Ragazzi in gita su bus non assicurati né revisionati, autisti che bevono e vengono spremuti. Quando si controlla…

A chi affidiamo i nostri figli? Nelle ultimissime settimane, la Polizia stradale ha trovato cinque pullman senza assicurazione, nel corso di gite scolastiche. In qualche caso, mancava pure la revisione. Il "contorno", poi, è quello solito, fatto di autisti spremuti cui non vengono fatti rispettare i limiti sulle ore di guida e di riposo e trucchi per eludere il controllo del cronotachigrafo, ben riassunti dall'Asaps nel comunicato che denuncia quel che è emerso in questi giorni ( Download E' ALLARME GITE SCOLASTICHE 12.4.2014).

 

Non siamo ipocriti: le gite scolastiche sono sempre state un bel rischio. Ricordiamo quello la strage di studenti napoletani 31 anni fa, nella galleria Melarancio sulla A1, presso Firenze. Tra gli addetti ai lavori, i trucchi sono noti da sempre. Tanto da essere subito presi come comodo paravento da chi (e non solo il diretto interessato, Autostrade per l'Italia) voleva nascondere le carenze infrastrutturali dell'A16 lo scorso luglio, quando durante una gita un bus rimasto senza freni è venuto giù dal viadotto Acqualonga, facendo 40 morti.

 

Dunque, la crisi c'entra fino a un certo punto con i fatti degli ultimi giorni. Semplicemente, sono stati accesi i riflettori su cose che succedono da sempre, salvo un aumento delle mancate coperture assicurative (ne avevo sentito parlare per la prima volta a proposito di pullman nel 2010, a Napoli). E pensare che a dicembre scorso, scottata dalla catastrofe di Acqualonga (non bastano i soldi della polizza del bus per pagare le vittime), l'Ania aveva convinto il Governo ad imporre il raddoppio dei massimali per questi mezzi (oggi incredibilmente uguali a quelli fissati per tutti gli altri veicoli, compresi i semplici motorini), ma poi tutto è andato in malora con le polemiche che hanno affondato l'intero pacchetto Rc auto del decreto Destinazione Italia.

 

E comunque resta da chiarire un punto, che le informazioni ufficiali non affrontano: i casi emersi in queste settimane sono pochi o sono troppi? Nel senso che in assoluto sono pochini, sulle migliaia di bus in circolazione e bisognerebbe capire se sono solo uno spaccato rappresentativo di una realtà diffusa ma che potrebbe non emergere perché magari i controlli sono scarsi. Il sospetto viene pensando che uno dei casi di questi giorni è stato scoperto solo perché un pullman è rimasto fermo per un'avaria in autostrada, dove proprio non poteva passare inosservato. Ma va detto che, proprio dopo la strage di Acqualonga, la Stradale aveva intensificato i controlli sui bus. Come stanno le cose, oggi la spending review ha colpito le forze di polizia e il premier Renzi annuncia una razionalizzazione di tutto il settore. Che, per carità, ci vuole: ci sono troppe sovrapposizioni, cresciute nei decenni per smanie di potere diffuse. Ma finora abbiamo visto anche tagli di servizi che servivano.

  • pippo |

    Il problema è sentito da tutti gli operatori di polizia. Il comando Polizia Municipale di Palermo ha dal 2011 steso un protocollo d’intesa col Provveditorato agli Studi secondo il quale le scuole segnalano alla P.M. con anticipo date ed orario delle gite, ed il comando provvede a far controllare il mezzo da una pattuglia specializzata. Il tutto senza che si siano destinate risorse aggiuntive e per garantire la sicurezza degli alunni.

  • Domenico |

    @ arthemis
    Volere è Potere!
    Il più grande archivio informatico d’Italia (su cui qualche soggetto Privato vuol mettere mano), si chiama Archivio Nazionale veicoli (cfr ANV).
    Già collegato tramite piattaforma …portale dell’automobilista …. (disponibile anche in app su IOS, android ed altro), ad alcuni dati assicurativi.
    Lo stesso ANV è completo oltre che dei dati omologativi, compreso quello delle revisioni effettuate, anche dalla sezione relativa alla proprietà ed eventuali ‘titoli autorizzativi’.
    Volere è Potere!
    Cordialmente, Domenico

  • arthemis |

    @ Domenico:
    prima ancora dei controlli in strada, per i quali manca sicuramente il personale, mi chiedo quale sia la difficoltà di organizzare una estrazione automatica dei bus immatricolati nella provincia e confrontare, sempre in modo automatico, tale lista con quella delle revisioni e delle assicurazioni (usando la targa o il numero di telaio come ‘chiave’ per abbinare le registrazioni). Quello che, in pratica, fa la pattuglia quando ti ferma usando però la singola targa. Conoscendo il formato dei dati nei tre registri, un informatico di esperienza minima in un solo giorno può preparare l’elenco delle targhe da indagare. Se non viene fatto, così come per anni non sono stati individuati gli intestatari di decine se non centinaia di veicoli, comincio a temere che ci sia una precisa volontà.

  • Domenico |

    Chiediamoci, di quante decine (se ci arrivano) di persone dispone lo Stato per i controlli, con quali mezzi, come sono ‘messi in condizione’ di operare. Poi perche’ si e’ precariezzato la professione degli autisti, perche’ ditte italiane e operanti in Italia risiedo all’estero facendo il business di imprenditori dediti solo al Dio ricavo. Avete plaudito alle sparate Brunettiane, oggi siete sempre piu’ senza controlli e servizi e con furfanti furbi e inefficienze ancora piu’ di prima.

  • Paoblog |

    La crisi ed i tagli avranno sicuramente ridotto i controlli, ma credo che queste situazioni nascano da lontano; poi, certo, possono essersi acuite, tuttavia se per un mese si facessero tutti i controlli del caso, ci sarebbero le strade vuote.
    *
    E’ sufficiente guardare i bus urbani fermi al semaforo per scoprire gomme lisce, luci non funzionanti ed emissioni di fumo nero, neanche andassero a carbone…

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