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Il pedale della Giulietta è a posto. Ma Bravo, Delta e Stilo?

A leggere il comunicato Fiat sugli acceleratori della Giulietta che si bloccano, il caso sembra pressoché risolto. Tanto più che finalmente il rimedio è stato messo a disposizione dei concessionari e consiste nel montaggio di un banale pezzo ridisegnato, che richiede si e no venti minuti (http://www.sicurauto.it/news/acceleratore-giulietta-le-foto-della-modifica-ufficiale-fiat.html ). Ma a me non sembra che le cose stiano proprio così.

Prima di tutto perché non è ancora chiaro che cosa accadrà sugli altri modelli che hanno lo stesso tipo di pedale e quindi lo stesso difetto: le Fiat Bravo e Stilo le Lancia Delta (tutte ben più diffuse della Giulietta, per ovvie ragioni di "anzianità"). Sembra naturale che, sugli esemplari di nuova produzione, sarà montato lo stesso pezzo modificato che ora c'è su tutte le Giulietta (sia quelle già circolanti – se i proprietari avranno la diligenza di presentarsi in un'officina autorizzata Alfa – sia quelle che devono ancora uscire dalla fabbrica).

Dal tenore del comunicato, sembra di capire non solo che la Fiat non si sbilanci, ma che intenda minimizzare il difetto, forse proprio per evitare interventi sugli altri modelli. Mi sbaglierò, ma io mi spiego così l'enfasi data dal costruttore al fatto che il bloccaggio si verificherebbe solo spingendo il pedale con una forza di ben 28 chili: una forza spropositata (per capirci, è il doppio di quella necessaria per spingere i più pesanti tra i già duri pedali della frizione di molte diesel moderne), evocata con terminologia ingegneristica che sembra non lasciare spazio a repliche. E infatti repliche non ne sono arrivate, nemmeno da giornalisti specializzati. Con l'unica eccezione di Sicurauto (http://www.sicurauto.it/sistemi-di-sicurezza/news/acceleratore-bloccato-la-fiat-smentisce-autobild-ma-corregge-la-giulietta.html), che – avendo fatto i suoi test di blocco del pedale – ha obiettato che in realtà non è stato necessario spingere così brutalmente. E in effetti il filmato del test pare confermarlo (http://www.sicurauto.it/news/ecco-come-si-bloccano-i-pedali-di-giulietta-bravo-delta-e-stilo-il-video-esclusivo.html): il tester non sembra fare troppa fatica, eppure il suo fisico – a giudicare dal piede – non sembra quello di un energumeno.

Forse la Fiat ha peccato di "eccesso di legittima difesa". Nel senso che le va dato atto che un blocco del pedale durante la marcia normale è un'eventualità molto remota (credo di averlo scritto chiaro anche io, http://www.motori24.ilsole24ore.com/Sicurezza/2010/06/alfa-romeo-giulietta-pedale.php). Inoltre, la presenza del brake override system (che esclude automaticamente l'azione dell'acceleratore quando il suo pedale è premuto contemporaneamente a quello del freno) neutralizza l'effetto del bloccaggio non appena si frena, manovra che in circostanze del genere dovrebbe venire istintiva.

Ma il blocco del pedale dell'acceleratore non è una cosa così impossibile come si vuol fare credere: in marcia, le condizioni che si possono verificare sono davvero tantissime e possono combinarsi variamente tra loro. D'altra parte, pedali a parte, questo è pure il motivo per il quale siamo vivi: come a volte ripeto in questo blog, se bastasse un solo fattore per causare un incidente, saremmo già tutti morti, perché anche in situazioni assolutamente normali commettiamo errori e abbiamo veicoli poco sicuri (per difetti intrinseci, scarsa manutenzione, carico eccessivo eccetera).

Inoltre, non si sa ancora di preciso quali modelli e versioni siano dotate del brake override system e da che anno. Senza contare che questo dispositivo potrebbe anche avere qualche malfunzionamento.

 

P.S.: onore al merito a Fiat per aver adottato il brake override system fin da tempi non sospetti. E' un dispositivo di quelli utili, ma che "non si vedono" e quindi sono poco apprezzati dal cliente, tanto che alla fine altri costruttori (magari anche blasonati) vi rinunciano. Proprio per questo, però, forse sarebbe stato meglio pubblicizzarlo di più. Ricordo che, più o meno nella stessa epoca in cui il brake override system dovrebbe essere stato introdotto (stimo il 2002-2003, secondo ciò che ha fatto capire Fiat), la Renault poneva l'accento su un altro dispositivo invisibile ma utile, l'assistenza alla frenata (che riconosce i colpi di freno improvvisi trattandoli come situazioni d'emergenza e quindi dando massima potenza al circuito idraulico dei freni anche se il guidatore non pigia a fondo, vizio comune che porta a molti tamponamenti). Personalmente, in quegli anni scelsi la Mégane anche per quel motivo. Certo, io sono un'eccezione. Ma, se anche i costruttori cominciassero a battere di più la grancassa su queste cose, forse negli anni si formerebbe una classe di conducenti più preparata.