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Le norme impossibili/1 – Il divieto c’è, il vigile non sempre

Milano, via Monte Rosa, sede del Sole-24 Ore: sulle vetrate all'ingresso ci sono appesi fogli che avvisano chi parcheggia bici, motorini e scooter sul marciapiede che a breve riprenderanno i controlli (e le multe dei vigili). Roma, via Teulada, sede di molti programmi Rai: da decenni vige l'intesa tacita secondo cui chi per primo vede arrivare vigili in zona deve avvisare i colleghi, perché in quella zona (sprovvista di metropolitana sebbene nevralgica) è praticamente impossibile trovare un parcheggio regolare (e spesso chi lavora alla Rai ha orari che mal si conciliano con le frequenze dei mezzi pubblici). Bari, centro città: solo da pochi giorni – e dopo polemiche sui giornali – gli ausiliari del traffico hanno cominciato a multare i veicoli in doppia fila in corrispondenza delle strisce blu, tanto che l'edizione locale di "Repubblica" inizialmente aveva quasi lasciato intendere che fosse cambiata una legge (e invece è da tempo che si sa che gli ausiliari hanno questo potere, che evidentemente a Bari si era scelto di non esercitare).

Tre esempi di questi giorni che ci dicono come in tutta Italia la conformazione e gli scarsi servizi delle nostre città portano tutti a compromessi con le regole. Da Nord a Sud.

  • Fabrizio |

    E come al solito ci sono 3 italie: quella dove ognuno fa quello che gli pare e se ne strafrega; quella dove si chiude un occhio e finisce tutto a taralli e vino; quella dove le multe si pagano sempre e comunque e dove nessuno chiude un occhio. Trovo positivo che a Bari si cominci a pensare di far parte dell’Italia che le regole le rispetta.
    [risponde Maurizio Caprino] Segnalo il post di Paoblog (http://paoblog.wordpress.com/2009/09/16/stiamo-lavorando-per-voi/) in cui invece si dice che anche a Milano c’è perlomeno un’importante arteria in cui la doppia fila è autorizzata: viale Monza. Il mondo è bello perché è vario.

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