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Soffri di colpi di sonno? Taci o perdi patente e lavoro

Non è solo ignoranza o sottovalutazione del problema. Anzi, a volte si è consci della sua gravità e si sospetta che tirandolo fuori si possa perdere la patente. Sto parlando dell’Osas, la sindrome da apnea notturna che fa dormire male la notte e per questo fa venire colpi di sonno anche durante la guida. L’ipotesi della paura di denunciarla viene dalla Fondazione per la ricerca e la cura dei disturbi del sonno. E in effetti un fondamento c’è: il Tar del Lazio (
Scarica TAR Lazio APNEE revisione patente_21ott12) ha riconosciuto che l’Osas è un motivo valido per ordinare la revisione della patente. Cioè una visita medica per accertare se il paziente ha davvero i requisiti fisici per guidare e, se non li ha, gli viene sospesa la patente a tempo indeterminato.
Se uno fa l’autista di professione, il problema diventa drammatico. Come nota la Fondazione, diventa un dilemma come quello dell’Ilva di Taranto, che lacera tra le esigenze dell’incolumita’ propria e altrui e quelle del lavoro. La Fondazione cita anche dati Istat per far capire che sono in ballo tante vite, proprio come a Taranto. Ma non si possono fare paragoni precisi: non ci sono statistiche sufficientemente dettagliate.

Ecco comunque il comunicato diffuso domenica 6 gennaio dalla Fondazione.

AUTO: IL TIMORE DI PERDERE LA PATENTE VANIFICA LA LOTTA AI COLPI DI SONNO AL VOLANTE, CAUSA DI TROPPI MORTI SULLE STRADE

 

Prof. Peverini: «In Italia gli indici di mortalità per categoria di veicoli nel 2011 sono rimasti stabili rispetto al 2010 e riguardano i conducenti di auto, camion e autobus, che temono conseguenze sulla patente di guida e vedono nella normativa rischi per il proprio lavoro ignorando l’importanza del problema a livello sociale. Un impegno per il nuovo Governo»

 

Roma, 06 gennaio ‘13 – «La lotta ai colpi di sonno al volante, che causano moltissimi incidenti stradali mortali, in Italia è vanificata non solo dalle gravi carenze normative ma, soprattutto, dal timore dei conducenti, in particolare quelli professionali, di perdere la patente e il posto di lavoro. È un dilemma nazionale identico a quello che stanno vivendo i lavoratori siderurgici di Taranto, tormentati tra l’angoscioso rischio di tumore e l’inquietante disoccupazione. Per questo il nuovo Governo si dovrà fare carico della questione per alleggerire i rilevanti costi umani, sociali ed economici dei colpi di sonno al volante, in gran parte causati dalle apnee notturne, adeguando la normativa italiana agli altri Paesi». A denunciare l’annoso problema è il prof. Francesco Peverini, direttore scientifico della Fondazione per la Ricerca e la Cura dei Disturbi del Sonno Onlus, di Roma.
E che la complicazione in Italia sia rimasta irrisolta in tutta la sua enorme gravità, ha detto, «lo dimostrano gli indici di mortalità stradale per categoria di veicoli: nel 2011, nonostante le azioni e le campagne per la sicurezza stradale, i dati relativi ai conducenti di auto, camion e autobus sono purtroppo rimasti stabili rispetto al 2010». A sostegno del suo allarme, Peverini ha citato il Rapporto ACI-ISTAT sugli incidenti stradali nel 2011 (nella categoria “Altri veicoli” sono inclusi autobus e filobus, tram, veicoli speciali e altri veicoli):
 

 
 

 

 

 

 

 

 

  

Il prof. Peverini ha ricordato che «un soggetto affetto da apnee notturne è sottoposto ad una grave frammentazione del sonno che, così, diviene non ristoratore e del tutto inefficace ai fini del riposo e, poi, di giorno determina difficoltà di concentrazione, con inattesi cali di attenzione e distrazione alla guida o, addirittura, colpi di sonno al volante per qualche istante (microsleep) o per periodi pericolosamente più lunghi. Il rischio di incidenti diventa da due a sei volte più alto per coloro che soffrono di apnee notturne. Molti conducenti soffrono di apnee mai diagnosticate e non trattate. Spesso sono di mezza età, sovrappeso e soffrono di ipertensione. Le apnee non curate oltre a causare sinistri stradali possono avere gravi conseguenze cardiovascolari, come ictus, infarto, aritmia cardiaca».

Purtroppo, ha ammesso il medico, «non esiste una soluzione semplice alle apnee e non ci sono compresse per combatterle. Ma si possono scoprire con un semplice esame non invasivo: la polisonnografia. Il trattamento delle apnee notturne di grado severo include in primo luogo l’adozione di un facile rimedio: mentre il soggetto dorme un piccolo apparecchio immette aria a pressione positiva continua nelle prime vie aeree attraverso una mascherina nasale (CPAP – Continuous Positive Airway Pressure), che ventila e mantiene aperte le vie aeree superiori, impedendo di fatto il verificarsi delle apnee e la conseguente frammentazione del sonno».

Le alternative includono un programma di controllo del peso nei pazienti obesi, mentre altri soggetti traggono beneficio dall’ utilizzo di un dispositivo dentale, in altri casi si ricorre alla chirurgia.

I soggetti con apnee maggiormente a rischio di incidenti, ha messo in guardia l’esperto, «sono quelli in età lavorativa, di età compresa tra 18 e 44 anni (tra di loro il 4,9 % ha avuto episodi di sonnolenza alla guida), di sesso maschile, lavoratori».

In attesa che il Governo italiano, alla stessa stregua di quanto avviene in altri Paesi, adotti norme di prevenzione e di cura delle apnee notturne per evitare i fatidici colpi di sonno al volante, il prof. Peverini ha messo in evidenza che «sono del tutto inutili i metodi comunemente utilizzati per rimanere svegli durante la guida, come aprire il finestrino, ridurre la temperatura dell’abitacolo, cambiare i canali radio. È invece necessario fermarsi e riposare almeno 30 minuti. I segnali di pericolo sono principalmente: procedere sulla striscia divisoria, andare alla deriva dalla propria corsia, mancare un’uscita stradale, sbadigliare o sbattere troppo le palpebre, ricordare con difficoltà gli ultimi chilometri percorsi».

Per una generale presa di coscienza della vastità e della gravità dei pericoli connessi alle apnee notturne la Fondazione è impegnata sotto il profilo della formazione medica e della comunicazione per sostenere l’adozione di seri programmi di prevenzione e di una maggiore consapevolezza in materia di apnee, in particolare con progetti mirati per singole categorie di lavoratori a rischio.

 

  • Cosimo Cucchiara |

    sindrome delle apnee ostruttive del sonno di grado severo invalidità, il seguente:

    Russare abbastanza forte da disturbare il sonno o quello degli altri
    Svegliarsi ansimando o soffocando
    Pause intermittenti nella respirazione durante il sonno
    Eccessiva sonnolenza diurna, che potrebbe farti addormentare mentre lavori, guardare la televisione o persino guidare un veicolo
    Molte persone potrebbero non pensare al russare come un segno di qualcosa di potenzialmente serio, e non tutti coloro che russano hanno apnea ostruttiva del sonno.

  • Sicurezza e Ambiente S.p.A. |

    Egregio dott. Caprino, in merito a quanto da Lei riportato nel post in oggetto, La invitiamo a prendere visione dei telegiornali serali reti mediaset (18:30 – 20:00 e tgcom) e dell’articolo pubblicato su La Repubblica cronaca di Roma, in data odierna, intitolato “Il caso Leprini, la SeA e la sicurezza stradale”.
    Quest’ultimo è solo uno dei numerosi pezzi di smentita pubblicati dai quotidiani nazionali. Distinti saluti.
    [risponde Maurizio Caprino] L’articolo di smentita si può leggere a questo link: http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/01/09/news/incidenti_la_precisazione_della_sea_la_lettera_stata_inviata_dall_assicurazione-50150273/. La smentita riguarda solo un aspetto tra quelli analizzati. Inoltre io citavo la questione della lettera ricevuta dai genitori del ragazzo morto perché comunque l’assicurazione ha ricevuto da qualcuno le indicazioni in base alle quali ha agito e questo qualcuno è chi è intervenuto sul luogo. Che forse non ha evidenziato bene che la vittima era solo vittima e non anche responsabile del sinistro. Tanto che ora la stessa Sicurezza e Ambiente scrive che intende migliorare le modalità di comunicazione.

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