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A Roma i vigili colpiscono in borghese. Bravi!

Altro che T-Red e affini. A Roma la Polizia municipale ha scelto di colpire ancora più duro chi passa col rosso: servizi in borghese, con alt immediato. Quindi, identificazione certa del trasgressore, senza possibilità di evitare la decurtazione dei punti e con pochi spazi per un ricorso (colto sul fatto e a sorpresa, il malcapitato raramente ha la presenza di spirito necessaria a far mettere a verbale eventuali sue perplessità che potrebbero essergli utili davanti al giudice).

Questi servizi, di cui mi dà notizia Francesco Matera, sono iniziati in estate per cinture e cellulari (600 multati in due settimane, con 70mila euro di incasso e 3mila punti decurtati) e stanno proseguendo ora ai semafori. Ai più esperti non sfugge che questi ultimi controlli sono più delicati: l'attraversamento col rosso, non a caso, è una delle circostanze in cui è prevista la deroga all'obbligo di fermare subito i trasgressori, data la pericolosità dell'operazione. Ma a Roma si sono organizzati con due pattuglie, una in borghese che rileva l'infrazione e l'altra "in divisa" che procede all'alt. Dovrebbe funzionare, se fatto bene.

Certo, ci vuole tanto personale (da sottrarre ad altri servizi, la coperta è corta!) e i numeri non sono gli stessi rispetto a ciò che può fare un apparecchio automatico nei primi tempi di funzionamento. Ma l'effetto è più ampio: la gente non sta attenta solo dove c'è il controllo, perché sa di poter essere pizzicata ovunque, in qualsiasi momento e senza possibilità di accorgersene. E' così che si fa funzionare la patente a punti.

  • andrea105 |

    in borghese o in divisa, è indispensabile che l’ALT sia dato senza mettere in pericolo il trasgressore e soprattutto senza mettere in pericolo gli altri utenti!
    Tempo fa, mentre percorrevo una rotatoria molto trafficata, un agente della polizia municipale all’improvviso mi ha attraversato la strada; evitato l’ostacolo (solo perchè ero abbondantemente sotto il limite dei 50 kmh), ho esposto il caso al comandante dei VVUU; fatti gli accertamenti, è emerso che l’agente in questione voleva dare l’ALT ad un veicolo con targa straniera; se lo tiravo sotto erano problemi miei…

  • Paolo |

    Buongiorno.
    Ho scritto più volte nei miei commenti che l’unico modo per indurre gli utenti della strada a rispettare le norme del codice consiste nel contestare immediatamente le infrazioni. Qualcuno comincia a capirlo, e non posso che esserne contento.
    La contestazione immediata presenta due vantaggi fondamentali rispetto all’accertamento fatto con strumenti automatici: gli agenti possono rilevare qualsiasi infrazione, mentre un apparechio automatico può rilevare solo quelle per le quali è programmato; inoltre per ogni trasgressore fermato ci sono decine di potenziali trasgressori che vedono lo “spettacolo” e capiscono a cosa possono andare incontro. Se poi gli agenti accertatori sono in borghese, tanto meglio. Pensare che ogni persona in vista potrebbe essere un vigile o un poliziotto della stradale è un deterrente efficace. Infine, dato il numero relativamente basso di infrazioni rilevate da agenti rispetto a quelle rilevate da strumenti automatici, questo modo di procedere non si presta all’accusa di voler aggiustare i bilanci attraverso le multe.
    L’ostacolo più grande alla contestazione immediata delle infrazioni non sono i ricorsi, ma la mancanza di volontà da parte delle amministrazioni. Poiché la sicurezza stradale non interessa nessuno, questi sistemi non portano né soldi, né voti. Meglio fare le feste in piazza, tutti sono contenti.
    Un saluto.

  • Paoblog |

    la notizia l’avevo letta tempo fa su sicurauto.it e pubblicata sul Blog con questo commento: Che invidia… Lo facessero pure a Milano; pagherei per veder multati quel migliaio di cretini quotidiani che incontro in auto, ma al telefono, mentre vanno a zig-zag, frenano invece che accelerare e viceversa, svoltano senza freccia, percorrono a caso le rotonde perchè non riescono a far girare il volante causa impedimento telefonico…
    °°°
    Come dico spesso, mi pare di capire che i vigili milanesi non soffrano di cervicale, vista la velocità con cui girano la lesta dall’altra parte quando un automobilista, facilmente multabile, commette un’infrazione plateale…
    °°°
    ma nel contempo alcuni mesi fa ho visto un vigile (giovane, forse ancora “puro”?) saltare giù dal marciapiede e far accostare una Smart il cui conducente telefonava tranquillamente….e lo sbalordimento sul viso del telefonista poi…da morire …

  • pisione (ex claudio) |

    Di soliito ci lamentiamo che gli agenti non sono in strada.Sebbene siano pochi quelli attualmente impiegati, ci hanno accontentato.
    L’unico dubbio che mi viene è sull’utilizzo degli agenti in borghese, se si vuole veramente educare e non fare cassa, gli agenti utilizzati dovrebbero avere la divisa.O mi sbaglio?
    Un ultima considerazione: non è che con il fatto che sono in borghese, adesso gli automobilisti romani staranno più attenti alle persone e meno al semaforo? se poi aumentano gli iincidenti come la mmettiamo?
    [Risponde Maurizio Caprino] No, le infrazioni che stanno colpendo comportano sanzioni d’importo non elevato e lavoro manuale, quindi fruttano meno e sono comunque in numero limitato rispetto a quelle rilevate in automatico. Ciò fuga i dubbi che sia solo un’iniziativa per fare cassa.
    Premesso questo, la presenza dei motociclisti in borghese è intesa come un deterrente per indurre a comportarsi bene anche quando non si vedono divise in giro (cioè nella stragrande maggioranza dei casi). Non dimentichiamoci che siamo in un Paese dove ormai si commettono infrazioni persino davanti ad agenti in divisa, nella certezza che non intervengano. Ripristinare un minimo di timore anche per infrazioni non rilevate in automatico (che poi sono la maggioranza tra quelle commesse) non guasta affatto.
    Ovviamente nei punti molto pericolosi deve prevalere l’effetto dissuasivo indotto (si spera) dalla divisa (almeno ora che si è sparsa la voce che i vigili non fanno più solo velocità e sosta vietata). Insomma, è necessario un mix.

  • ENRICO (1°) |

    Ce ne sono anche di più recenti di sentenze che convalidano verbali per eccesso di velocità contestati immediatamente al trasgressore, pur senza documentazione fotografica a corredo (vd. ad es. Cassazione civile , sez. II, sentenza 03.06.2009 n° 12843) ma la velocità contestata, così come previsto dall’art. 345 1° comma del Regolamento, deve essere “accertabile” da parte sia dell’utente della strada che dell’agente accertatore/verbalizzante. Mi rincresce anche per Giancar, che riconosco come persona molto intelligente seppure palesemente di parte, ma ritengo che la modalità di accertamento di cui trattasi, utilizzata dalla P.M. di Roma, sia assolutamente censurabile sotto questo profilo.
    [Risponde Maurizio Caprino] In verità non esiste un divieto di accertare infrazioni quando si è in borghese, anzi questa è una possibilità espressamente prevista dal Codice. Se ne viene fatto un uso moderato è per non esporsi a un contenzioso ulteriormente inflazionato proprio da questo modo di operare.
    Ma gli esiti di questo contenzioso sono tutt’altro che scontati: anche la Cassazione in tempi recenti ha oscillato sul problema della querela di falso.
    Non dimentichiamo, infine, che la contestazione immediata serve anche a consentire al trasgressore di far mettere a verbale le proprie ragioni. Chi avesse ragione avrebbe tutto l’interesse a farlo. Se non lo fa, certo può essere anche per emozione o sorpresa. Ma, insomma, spesso sarà pure perché in realtà non ha nulla da dire…

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