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Prima di cacciare gli immigrati, cerchiamo di non investirli

Sono problemi che riguardano immigrati e nomadi, sono emersi prepotentemente ieri e ci toccano molto da vicino. Ma sono sicuro che non entreranno nel dibattito politico come invece è accaduto per le vicende della lontana Lampedusa. Così i due stranieri investiti ieri rispettivamente a Latina e Palo del Colle (Bari) mentre camminavano sul bordo di strade extraurbane sono morti invano.

Eppure la loro fine ci ricorda che, tra campi nomadi spostati sempre più verso la campagna e prostituzione stradale dilagante, trovare un pedone dove meno ce lo aspettiamo non è poi così improbabile e rischiamo di investirlo. Beninteso, non sto tifando per le ripuliture sommarie che i leghisti sembrano sempre voler fare, voglio solo mettervi in guardia da un problema che lascia molte conseguenze.

Dato per scontato che non bisogna scappare (anche perché poi in oltre il 70% dei casi si viene beccati, come ha calcolato ieri l'Asaps) e che investire qualcuno è un trauma spesso devastante moralmente, vi ricordo che in questi casi si va sotto processo penale. Quasi certamente (salvo che si venga colti in stato di ebbrezza o drogati) in galera non si va, ma bisogna comunque trovare un avvocato, spiegargli tutto, andare sotto interrogatorio eccetera. Pensateci, quando – soprattutto di notte – vedete un limite di velocità basso o una striscia continua e ve ne fate beffe.

  • Paolo |

    Buongiorno.
    Percorrendo strade secondarie extraurbane fra il paese nel quale vivo e Bologna mi capita spesso di incontrare pedoni, e durante l’inverno nella maggior parte dei casi è buio. Non sempre si tratta di immigrati: una mattina di dicembre, alle 6:50, su strada extraurbana non illuminata, ho incontrato un idiota italiano che faceva jogging vestito completamente di nero, assolutamente invisibile al buio. Se io, nelle stesse condizioni, fossi costretto ad uscire dall’auto dovrei indossare un giubbotto riflettente, mentre il pedone può andare in giro vestito di nero. Non ho mai visto un pedone che si preoccupasse di essere visibile (per non parlare dei ciclisti, ce ne fosse uno con le luci e i catarifrangenti, peraltro obbligatori).
    Come ho già sostenuto in passato, molte volte la responsabilità degli incidenti è proprio degli utenti cosiddetti deboli, come i pedoni e i ciclisti, ma il codice della strada non tiene assolutamente conto di questo fatto. E’ scritto assumendo che gli utenti deboli abbiano ragione per principio, e in conseguenza di ciò anche un automobilista prudente può passare guai.
    Un saluto.

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