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L’incertezza del diritto/1: i giudici di pace e la taratura

Giusto lunedì scorso, “Il Sole-24 Ore del Lunedì” ha riferito che per la Cassazione il problema della taratura dei misuratori di velocità non si pone: non c’è alcuna norma che obblighi a farla, almeno per l’uso tradizionale dell’apparecchio (quello con presidio di agenti). Dunque, sembra sfumare il più importante motivo di ricorso degli ultimi anni in materia di eccessi di velocità (si veda anche lo speciale-ricorsi in linea dal 26 novembre su www.ilsole24ore.com). E invece giusto l’altro ieri si è saputo che comunque i giudici di pace di Bari accolgono il 95% dei ricorsi che si basano sulla taratura. Se fosse il campionato di calcio, diremmo che il pallone è rotondo ed è meglio così, perché tutto diventa più avvincente. Ma qui stiamo parlando di qualcosa di più serio, forse.

Peraltro, da quanto hanno riportato i mezzi d’informazione, non si capisce bene con quale motivazione i giudici di pace baresi sostengano che la taratura è necessaria. Io posso solo dire che – interpretazioni giuridiche della Cassazione a parte – dal punto di vista strettamente tecnico è difficile che un apparecchio starato possa “far danni”: considerando i classici Autovelox 104 e 105 (i velocimetri più diffusi in Italia), se i loro raggi laser non fossero più paralleli come all’origine, rimbalzerebbero in obliquo e quindi molto probabilmente non riuscirebbero più a tornare più sull’emettitore, che a quel punto non rileverebbe alcun segnale e quindi non potrebbe leggere alcuna velocità.

  • boris |

    Più che l’astrazione della tecnica (e della dottrina), sarebbe meglio ricordare la dura realtà della fisica:

    "Un veicolo in movimento ha energia cinetica; le persone o le cose che viaggiano dentro o sopra il veicolo hanno anch’esse energia cinetica. C’è una formula, semplice ma molto interessante, che mette in relazione l’energia cinetica con la massa e la velocità dell’oggetto:

    Energia cinetica (Ec) = massa (in kg) moltiplicata per velocità (in metri al secondo) al quadrato, il tutto diviso 2:

    Ec = m x v2 / 2

    Pertanto, il suo valore si quadruplica al raddoppio della velocità. Questo significa che anche un piccolo incremento di velocità può avere importanti effetti: basta che ad esempio la velocità passi da 40 a 60 km/h e già l’energia cinetica assume un valore più che doppio.

    Quindi, la velocità è un elemento critico: raddoppiare la velocità significa quadruplicare l’energia cinetica."

    E quando i nostri corpi e i nostri mezzi urtano con un’energia cinetica quadrupla, facciamo la felicità di meccanici, carrozzieri, medici, e nella peggiore delle ipotesi degli impresari di pompe funebri….

    http://www.aci.it/index.php
    http://www.aci.it/index.php

  • alexmrg |

    Precisazione:

    1) il costo della taratura è riferito ad un sistema tipo "tutor", quindi è il massimo possibile;

    2) la deriva funzionale dei componenti non riguarda solo la collimazione/polarizzazione dei raggi (nei componenti serie gli errori si sommano);

    3) il primo laboratorio per misure di velocità è stato certificato SIT nel 2006;

    4) il costo non può essere un discriminante poiché, come ben sappiamo tutti, è più che proporzionalmente compensato dai proventi delle sanzioni, soprattutto per l’effetto degli aumenti degli importi unitari;

    5) ribadisco che la tolleranza legale non può essere argomento inerente; nessun conducente medio riesce a stimarla al tachimetro analogico senza distogliere tropppo pericolosamente lo sguardo dalla strada: o si modificano i tachimetri o si modifica la tolleranza legale.

    [risponde Maurizio Caprino] Come di consueto, vado per punti
    1. Ok.
    2. Ok, ma il difetto più probabile è proprio quello che citavo. Anche perché, in 12 anni che ho a che fare con chi prende multe, non mi è mai capitato uno che dicesse di non aver commesso l’infrazione (molto più frequente è la richiesta di consulenza per sfuggire alle sanzioni).
    3. Sì, due anni dopo che il bubbone era scoppiato. E comunque si resta dipendenti dai costruttori degli apparecchi, che ora offrono anche il servizio di taratura.
    4. Eppure il ministero dell’Interno i soldi per le tarature non li spende. Oramai sono passati due anni e quindi si può dire che abbia ormai consolidato questa prassi. D’altra parte, probabilmente è più urgente trovare i soldi per rifornire le auto di pattuglia (almeno quando ci sono abbastanza uomini per formare un equipaggio…).
    5. E allora gli svizzeri come fanno? Anche loro hanno la tolleranza legale al 5%, controlli ne fanno più che da noi (da sempre), hanno tante gallerie (e in galleria il limite autostradale passa sempre da 120 a 100). Eppure non si lamentano.

  • alexmrg |

    Allora proviamo a fare un poco di chiarezza.

    La velocità è definita come grandezza derivata di spazio e tempo, i cui strumenti di misura, in base alle direttive europee vigenti, sono soggetti ad obbligo di taratura.

    L’anomalia risiede nel fatto che l’Italia non ha ancora recepito tale normativa e dunque non esiste obbligo normativo di taratura (nemmeno prevista in via regolamentare, se non quella iniziale, nei decreti di omologazione dei singoli apparati).

    Esistono tuttavia sentenze in giudicato (di 1° grado) che, appellandosi alla normativa europea, stabiliscono la nullità dell’infrazione nel caso di omessa taratura annuale.

    Fin qui l’aspetto giuridico. Tuttavia, ragionevolmente, esistono diverse motivazoni per rendere obbligatoria la taratura annuale:

    1) non si comprende per quale motivo un apparato che restituisce una misura di valore legale all’interno di un procedimento amministrativo debba essere esclusa dalla taratura: rappresenterebbe un’incoerenza formale e di merito;

    2) non si comprende per quale motivo la taratura sia così invisa alle Amministrazioni: un laboratorio SIT può effettuarla in meno di una giornata di lavoro al costo di poco più che 5.000 euro (cifra inesistente a fronte dei proventi delle sanzioni);

    3) l’invecchiamento dei componenti dell’apparato (deriva) può creare piccole variazioni di lunghezza d’onda che si riflettono sulla misura della velocità: tenendo presente che le Amministrazioni sanzionano eccessi a partire da 1 km/h (è dimostrabile dalle statistiche, dove la quota corrispondente (1-5 km/h) rappresenta il 5-10 %, anche se alcuni sostengono, a parole, il contrario) è ovvio che deve sempre essere garantita la corretta precisione dello strumento;

    4) se vale ancora il principio della trasparenza nella PP.AA. non esiste alcun impedimento a rendere pubblico il relativo certificato (vale sempre per il cittadino il diritto di accesso agli atti amministrativi secondo le modalità di legge);

    Per conseguenza, se anche si dovesse ritenere faziosa la richiesta di taratura da parte del Cittadino, una sana e corretta Amministrazione non può sollevare difficoltà alcuna a fornirla.

    A meno che i motivi non siano altri…

    [risponde Maurizio Caprino] Quanto alla questione giuridica, la Cassazione (che vale certamente più dei giudici di pace) ha esaminato le leggi vigenti, concludendo che ad oggi in Italia non c’è alcun obbligo di taratura.
    Quanto alla questione tecnica, sono d’accordo che il problema si pone e prima o poi andrà risolto, ma un momento: la tolleranza legale è già del 5% con un minimo di 5 km/h, per cui anche chi dice di essere stato multato per 1km/h in eccesso (o di essere incappato nella fascia di sanzione più grave per un solo km/h) in realtà sforava di 6, che sommati allo scarto del tachimetro diventano almeno 10. E poi va sempre dimostrato come faccia un Autovelox coi raggi sensibilmente convergenti (anziche convergenti come dovrebbero essere in caso di taratura perfetta) a rifletterli captandoli lo stesso. Infine, una taratura costa anche meno (300.000 lire+Iva,sapevo io), ma la Stradale comunque non ha soldi e fino a un paio di anni fa lo stesso Sit certificava che in Italia non esistevano centri accreditati per tarature sulla velocità (e questo poi fu il motivo per il quale i ministeri delle Infrastrutture e dell’Interno fecero di tutto per non introdurre obblighi di taratura).

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