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Sembra un controllo a tradimento e invece…

Come tutti i lunedì, oggi “Il Sole-24 Ore” pubblica il calendario dei controlli di velocità previsti per questa settimana dalla Polizia stradale. L’altro giorno, un lettore si è lamentato perché ha visto un controllo non programmato, per giunta con un Autovelox nascosto dietro una siepe su un tratto autostradale dove il limite era di soli 90 orari. Tutto ciò è meno scandaloso di quanto potrebbe apparire. Ecco perché.
– I calendari dei controlli possono subire modifiche rispetto alla programmazione riportata sul giornale, perché a volte mancano le pattuglie (più raramente, ne sono disponibili di più rispetto alprevisto) o possono verificarsi altri imprevisti (gravi incidenti, maltempo, scorte da effettuare eccetera). Questa è una cosa che sul giornale specifichiamo nella legenda che accompagna la cartina, anche se purtroppo non tutte le settimane c’è in pagina lo spazio per pubblicarla e di questo ci scusiamo con i lettori. Inoltre, non c’è alcuna norma che imponga di comunicare i calendari e poi di rispettarli: i controlli vanno comunicati all’utenza solo quando sono completamente automatici (in autostrada, accade solo per quelli col Tutor, che rileva anche le velocità medie su circa 450 chilometri di carreggiata, per ora) e la comunicazione può essere effettuata con qualsiasi mezzo alternativo ai giornali (anche segnali, comunicati radiofonici o volantini, per esempio). Questo è ciò che si desume dalla legge 168/02 e dall’attuale versione dell’articolo 201 del Codice della strada,in vigore dall’estate 2003.
– Su autostrade come la A10 (Genova-Ventimiglia, che è quella dove il lettore aveva visto i controlli “a tradimento”), manca lo spazio fisico per gli appostamenti, per cui spesso la Stradale si piazza dietro le siepi delle aree di servizio. Ma questo, nel caso dell’A10 accade prevalentemente per necessità oggettiva.
– Quanto al limite locale di 90, la A10 ha molte aree di servizio con corsia di accelerazione insufficiente, per cui è necessario che chi sopraggiunge rallenti. In ogni caso, come ho scritto alcune volte, non è raro che i poliziotti facciano scattare l’Autovelox solo per velocità superiori al limite


  • Antonio Bertocci |

    A proposito della A10. Non prendiamoci per il fondo dei pantaloni: da La Spezia a Ventimiglia in corrispondenza di TUTTE le uscite (caselli/aree di servizio) i solerti burocrati che la gestiscono, al posto di provvedere a mettere a norma le rampe – come buonsenso, codice della strada e norme di concessione vorrebbero – hanno trovato MOOLTO più conveniente piazzare dei cartelli di limite a 110 o 90, trasformando un’autostrada già di per sè modesta per tracciato, in un serpentone di vetture che continuano a rallentare e riaccelerare.
    È un autentico attentato alla sicurezza della circolazione, con un particolare pietoso: se rallenti a 90 come da cartelli, almeno una volta su due ti trovi un camion che marcia a 95 standard (velocità tollerata dal limitatore) è che comincia a incalzarti stile Spielberg.
    E attenzione a non rispettare i limiti: il mio personale elenco di persone che si sono beccate il verbale per essere transitati a 110 in corrispondenza degli autogrille è bello fitto.
    Non nego che ogni tanto la Stradale eviti di infierire, ma non mi pare ci si possa contare troppo.

    [risponde Maurizio Caprino] Si conferma che il problema c’è comunque: le corsie di accelerazione sono insufficienti e qualcosa occorre pur fare. Il gestore, di fronte alle difficoltà burocratiche, tecniche e finanziarie legate all’adeguamento delle corsie, ha scelto la soluzione più semplice, che sostanzialmente consiste nello scaricare le carenze sugli utenti (pardon, clienti, adesso li chiamano tutti così). Ma, dato per scontato che i lavori non si fanno dalla sera alla mattina, anche gli utenti dovrebbero darsi una regolata: se tutti si rendessero conto della situazione di pericolo, rallenterebbero spontaneamente, magari non a 90 ma sarebbe già qualcosa per evitare incidenti. Invece percorrono quei tratti esattamente come se fossero su rettilinei perfetti e il gestore interviene con misure eccessive.

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