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Decreto Bianchi / E ora dovrebbero cambiare i cartelli…

Sul Sole-24 Ore di oggi do notizia del nuovo decreto interministeriale che attua l’obbligo di rendere visibili i controlli di velocità, come imposto dal decreto Bianchi. Il nuovo provvedimento aggiunge un’ulteriore “perla” alle tante contenute nel decreto. Infatti quest’ultimo, imponendo di presegnalare i controlli di velocità, ha scardinato il principio secondo cui i controlli – per essere efficaci – devono essere visibili solo nei punti effettivamente pericolosi (gli altri vanno fatti a sorpresa, altrimenti la gente “sbracherebbe”). Il decreto interministeriale – seguendo i dettami del decreto Bianchi – aggiunge ora che i cartelli di presegnalazione dei controlli devono essere perfettamente regolamentari e dello stesso colore del resto della segnaletica (quindi, verdi sulle autostrade e blu sulle extraurbane).
Dovete sapere che, tra le migliaia di segnali del genere stratificatisi sulle nostre strade negli ultimi vent’anni, praticamente non ce n’è uno a norma. Ora, quindi, che si fa? Si va avanti con quelli che ci sono, sperando che a nessun avvocato venga in mente di attaccarsi a questo cavillo? Una speranza che sarebbe vana: siamo in Italia. E allora meglio sperare che il decreto Bianchi decada (come sembra molto probabile). E che poi il Parlamento metta un po’ di giudizio…

  • roberto |

    Concordo in pieno con voi, nella mia piccola esperienza vedo spesso rischi di tamponamenti a causa di limiti assurdi posti sulla viabilità (limite a 70/90kmh che si riduce per 20/30m a 50kmh) e chissà perchè a cavallo di curve e/o gallerie nelle quali è perennemente presente un qualche autovelox! Un plauso a sindaci & company!!!!
    Un esempio la "gardesana nuova" che pone in collegamento la tangenziale di brescia con salò.

    [risponde Maurizio Caprino] Dipende: a volte sono agguati e a volte sono controlli necessari perché proprio lì accadono incidenti. In questa seconda ipotesi, il controllo dovrebbe essere visibile (ribadisco comunque che secondo me non tutti devono esserlo) perché lo scopo primario dev’essere quello di far rallentare proprio in quel punto pericoloso. A volte, come spiegavo in altri post, la conformazione del luogo e della strada non rendono possibile tale visibilità, ma anche questo problema si può risolvere, per esempio mettendo poco prima dell’autovelox un pannello dissuasore che segnala a ciascuno la proprio velocità e preannuncia la presenza del misuratore "vero" (secondo me i dissuasori da soli servono a poco, come ho scritto in un altro post di recente).
    Si potrebbe dire che è più economico mettere solo un cartello di preavviso. Ma, con l’inflazione di cartelli di questo tipo che c’è stata negli ultimi vent’anni, è andata a finire che nessuno ci crede più.

  • The President |

    Per eliminare il diffuso malcostume dei sindaci che tendono trappole fini a se stesse occorre agire sul ‘’malloppo’’ perché fino a quando non esisteva la possibilità di rimpinguare le casse comunali i vigili urbani a fare sicurezza, quella VERA, sulle strade provinciali, regionali o statali non andavano quasi MAI.
    Occorre che gli introiti delle sanzioni siano destinati, per legge, in parte all’Ente proprietario delle strade, che può utilizzarli per le necessarie opere di ammodernamento e per rimuovere le cause di pericolosità …, in parte alle casse della Polizia Stradale per aumentare il numero dei controlli e in parte al Ministero dell’Istruzione per attivare veri e propri corsi di formazione a livello scolastico e non solo….
    Così la sanzione che il cittadino paga per la violazione di una norma assume una logica… meno vessatoria.
    Ai comuni rimarrebbero gli introiti delle sanzioni elevate sulle strade urbane di loro competenza.
    Per quanto concerne il problema visibilità dei controlli che ‘’servono alla sicurezza, quella vera’’ credo che la soluzione potrebbe essere quella di differenziare le tipologie in due modalità;
    – per quanto concerne i controlli eseguiti direttamente dalle forze di polizia con contestazione immediata dell’infrazione, ritengo che potrebbero essere svolti senza preavviso né segnalazione (utilizzando lo strumento con l’obiettivo di colpire chi veramente eccede in comportamenti di guida pericolosi e non come spesso accade per contestare violazioni del limite di 2 kmh!? …)
    – cosa diversa è quella dei controlli della velocità senza contestazione immediata, per eccessiva pericolosità del tratto stradale o per difficoltà di contestazione…., in questo caso credo che sia indispensabile una SEGNALAZIONE BEN VISIBILE, con cartelli e segnaletica luminosa, sia per avvertire della presenza di un tratto di strada pericoloso, sia per avvertire che su quel tratto vi è in essere un CONTROLLO PERMANENTE DELLA VELOCITA.
    In questo modo credo si possa garantire un sistema di controlli che contemperi azioni di prevenzione e di repressione. La grande stampa, se volesse, potrebbe sensibilizzare il Ministro Bianchi e il Parlamento su questi problemi.

    Comitato Mobilita Sicura NO Gabelle
    http://www.nogabelle.org

    [risponde Maurizio Caprino] Ora siamo d’accordo su tutto! Aggiungo che la riprova di tutto ciò è la rivolta dei sindaci quando – nell’autunno 2005 – fu approvato un emendamento che restringeva le competenze dei vigili urbani ai soli centri abitati. Poi il decreto legge nel quale era stato inserito l’emendamento fu lasciato decadere dal Senato e il problema non si pose più. I pochi Comuni che vogliono fare vera sicurezza sono invece alle prese con la carenza di fondi: chi pagherebbe gli straordinari dei vigili se si volessero fare servizi notturni antialcol affiancando la Stradale che è in grosse difficoltà di organico?

  • gidi |

    …. e così attendiamo che decada il decreto Bianchi… e poi? torniamo ai controlli a sorpresa?
    Caro Caprino, provi a percorrere la Salerno-Reggio con i limiti fissati a 80 km/h solo dopo il completamento di tratti a tre corsie + corsia di emergenza e poi riparliamo di prevenzione/repressione.

    [risponde Maurizio Caprino] Sì, ma il problema dei limiti impossibili (a proposito: cinque anni fa sul tratto appena ammodernato a nord di Cosenza della Salerno-Reggio la magistratura aveva imposto addirittura i 60, per precauzione dopo aver scoperto irregolarità nell’appalto) non possiamo risolverlo rendendo visibili i controlli. Sarebbe un rimedio improprio.
    E poi, questa storia dei controlli visibili fa acqua proprio dal punto di vista logico: per caso quando i poliziotti pedinano i mafiosi devono avvisarli? O davanti alle banche dobbiamo mettere cartelli con la scritta "Vietato rapinare"? Mi sembra la stessa logica…

  • THE PRESIDENT |

    Non posso che condivere la necessità di misure ”costruttive” ma dubito che ciò avverrà.
    Per quanto riguarda i controlli invisibili (senza contestazione immediata) servono quasi esclusivamente per ”gabellare” i viandanti e per rimpinguare le casse comunali. L’esperienza di ”Riparbella” insegna che in sei mesi sono state elevate circa 15000 multe per aver superarato il limite di 50 kmh sulla SR68 senza che sia accaduto alcun incidente nella zona circostante. Il 60% dei verbali contestano velocità inferiori a 74 kmh e solo il 6% superiori a 90 kmh (limite stabilito dal cds per la strada regionale 68). Primo problema sono la miriade di limite aggiunti su tutte le strade da rendere disuniforme la circolazione con limiti impossibili da rispettare (in 20 km di sr68 ne hanno posti 20, uno ogni 70 secondi di percorrenza)!! … Non posso che concordare sul fatto che la VERA sicurezza stradale si ottenga solo con la presenza fisica degli agenti.
    Le norme devono essere chiare, applicabili, semplici e gestite con il buon senso della Polizia Stradale.

    http://www.nogabelle.org

    [risponde Maurizio Caprino] E allora sui tratti dove gli appostamenti sono impossibili che facciamo? Rinunciamo a priori a qualsiasi controllo? Estremizzo il concetto: pensiamo alle strettissime e pericolosissime stradine tra canali e risaie di cui è piena la pianura padana (anche alla periferia di Milano). Senza contare che spesso il traffico è talmente intenso che i soli agenti nulla possono (l’ho scritto in altri post, soprattutto nella sezione "Furbate").
    La verità è che il diffuso malcostume dei sindaci che tendono trappole fini a se stesse non deve farci credere che tutti i controlli invisibili siano vessatori. E invece servono alla sicurezza, quella vera. Quello che bisogna fare è trovare un sistema per far passare i guai a chi li usa solo per gabellare i cittadini.

  • alexmrg |

    Permettetemi una replica ulteriore.
    Scontato che il "Parlamento metta un po’ di giudizio" vediamo di capire in termini concreti il significato.
    Da un tale livello istituzionale ci si aspetterebbe un intervento di elevato livello progettuale: il "…lavorare sulla velocità…" è ammissione implicita dell’incapacità a risolvere i problemi, dunque decreti deterrenti dovrebbero lasciare rapidamente spazio a misure "costruttive", in primo luogo la visibilità del controllo, in ottica non di uniformità formale della prescrizione, ma di reciprocità: se un’Amministrazione ricorre a controlli "subdoli", un tale principio può ben essere adottato dai conducenti a proprio vantaggio, da cui consegue una spirale senza fine di reciproca scorrettezza. E a ben vedere l’uniformità delle prescrizioni non è poca cosa (visto anche il lungo elenco di segnalazioni furbesche cui non corrisponde alcun controllo attuale).
    Ora, l’ invisibilità del controllo implica sicuramente la sanzione ma consente all’interessato la continuazione di una condotta eventualmente pericolosa, in contrasto con il principio asserito della sicurezza. D’altra parte (almeno a mia conoscenza) non si è mai verificato che un conducente sanzionato in modo occulto abbia generato un incidente in un tempo immediatamente successivo al rilevamento dell’infrazione stessa. Ciò che non si ha il coraggio di dire è che i sistemi occulti rilevano, per il 85-95 % dei casi eccessi di velocità non superiori a 20-25 km/h, dunque assolutamente insignificanti ai fini della sicurezza, mentre non intercettano mai conducenti in stato alterato e mancato uso delle cinture (vedere post precedenti e successivi).
    Dunque, il primo "messo giudizio" dovrebbe ben essere uniformità, visibilità ma, soprattutto, presenza fisica di agenti: il resto è pura demagogia.

    [risponde Maurizio Caprino] Secondo me occorre invertire il ragionamento: non è il fatto di essere stato multato a indurmi a non esagerare con la velocità, bensì il timore di incappare in un controllo in un qualsiasi momento. Certo, di solito questo timore comincia a venire dopo la prima multa (cioè quella che fa pensare "allora i controlli esistono davvero!"), ma il suo effetto si dispiega nel futuro.
    Quanto al livello del Parlamento, stendiamo un velo pietoso: seguo i lavori da troppo tempo per ritenerlo un luogo dove si possa fare un ragionamento tecnico corretto e, soprattutto, scevro da calcoli elettoralistici, demagogie e giochi lobbistici (nel senso peggiore del termine).

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