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Le intestazioni fittizie vengono a galla. E le assicurazioni che dicono?

Nel post precedente sulla retata antimafia di Bari, ho sollevato il problema delle auto dei pregiudicati intestate a prestanome. Ma non crediate che la questione sia ristretta ai malavitosi: le intestazioni fittizie dei veicoli sono comuni anche tra la gente comune. Lo dimostra un'altra notizia di oggi, sempre da Bari. Il Comune - dopo aver scoperto decine di abusi nel primo anno di applicazione delle maxi-tariffe per parcheggiare in centro con pass gratuiti per i soli residenti – ha deciso un giro di vite. Tra le restrizioni, si prevede che il mezzo parcheggiabile gratis sia effettivamente intestato al residente. E qui è scoppiata la rivolta: un bel po' di gente è venuta allo scoperto, dicendo che in questo modo dovrebbe spendere almeno 2-300 euro per il passaggio di proprietà.

Perché c'è tanta gente che gira con auto intestate a familiari o a estranei? C'è chi eredita la vettura di un defunto e risparmia sui costi esorbitanti (dovuti soprattutto all'imposta che va alle Province) del cambio d'intestazione. C'è chi non vuol farsi notare dal redditometro e da altri strumenti di controllo sulle imposte dirette. C'è chi è giovane e gira con l'auto intestata ai genitori per non pagare tariffe assicurative alte. Per lo stesso motivo, gente di città "a rischio" come Napoli e Caserta intesta l'auto a chi risiede in zone più tranquille (Isernia è sufficiente) o cambia fittiziamente residenza. Infine, c'è semplicemente chi cerca di "nascondersi" in caso di multe irrogate senza fermare subito il conducente.

Dunque, per un motivo o per un altro, siamo pieni di auto intestate a persone diverse da chi le guida. Tra le altre cose, questo falsa la valutazione del rischio in base alla quale le assicurazioni applicano le tariffe Rc auto. Nell'ambiente, lo sappiamo da anni. Ma non mi risulta che le compagnie abbiano mai denunciato la situazione o proposto con convinzione opportune soluzioni. Hanno cominciato a farsi sentire solo dal 2007, quando Bersani ha loro imposto per legge di riconoscere ai figli la stessa classe di merito bonus-malus dei mezzi dei genitori, cosa che peraltro hanno di fatto aggirato dando più peso ad altri parametri (soprattutto l'età) che alla classe (ve l'ho spiegato quasi un mese fa).

Uno dei primi passi per iniziare a rimediare potrebbe essere una norma restrittiva delle intestazioni fittizie. L'hanno proposta a inizio estate, all'interno del Ddl sicurezza di modifica al Codice della strada (quello sull'alcol zero ai giovani e del divieto di fumo alla guida, che ora è al vaglio del Senato). La proposta è stata bocciata. A chi giova?

  • Roberto Pedrocchi |

    Io credo che non sia un problema di “numero di vetture intestate” ma di riuscire a distinguere il proprietario dall’utilizzatore.
    Oggi questa volontà non c’è, si preferisce lasciare che siano le responsabilità, che gravano in capo al proprietario, a “governare” l’affidamento di un veicolo a terzi.
    Ma quando il proprietario è un prestanome questa speranza crolla immediatamente.
    E’ troppo pensare che la carta di circolazione contenga, oltre al nome del proprietario, anche gli utilizzatori autorizzati ?
    Roberto
    [risponde Maurizio Caprino] Sì, probabilmente questo è troppo: a chiunque può capitare di far mettere alla guida una persona non prevista dalla carta di circolazione e non necessariamente nei casi canonici come il giro di collaudo fatto dal meccanico. Occorre pensare a soluzioni più sfumate.

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