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Le stranezze della riforma

Avete sentito di gente multata per non essersi fermata a soccorrere un animale? E per aver tenuto l'aria condizionata accesa anche a veicolo fermo o per aver gettato un sacco di immondizia dal finestrino? E chi si è accorto, poi, che la deroga per Capodanno e Ferragosto al nuovo divieto di vendita di alcolici vale per la notte tra il 15 e il 16 agosto (quando in teoria si deve andare a nanna per lavorare il giorno dopo) anziché a quella tra il 14 e il 15? Oppure che ora, se vi beccano senza revisione, non vi ritirano più la carta di circolazione (quindi meno rogne burocratiche e va bene) ma poi la legge vi autorizza a circolare solo il giorno in cui farete il controllo (quindi in teoria subito dopo essere stati multati potete rientrare a casa solo col carro attrezzi)?

Sono le stranezze della riforma del Codice della strada. Le prime due dovute a impeti ideologico-propagandistici (troppa politica e poca pratica stradale, insomma), la terza anche alla fretta, la quarta solo alla fretta. Tutte motivazioni riconducibili a una sola causa: l'aver fatto una riforma a colpi di blitz parlamentari anziché con una serie di riunioni tecniche in sedi ministeriali. Anche il risultato è uno solo: screditare un provvedimento che, come tutte le riforme, è invece importante. Vedremo se il Parlamento che sta per riaprire troverà il tempo di metterci una pezza, tra uno scontro politico e l'altro.

  • Mario |

    Non credo nella pezza del Parlamento. Eppure basterebbe poco: che il Governo del “fare” si trasformasse in quello del “fare bene”. Full stop.
    NB La critica è ovviamente all’attuale governo, ma anche a tanti altri che l’hanno preceduto.

  • Rudy |

    Vuole un’altro esempio di stranezza? L’art. 142 comma 6-bis prescrive che “le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocita’ devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all’impiego di cartelli” ecc., mentre l’art. 45 dello stesso codice vieta “la produzione, la commercializzazione e l’uso di dispositivi che, direttamente o indirettamente, segnalano la presenza e consentono la localizzazione delle apposite apparecchiature di rilevamento di cui all’articolo 142, comma 6, utilizzate dagli organi di polizia stradale per il controllo delle violazioni”. Le molte contraddizioni evidenziano certo quello che Lei notava riguardo al mancato coinvolgimento dei competenti organi tecnici ministeriali, ma anche che i politici non riescono a vedere i problemi di fondo, ma solo quelli che possono essere percepiti dal pubblico e sintetizzati in un titolo di giornale. Il problema di fondo è che, come la nostra Costituzione dice che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, potremmo dire che il Codice della Strada è basato sulla sicurezza stradale, come dichiarato all’art. 1 comma 1, ma la lettura dell’ampio lavoro svolto dai nostri parlamentari fa’ capire che tale principio viene completamente disatteso. L’altro problema di fondo che i nostri politici si ostinano a non capire è che se si pensa che si possa abusare (soprattutto, per non dire esclusivamente, da parte degli enti locali) dell’applicazione di una legge (soprattutto, per non dire esclusivamente, dell’eccesso di velocità) per “fare cassa”, ed il cittadino si sente ingiustamente multato, e quindi si ricorre al bizantinismo di obbligarle a segnalare la presenza del controllo fisso, vuol dire che la legge che fissa i limiti di velocità è inadeguata. Questo, forse, non meriterebbe un titolo di giornale, ma permetterebbe di salvaguardare l’opera meritoria che le forze dell’ordine locali e nazionali svolgono a tutela della vita di ognuno, perchè è indubbio che l’effetto delle nuove norme sarà esclusivamente quello di cancellare il controllo di velocità da molte strade. Lei sa bene che la velocità eccessiva è fra i primi fattori di incidentalità e che le rilevazioni automatiche sono certamente un validisimo aiuto nella lotta all’incidentaltà stradale. Se questo è vero, l’assenza di controlli fissi non potrà che portare ad una maggiore insicurezza stradale. E questo, i nostri politici, lo sanno o fanno finta di non saperlo?
    [risponde Maurizio Caprino] Sì, di questa stranezza avevo scritto a suo tempo, evidenziando poi che vi si è incuneato un apparecchio antiautovelox chiamato Coyote, sul cui messaggio pubblicitario proprio l’altro giorno ha rilanciato i dubbi Paoblog (http://paoblog.wordpress.com/2010/08/27/faccia-da-coyote/). Il caso è da qualche mese all’attenzione dell’Antitrust. Vedremo.

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