiorno.
    L’analisi dello ISS è un’ottima idea, e non farà altro che confermare il principio empirico noto come “principio di Pareto”, secondo il quale il 20% della causa spiega lo 80% dell’effetto. E’ applicabile a numerosissimi fenomeni, e nel caso degli incidenti stradali corrisponde a dire che il 20% dei peggiori guidatori è responsabile dello 80% degli incidenti.
    Il problema grave, a mio avviso, è che l’analisi in questione si rivelerà fin a se stessa. Nessuno vorrà togliere dalla strada i peggiori conducenti, perché meno persone con la patente vuol dire meno auto, meno consumi, meno entrate fiscali. E a voler essere maligni si potrebbe aggiungere che meno feriti in incidenti comportano minori spese sanitarie, utili per creare consenso politico.
    Un saluto.

  • M |

    sento puzza di arresto preventivo

  Post Precedente
Post Successivo