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Il telefonino di Alessandria, la Cassazione scomodata e chi vende fumo sulle riforme

Come in piena epoca-Lunardi, si risente parlare di una vigorosa snellita al Codice della strada: "Basta con i bizantinismi del testo attuale, scendiamo da 240 a 100 articoli al massimo". La storia della sentenza della Cassazione sul telefonino, che ha tenuto banco oggi su tv, radio e giornali, dimostra che in Italia cose del genere non si possono fare. Chi le propone o è inesperto o vende fumo (come spesso capita quando ci sono di mezzo la politica e il circo mediatico).

Dunque, un valoroso automobilista che nel 2005 aveva preso una multa sacrosanta dai carabinieri di un paesino dell’Alessandrino è arrivato sino in Cassazione per sentirsi ripetere persino l’ovvio, cioè che il Codice della strada vieta non solo di parlare tenendo in mano il telefonino, ma anche di usare la tastiera dell’apparecchio. Lo suggerisce anche il buonsenso: quest’operazione è anche peggio del semplice parlare, perché occupa non solo le mani ma anche gli occhi. Ma tant’è. Meno male che la Cassazione ha liquidato tutto in due paginette.

L’episodio dimostra che tendiamo ad aggrapparci anche agli specchi pur di evitare una multa. Questo è noto da decenni ed è il motivo per cui chi ha definito l’impianto e scritto il testo originario del Codice attuale è stato prolisso e bizantino: in quei mesi del ’91-’92, ci si consultava per ore su ogni quisquilia, cercando di immaginare come si sarebbe comportato un avvocato scaltro di fronte alle norme che si stavano costruendo. Le varie istanze di lobby e sottolobby fecero il resto.

Quindi, se il Codice ha 240 articoli lunghi e complessi, non è certo solo colpa di chi lo ha scritto. I problemi del Codice di oggi sono legati a progressi tecnologici e fenomeni sociali sopravvenuti e a mezze riforme fatte di fretta sotto molteplici pressioni (dalla voglia di apparire sui giornali all’opera delle lobby). Il numero degli articoli è il minore dei mali.

Inoltre, passare a 100 articoli sarebbe come mettere la polvere sotto il tappeto. Infatti, chi propone lo snellimento sostiene che molte cose potrebbero essere disciplinate con semplici decreti ministeriali. Dimenticando che la storia d’Italia è piena di decreti mai emanati (per esempio, quello sulle esercitazioni di guida in autostrada) o emanati in ritardo di anni. Per gli stessi problemi che ho evidenziato per il Codice.

  • Francesco Falco |

    Immaginerei l’aggiunta dell’ articolo presente nel sistema tedesco e soprattutto inglese “Driving without due care and attention”. Questo copre tutto, non serve avere 100 articoli che spiegano cosa sia lecito o no fare, ne basta uno solo che dice che è vietato guidare senza fare attenzione…e questo ricopre tutto!!
    Ovviamente non funzionerebbe in Italia, ci sarebbe ricorsi su ricorsi su cosa sia “attenzione”…

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