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Roma selvaggia/2 – Il tossico guida lo stesso, muore tamponando una signora e la folla vuol linciare lei

Inasprire le sanzioni spesso serve a poco. E talvolta diventa inutile persino applicarle: quando ci sono di mezzo alcol e droga, non è raro imbattersi in gente che non ha nulla da perdere e si mette a guidare anche se ha subìto la revoca definitiva della patente (ogni tanto si parla di braccieletto elettronico per altre cose, ma forse andrebbe valutato pure in questi casi, non potendo mettere uno in carcere a vita solo per impedirgli di guidare)). Lo hanno dimostrato altri casi che vi ho riferito in questa sezione e oggi arriva la conferma da Roma. Una storiaccia, davvero.


Come riferisce "Il Messaggero", un 24enne con precedenti per droga e spaccio ha travolto con la sua Smart l'auto guidata da un'ignara signora. Il pregiudicato, tanto per gradire, aveva la patente revocata e non era allacciato. La conclusione dell'incidente, dato il tipo di auto (quando sono piccolissime, le cinture diventano ancor più vitali per assorbire le conseguenze degli urti) era scontata: morte del 24enne.

Molto meno scontata nella capitale di un Paese del G8 è stata la reazione del quartiere (periferia Sud): assalti ai vigili urbani impegnati a rilevare l'incidente e alla povera signora. Come nelle grandi città del Sud, ma in circostanze ben più movimentate come l'arresto dei boss nei loro quartieri-regno. La sicurezza stradale non dovrebbe mai scadere nell'ordine pubblico. E invece…

  • Corrado |

    Troppa democrazia, poca democrazia. E’ l’amara realtà.

  • Paoblog |

    Il gesto di questi cittadini (meglio chiamarli incivili…), è veramente assurdo, in quanto assalire i vigili che stanno facendo il loro lavoro è quanto meno da deficienti. Se non intervengono, protesti, se intervengono, li assali?
    Il tentativo di linciaggio è il segnale di una società civile che non è tale, dove ci si fa governare dagli impulsi (sempre quelli sbagliati) e dove passa sempre il messaggio che il morto è la vittima e chi lo ha ucciso (seppur non per colpa sua, anzi..) è il carnefice.
    E’ sufficiente che il morto sia il pedone ed è automaticamente colpa dell’automobilista. Spesso è così, ma non sempre.
    Non ti fermi al posto di blocco oppure fai una rapina sparando a destra e sinistra, ma se poi ti sparano, la colpa è del carabiniere?
    Ed infine il tutto si riallaccia ad un discorso fatto tempo fa e legato all’incapacità dei testimoni oculari di cogliere l’intera scena; l’attenzione è sempre richiamata dalla parte finale dell’evento, per cui ci si fa un’opinione sugli ultimi fotogrammi e non sull’intero film.
    Ovvio che in caso di incidente io alzi gli occhi quando sento la frenata oppure il botto. Ma cosa è successo prima? Non lo so. Posso farmi un’opinione, rendere una testimonianza, accusare qualcuno, senza conoscere l’intera storia? Tecnicamente no, ma la mania di protagonismo, il voler essere inquadrati dalle telecamere, fare ciao-ciao con la manina anche se a 2 metri da te c’è una persona morta sull’asfalto, è predominante. Altro segnale di una società senza valori.

  • no name |

    Due considerazioni feroci, peggio che cattive:
    A) evitate comunque le smart, alla faccia di quel che dice il costruttore (Mercedes!) sono intrinsecamente pericolose.
    B) continuate a fare i buonisti e a lasciare al volante certa gente (a Milano la Polizia urbana simili figuri finge di non vederli anche quando passano col rosso).
    Questi sono i risultati.
    Mi spiace a livello personale per gli agenti malmenati, ma come cittadino spero che le botte prese servano di lezione ai loro graduati per farli decidere a cambiare atteggiamento: è troppo comodo fermare e multare solo chi guida in giacca e cravatta con l’aria rassicurante…

  • giancar |

    …e invece a forza di fesserie la strada è diventata una vera giungla.
    Inasprire le sanzioni non serve a nulla, si massacrano gli onesti mentre restano indifferenti i ricchi che magari trovano le scappatoie legali per non pagare, oltre ai nullatenenti, i senza reddito, i senza fissa dimora, i rimpatriati.
    Le sanzioni dovrebbero essere ridotte alla metà ed anche a meno.
    Tutta la normativa dovrebbe tendere all’eficacia della pena e non alla sua pesantezza e questo non solo nel campo della codice della strada.
    La sanzione dovrebbe essere rieducativa.
    Al tossicodipendente, all’alcolista recidivo lavori sociali obbligatori pagati regolarmente e il braccialetto elettronico per impedirgli materialmente di salire in auto.
    In alternativa, per chi non si adequa, reclusione e campo di lavoro.
    E un sogno ?

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