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Sistemi multimediali belli, costosi e rubati: 8mila euro per il ripristino. L’altra faccia dell’auto connessa

I “bravi presentatori” di automobili ci descrivono le vetture moderne come sempre più connesse e con impianti multimediali sempre più sofisticati. E pazienza se questi impianti costano migliaia di euro che molti, pensandoci su, risparmiano volentieri: a molta gente interessa solo il navigatore e oggi per averlo basta scaricare una app sul proprio misero smartphone (con l’unica controindicazione che se arriva una telefonata o ti fermi o rischi di giocare pericolosamente con lo schermo per non perdere le indicazioni del navigatore). I “bravi presentatori”, in fondo, lo sanno bene. Solo che li pagano per sperare di fare presa almeno su chi ha soldi, passione, voglia di appagarsi con un’auto dall’equipaggiamento completo… Ma poi arriva la vita reale. Quella in cui gli impianti multimediali, specie se montati su auto di fascia media e alta, sono arrivati ad essere uno dei principali motivi di furto della vettura. O – quando va bene – di asportazione dell’impianto, per cui il proprietario non perde l’auto, ma se la trova con un buco in mezzo alla plancia e un conto da 7-8mila euro per ripristinare tutto (compresi i danni all’abitacolo).

Sono furti di cui si parla poco. Così l’allarme sociale non arriva a livelli preoccupanti. Ma uno degli aspetti più interessanti dell’ultima analisi lojack_analisi-furti_infografica_2017 cs_furti_analisi-del-fenomeno_lojack2017_final di LoJack (azienda che fornisce sistemi da installare a bordo per dialogare in radiofrequenza con le auto delle forze dell’ordine, trasmettendo loro un segnale di allarme) sui furti è proprio questo.

Così, a oltre dieci anni da quando il fenomeno è iniziato, ci sono ancora automobilisti che si sorprendono quando trovano il famigerato buco nella plancia. A loro, secondo l’analisi, si stanno iniziando ad aggiungere persone che hanno un’auto ibrida e si vedono rubare le batterie, per un danno che secondo LoJack può andare dai 2.500 ai 6.000 euro. E dietro al sollievo per il costante calo del numero di auto rubate, c’è la preoccupazione per l’aumento delle quota di quelle che non vengono più recuperate: i ladri sono sempre più organizzati e in poche ore riescono a smontare i pezzi che a loro interessa rivendere, mandando sotto la pressa del demolitore tutto il resto.

  • CLAUDIO |

    ah niente male

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