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Il prossimo giro di vite al Codice: tutti lo vogliono, ma tarda ancora

Qualche settimana fa vi ho già raccontato che il prossimo giro di vite sul Codice della strada (Ddl S1720, che tra le altre cose prevede l'alcol zero per i giovani, niente più introiti da multe per i Comuni eccetera) va per le lunghe: si parlava di un ok al Senato entro fine anno, mentre all'inizio era previsto per la ripresa autunnale, dopo l'ok estivo della Camera. Adesso tra i ben informati si comincia a pensare a un ulteriore slittamento. Lo suggerisce il calendario parlamentare che sta prendendo forma.

Infatti, è stato fissato alle ore 18,00 di giovedì 3 dicembre il termine per la presentazione degli emendamenti. Quindi la discussione del Ddl in commissione Lavori pubblici inizierà la seconda settimana di dicembre (con la festa dell'Immacolata di mezzo). Ammettendo che tutto fili liscio, si potrà passare in Aula nella settimana 14-18 dicembre, ma si dovrà lavorare "nei ritagli di tempo" perché in quegli stessi giorni è previsto che i senatori abbiano da discutere anche della Finanziaria nel suo passaggio decisivo (e scusate se è poco). Se riusciranno a licenziare il Ddl nonostante tutto questo, il testo dovrà poi passare alla Camera la settimana di Natale, per la terza e definitiva lettura. Certo, tutto è possibile, ma uno sprint così poderoso dopo due mesi di stasi sembra improbabile.

Quindi verosimilmente bisognerà pensare a infilare da qualche parte la proroga dei nuovi limiti di potenza delle auto guidabili dai neopatentati, decisi dal precedente Governo: il 1° gennaio 2010 entrerebbero in vigore dopo vari rinvii dovuti al fatto che l'attuale maggioranza non li gradisce e li sta modificando proprio col Ddl che ora tarda.
 
Perché complicarsi la vita così tanto? Come vi ho già spiegato, ci sono lobby che non gradiscono alcuni punti del Ddl (per esempio, i Comuni, che perderanno gli introiti delle multe). Ma pare ci sia dell'altro: il Ddl marcia praticamente in parallelo con la riforma dei porti, sulla quale pure ci sono forti interessi da parte di politici e forze politiche. Così ci sono stati momenti in cui, nelle trattative sotterranee che sono il vero sale del Parlamento (altro i dibattiti in Aula), si è tentato di barattare alcune concessioni sui porti con altre sul Codice della strada. Questi accordi sono più o meno sempre saltati e ci troviamo sempre al punto di partenza. Con buona pace dei proclami ufficiali che parlavano di approvazione entro l'autunno.