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“La Giulietta è un’auto da famiglia”. Ma i seggiolini…

Racconta la stampa specializzata che a inizio estate da Torino sono partite severe rampogne ai venditori Alfa: ai vertici del marketing e del commerciale Fiat era stato segnalato che, nel lanciare la Giulietta, avevano battuto sulla solite doti Alfa (la sportività), mentre invece le istruzioni erano di enfatizzare le doti familiari della nuova berlina a due volumi. Che, in effetti, ha abitacolo e bagagliaio più che sufficienti per essere un'auto da "appena" 4,35 metri. Ma ora, come ci segnala Paoblog (http://paoblog.wordpress.com/2010/08/31/alfa-romeo-giulietta-le-impressioni-di-altroconsumo/), Altroconsumo ha provato la Giulietta riscontrando che non c'è abbastanza spazio per montare bene i seggiolini più alti.

D'accordo, per noi italiani sono "dettagli": i seggiolini alti servono solo per bimbi da 15 a 35 chili, quindi dai tre-quattro anni in su, fino a quando raggiungono il metro e mezzo di altezza (a quel punto possono utilizzare le cinture esattamente come gli adulti). Insomma, in un'età nella quale per prassi consolidata (nonché ignorante e pericolosa) noi italiani lasciamo i bambini liberi di scorrazzare sul sedile posteriore. Ma la Giulietta nasce con ambizioni europee…

  • ptprince |

    Mah, non so davvero cosa dire.
    Una cosa sì: povera Giulietta, bistrattata prima ancora di essere posseduta da proprietario alcuno. Ora anche la prova del seggiolino.
    Ricorda un po’ le vicissitudini di un conoscente che si rammaricò di dover vendere la berlinetta sportiva in quanto gemelli e relativo armamentario proprio non ci stavano… Colpa della berlinetta o del lungimirante papà?
    Poi penso all’intoccabilità delle Volkswagen, riduttori di pressione che saltano, iniettori delle TSI che si incrostano…
    Ma continuiamo a parlare (male) della Giulietta che, si sa, non può ambire alla teutonica perfezione propria di qualche esemplare VW di cui, purtroppo, né io né centinaia di altri utenti siamo in possesso.
    A buon intenditor, poche parole.

  • Salvatore |

    Critico la visione di “Giulietta auto da famiglie” quando non è così.
    La Bravo lo è, anche la Delta, ma in teoria la Giulietta è una Alfa Romeo (sportiva) e sfido io a montare questo seggiolino in una BMW serie 1 5p che come spazio è molto peggio.
    Lasciamo le critiche un pò da parte per questa compatta che ha di sicuro altre ottime qualità. Saluti

  • Salvatore |

    Ma dico io, prima di scrivere delle perle di competenza come queste, connettete il cervello?
    Avete mai provato a montare questi “Seggiolini” su le altre auto di Seg. C prima di criticare? io suppongo di no.
    Ma poi dico io, definire la Giulietta “un’auto per famiglie” è una perla unica di rara concezione…MA SI PUO’????
    [risponde Maurizio Caprino] Dipende da quanti seggiolini si devono montare: se sono tre l’impresa è impossibile, con uno solo invece no. Salvo si tratti di un modello di seggiolino “difficile” (http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/2010/06/poveri-ingegneri-in-bal%C3%ACa-dei-pubblicitari.html#tp)

  • No name |

    Non entro nel merito dell’estetica: ciascuno ha i suoi gusti personali. In termini tecnici, però, le tre vetture non sono un obbrobrio. E lo dico con cognizione di causa, avendole guidate tutte e tre.
    Ricordato che proprio Fiat ha insegnato al gruppo VW che cos’è il concetto di piattaforma e differenziazione dei prodotti per gamma (non a caso in VW hanno rubato i manager a Torino), si tratta di tre prodotti con una propria identità.
    La Bravo è una intelligente “revisione” della disastrosa operazione Stilo; peccato solo che i rivolgimenti interni ne abbiano ucciso la versione station wagon lasciando in vita l’oscena Stilo Multiwagon. La Delta potrà non piacere, ma offre una abitabilità e un comfort strepitosi e la Giulietta segna la nascita – riuscita – di una nuova piattaforma (finalmente!).
    Quindi le differenze ci sono eccome. Piuttosto, se vogliamo guardarci attorno, qualcuno ci spieghi le differenze tra modelli copia e incolla di altri titolati costruttori europei, arrivati al punto di riciclare modelli obsoleti sotto marchi diversi: la Seat Exeo, rinascita “en travesti” della Audi A4 vecchia serie, è il caso più eclatante. Ma non l’unico, come dimostra la Toyota Urban Cruiser, repechage di un modello Usa che ha fatto fiasco.

  • claudio |

    Qualcuno si ricorda cosa diceva il fondatore della Ford Henry T Ford: quando vedo passare un alfa romeo mi tolgo il cappello. Ora si girerebbe da una parte.
    Finchè non fallirà o si venderà l’azienda continueranno produrre questi obbrobri, tutti uguali.Qualcuno trovi la differenza tra la Delta , la Bravo e la Giulietta.E un insulto al buon gusto italico ed all azienda
    [risponde Maurizio Caprino] Onestamente sulla Giulietta hanno fatto un grande sforzo: il suo comportamento su strada, a dispetto della rinuncia ai quadrilateri anteriori, è nettamente migliore rispetto a Bravo e Delta e per la prima volta hanno messo a disposizione della clientela più attenta alla sicurezza i fari bixeno adattivi (su un’auto del genere non ci sarebbero stati male il sensore di cambio corsia involontario – peraltro mi pare che il gruppo ce l’abbia, sulla Delta -, i runflat e il cruise control attivo, ma nemmeno la concorrenza è completa). Non credo che il gruppo Volkswagen riesca a differenziare meglio i suoi modelli di classe media. Insomma, non ho mai incensato la Fiat (anzi!), però devo ammettere che siamo lontani anni luce da operazioni precarie come l’Alfa Gt, derivata nel 2004 con investimenti minimi dall’allora già datata 147.

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