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Maurizio Caprino

Strade sicure di Maurizio Caprino

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15 maggio 2013 - 13:13

Autovelox sull'elicottero in Spagna. Ma dal cielo pioveranno poche multe

In Spagna debuttano i controlli di velocità dall'elicottero. Come al solito, comunicati stampa e mezzi d'informazione parlano di cose temibilissime, una sorta di "arma finale" contro gli indisciplinati. Visto che queste cose le sentiamo dire già da decenni, sarà vero, avrebbe detto Cicerone con la sua ironia. Noi che siamo più terra-terra, cerchiamo di usare memoria e logica per dimostrare che non cambierà poi moltissimo.

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Categorie: Velocità

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"La strada è puttana"
Anonimo ispettore della Polizia stradale, 1998

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  • Il pirata della strada in bici e il pedone che non lo sente

15 maggio 2013 - 1:32

Cinture posteriori, moto e chiacchiere di paese: storia di tre morti inutili da Nord a Sud

Tre storie di provincia, assolutamente quotidiane ma significative. Perché vengono dal Nord-Ovest e dal Sud-Est, dimostrando come di fronte a certe cose l'Italia sia davvero un Paese unito: basta rifletterci un attimo su, senza farsi travolgere dalla marea montante delle notizie che computer, radio e tv sputano senza sosta (e talvolta senza senso). Dunque, abbiamo tre storie di ragazzi morti in incidenti stradali, due in moto nel Biellese e una nell'ex-distretto d'oro della Murgia. Come da copione, la stampa locale punta sugli aspetti emozionali dell'accaduto, sull'impatto della tragedia sulle comunità più o meno piccole su cui si sono abbattute. E si cade nel festival dei luoghi comuni, che a tutto servono tranne che a dare un senso alla morte di questi ragazzi.

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Categorie: Allacciare cinture e seggiolini, Furbate, Tutti a scuola!

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13 maggio 2013 - 9:54

Targa straniera, tante multe non pagate e sequestro dell'auto impossibile. Ora Milano vuol cambiare il Codice

Una decina di giorni fa, hanno fatto il giro d'Italia le immagini della grossa Audi con targa monegasca rimossa dai vigili di Milano perché in divieto di sosta. A parte la "sfacciataggine" dell'infrazione (la berlinona era stata lasciata lungo la stretta e centrale via Torino), aveva fatto notizia il fatto che a quella vettura risultassero già attribuite cento e passa multe, nessuna delle quali pagata. Per questo, il caso era stato denunciato pubblicamente dal sindacato Cisl della Polizia locale di Milano, che ha lanciato anche su Facebook una battaglia contro questi stranieri (veri o finti) che accumulano multe a Milano senza pagarle (senza contare che con la targa straniera non attirano l'attenzione del fisco italiano). La Rai aveva dato la notizia aggiungendo che erano state avviate "trattative con il ministero delle Infrastrutture per arrivare a sequestrare queste vetture". In effetti, a una persona normale pare assurdo che quando si becca un furbo del genere non gli si possa fare granché. Ho approfondito la questione ed ecco cosa c'è dietro.

In effetti, finora lo strumento preferito della pubblica amministrazione per recuperare i crediti sono le "ganasce fiscali", cioè il fermo amministrativo iscritto al Pra, che vieta di utilizzare il veicolo intestato al debitore. Il problema è che in casi del genere al Pra non si può iscrivere un bel niente: se la targa è estera, il mezzo è registrato negli archivi del Paese cui la targa appartiene.

Così resta la garanzia prevista dall'articolo 207 del Codice della strada, che impone il pagamento immediato della multa o di una cauzione a chi ha patente extracomunitaria o a chi (anche italiano) guida un veicolo con targa estera. Se non si paga subito, scatta il fermo amministrativo, che viene revocato solo a pagamento avvenuto.

Il problema é che il meccanismo funziona esclusivamente quando il trasgressore viene fermato subito. Cosa molto rara: la maggior parte delle infrazioni viene rilevata con apparecchi automatici (velocimetri, telecamere ai semafori eccetera), senza che nessuno intimi l'alt. Così ora la Polizia locale di Milano ha chiesto al ministero se il fermo amministrativo si possa applicare anche quando il veicolo di un debitore capita "a tiro degli agenti" senza che sia coinvolto in un'infrazione in quel particolare momento. Oppure, come per l'Audi rimossa a Milano, anche quando il guidatore è assente.

Insomma, si vuole che il ministero interpreti l'articolo 207 con una circolare che autorizzi il fermo amministrativo anche "in differita". Oppure si vuol convincere il ministero a promuovere in Parlamento una modifica all'articolo 207. Vedremo come andrà a finire.

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Categorie: Furbate

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12 maggio 2013 - 17:00

La caccia alla polizza Rc auto meno cara? Una caccia al dettaglio

Sono 18 anni che mi occupo di assicurazione Rc auto. In tutto questo tempo, è successo molto. Ma è cambiato poco: caro-polizze, truffe, inerzie di Stato e compagnie sono rimasti nonostante le tante norme che sono state introdotte e/o modificate. Assolutamente immutato è il consiglio principale che scrivo ai lettori: paragonate il più alto numero possibile di compagnie e fatelo con tanta attenzione.

Oggi farlo sembra molto più facile di ieri: c'è internet e, soprattutto, su internet si trovano tanti preventivatori. Ma bisogna saper distinguere tra il preventivatore ufficiale dell'Ivass (www.tuopreventivatore.it, che considera praticamente tutte le compagnie ma non può tenere conto di tutte le possibili voci che danno diritto a sconti) e quelli privati (che sono più precisi sugli sconti ma considerano solo poche compagnie). Tra questi ultimi, poi, bisogna capire quali sono semplici "servizi orientativi" e quali sono veri e propri broker (che come tali rispondono in proprio al cliente).

Pensate che non sia importante fare tante distinzioni? Ritenete che gli inviti a fare tanti confronti siano solo un capriccio di giornalisti che scrivono tanto per scrivere? Allora leggetevi l'esperienza di Paoblog al rinnovo della sua polizza: http://paoblog.net/2013/05/09/assicurazione-61/. Scoprirete che per risparmiare davvero bisogna stare attenti a tutti i dettagli: spesso la polizza che in un primo momento sembra conveniente, se passata ai raggi X e rapportata alle proprie effettive esigenze, non lo è più.

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Categorie: Consumatori

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11 maggio 2013 - 13:34

A Napoli uno su quattro non è assicurato. Ma ora la Polizia ha occhio

A fine 2011 hanno fatto le norme anti-evasione della Rc auto, a fine 2013 forse ne vedremo le prime applicazioni: controlli automatici a tappeto su tutti i veicoli che passano davanti a una telecamera. Nel frattempo, continuano i controlli mirati fatti dalle pattuglie della Polizia stradale e bisogna dire che ormai gli agenti hanno sviluppato un certo occhio. Almeno in alcune città: questa settimana a Napoli hanno fermato 400 veicoli in due giorni (martedì 7 e mercoledì 8 maggio) e ne hanno trovato senza polizza Rc auto più di uno su quattro.

Più precisamente, i veicoli risultati scoperti sono risultati 131 su 400. Considerando pure le altre violazioni al Codice della strada rilevate dai poliziotti di Napoli in quei due giorni, saliamo a 252.

Di fronte a queste cifre, le cose sono due: o a Napoli l'evasione dell'obbligo assicurativo è molto più alta della media nazionale (un veicolo su quattro anziché uno su dieci, che già è un dato preoccupante) o gli agenti ormai hanno l'occhio clinico.

Certo, a Napoli i prezzi della Rc auto sono da sballo: i più alti d'Italia, cioè del Paese che già di per sé è il più caro d'Europa. E Napoli non è certamente una città tanto ricca da permettersi stangate del genere. Però tutto questo non basta per concludere che a Napoli c'è un tasso di evasione del 30%, che è un'enormità. Anzi, è il fallimento del sistema che definiamo "civile". Dunque, si fa strada l'ipotesi che i poliziotti abbiano selezionato con attenzione gli obiettivi e che i risultati siano venuti.

Speriamo comunque che i controlli automatici arrivino presto: tante pattuglie in strada per due giorni hanno verificato solo 400 veicoli, cioè la stessa quantità che passa davanti a una telecamera in meno di mezz'ora...

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Categorie: I fatti del giorno

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10 maggio 2013 - 17:11

Quei pedoni che attraversano i binari con le sbarre abbassate

Nella Settimana mondiale della sicurezza stradale, è caduta anche la Giornata per la sicurezza ai passaggi a livello, l'8 maggio ( Scarica ILCAD 2013). Come di consueto, le Ferrovie dello Stato hanno distribuito ai media le buone regole su come bisogna comportarsi a un passaggio a livello ( Scarica ILCAD 3 Nota norme di comportamento). Ma altrettanto consueto è lo spettacolo dei soggetti cui è consacrata la Settimana di quest'anno, cioè i pedoni, che se ne infischiano: mi è bastato girare per la costa adriatica barese, i cui abitati sono spaccati in due dalla ferrovia, per vedere che la gente attraversa anche quando le sbarre dei passaggi a livello sono abbassate.

Non basta: ad alcuni che almeno guardano in continuazione a destra e a sinistra per accertarsi che davvero non stia arrivando il treno atteso al passaggio a livello, si contrappongono altri che lanciano un'occhiata distratta e per il resto si fidano del loro udito. O addirittura parlano al telefonino o ascoltano musica con le cuffiette.

La situazione peggiore si vede nel capoluogo, dove appena a sud della stazione Centrale c'è un passaggio a livello con quattro binari: attraversarli tutti richiede troppi secondi per essere davvero sicuri di tenere sotto controllo gli otto treni che potenzialmente stanno per sopraggiungere.

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Categorie: Furbate, Pedoni e ciclisti

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10 maggio 2013 - 11:00

Dossi rallentatori ai passaggi a livello per evitare gli incidenti. E causarne altri

In Italia, i guidatori che non si fermano ai passaggi a livello e restano incastrati aumentano (Scarica Passaggi a livellodati incidenti e foto dossi). E cosa propongono le Ferrovie dello Stato, tramite la controllata Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) che gestisce le linee? Dossi rallentatori vicino alle rotaie, in modo da evitare che chi vede che le sbarre stanno per chiudersi possa accelerare per passare lo stesso ( Scarica PASSAGGI A LIVELLO proposta dossi). Una proposta che ha dell'incredibile: viene subito dopo che anche il ministero della Salute ritiene dannosi i dossi rallentatori, perché ostacolano i mezzi di soccorso e provocano sobbalzi che fanno male a chi viene trasportato in ambulanza. Del parere ministeriale dà notizia Quattroruote  di questo mese, del fatto che i dossi fanno male si sa da sempre.

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Categorie: Furbate, Strade e segnaletica

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9 maggio 2013 - 23:23

Il pirata della strada in bici e il pedone che non lo sente

Nella settimana consacrata in tutto il mondo alla protezione dei pedoni, a Milano, Italia, è successo che un ciclista è riuscito a trasformarsi in pirata della strada dopo aver investito una giovane donna che andava proprio a piedi. Fa impressione pensare a un utente della strada considerato debole (perché "protetto" solo da una bici) "cannibalizzi" un pedone, che è il più debole di tutti. Tanto più se scappa nonostante la presenza di testimoni, come un qualsiasi pirata la cui privacy è protetta da un abitacolo.

Ma l'episodio serve anche per imparare una cosa molto importante, che quando siamo pedoni spesso ignoriamo o dimentichiamo: non dobbiamo fidarci solo delle nostre orecchie. Dobbiamo anche guardare bene, in tutte le direzioni.

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Categorie: Pedoni e ciclisti

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7 maggio 2013 - 11:54

In Germania gonfiaggio gomme a pagamento. Ma forse è meglio portarsi a bordo un compressore

Mentre in Italia annuncia la messa in vendita della propria rete di distributori (margini troppo risicati per consumi in netto calo), in Germania la Shell fa pagare un euro a chi gonfia le gomme in alcune delle sue aree di servizio. Un balzello sperimentale, ma che fa comunque discutere: si teme che disincentivi la cura della pressione delle gomme. Una cosa di cui non c'è affatto bisogno, anzi: in Italia della pressione spesso non si prendono cura nemmeno i gommisti. Anche se va detto che spesso vige il sistema della mancia, per cui alla fine quell'euro lo si spende lo stesso.

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Categorie: I fatti del giorno, Le colpe dei veicoli

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6 maggio 2013 - 10:03

Strisce pedonali ignorate e gente che attraversa col rosso: la Settimana della sicurezza comincia male

Cominciamo male. Da domani saremo nella Settimana della sicurezza stradale e, giustamente, uno dei temi portanti sarà la protezione dei pedoni: i principali Comuni hanno aderito al progetto dell'Anci per censire e ridurre gli incidenti che riguardano questa che è la categoria più debole tra gli utenti della strada. Però, a giudicare da ciò che ho visto negli ultimi due giorni nel centro di Bari, siamo alle solite: nemmeno i vigili urbani pensano ai pedoni.

Quando ho dato notizia dell'iniziativa a favore dei pedoni per questa Settimana, mi sono spinto a ipotizzare qualche multa in più agli automobilisti che non si fermano davanti a uno a piedi che attraversa sulle strisce. Potrà anche andare così, ma si rischia che sia solo lo spauracchio di una settimana. Infatti tra ieri e l'altro ieri ho attraversato di proposito sulle strisce più volte in pieno centro sotto gli occhi dei vigili e mai li ho visti intervenire per far almeno rallentare guidatori che avevano deciso di non darmi la precedenza che mi spettava.

Poi non si può tacere che il problema sta anche nella cultura dei pedoni: giusto ieri sera, in uno degli incroci nevralgici della città, una famigliola di madre e padre che spingeva il passeggino col suo bimbo ha attraversato tranquillamente col rosso. D'accordo, in quella direzione non passava nessuno, ma per strada le cose possono cambiare molto rapidamente e quando bisogna muoversi con un passeggino è molto più difficile schivare un pericolo improvviso. Inoltre, tanto per cambiare, il tutto è accaduto sotto gli occhi di due vigili. Che non hanno fatto una piega.

Insomma, stavolta non si può dire che manchino gli agenti per fare controlli: negli ultimo anni, il centro murattiano di Bari è molto presidiato. Si può anche dire che i vigili abbiano ricevuto l'ordine di dare la priorità ad altre cose. Però, anche se fosse così, basterebbe anche un semplice gesto del vigile per richiamare all'ordine sia i guidatori sia i pedoni.

So benissimo che siamo in tempi difficili, in cui chiunque si sente in diritto di infischiarsene quando un'autorità fa un gesto. Nei casi peggiori, la gente si ribella anche e a volte i vigili prendono botte. Ma questo non deve giustificare i vigili quando rinunciano a priori a svolgere anche un minimo di funzione educativa. Altrimenti ogni speranza di convivenza civile si perderebbe per sempre. Non solo su strada.

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Categorie: Pedoni e ciclisti, Strade e segnaletica

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5 maggio 2013 - 0:53

Buche senza fine. Solo rattoppi per il Giro d'Italia. E per la statale della morte ci è voluto il prefetto

Belle le immagini del Giro d'Italia in parata per i luoghi più panoramici di Napoli, vero? Ma bisognava anche dare un'occhiata all'asfalto, pieno di rattoppi. L'ennesimo segno della crisi: una volta si polemizzava solo perché un Comune spendeva per riasfaltare solo le strade su cui sarebbero passati i ciclisti, oggi su quelle strade a stento si tappano le buche.

Certo, cose analoghe accadevano anche quando i soldi c'erano: nella Taranto da bere di fine anni Ottanta (che stava per cadere in mano al telepredicatore Giancarlo Cito e alla criminalità organizzata) si asfaltò solo una corsia del vialone su cui era previsto il passaggio di Giovanni Paolo II. Però in quel caso si trattava di evitare il più possibile i sobbalzi per i prelati del corteo papale a bordo di comode Mercedes Classe S, non di dare sicurezza a corridori in sella a rigidissime bici da corsa; per loro, all'epoca, si sarebbe riasfaltato tutto.

D'altra parte, la conferma della gravità della situazione viene proprio da Napoli, dove è stato riaperto pienamente solo venerdì 3 maggio (
Scarica Comunicato stampa - riapertura ss 268) il tratto più pericoloso della statale Vesuviana (SS 268). L'Anas ha infatti rimesso a posto asfalto e segnaletica, ma c'era voluto l'intervento del prefetto, a sua volta pressato dalla Polizia stradale dopo anni in cui la Vesuviana è stata praticamente la maggior preoccupazione per i comandanti provinciali che si sono succeduti.

Non dobbiamo pensare che il problema sia solo napoletano, comunque: il tema è stato sollevato a livello nazionale oltre un mese fa dall'Asaps (
Scarica ASAPS dissesto strade 26.3.2013), è oggetto dell'editoriale di Quattroruote di maggio e ha appena suscitato le proteste dell'Unione nazionale consumatori (
Scarica BUCHE E' COLPA DELLA CRISI - 6 maggio 2013).

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Categorie: Strade e segnaletica

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