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Pericolo pubblico fa 300 chilometri in autostrada prima di essere fermato: la Polizia c’è solo nelle ore gradite ai gestori

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Voi cosa fareste se foste poliziotti della Stradale e vedeste in autostrada un furgone malconcio e sbilenco come questo qui sopra? Lo fermereste subito, che domande! E anche gli agenti veri farebbero lo stesso, come infatti si vede dalle foto, scattate la mattina di sabato scorso. Ma c’è un “dettaglio”: le foto sono scattate a Genova, dove è stato accertato un sovraccarico da sballo (317%, dato da una massa complessiva reale di 14,8 tonnellate, contro le 3,7 consentite dalla carta di circolazione), mentre il furgone si era messo in viaggio a Verona. Dunque, in 300 chilometri su autostrade tra le più importanti del Paese, quell’autocarro non aveva incontrato una sola pattuglia in grado di fermarlo. Come mai?

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La Polizia stradale di Genova sta particolarmente attenta a mezzi di questo genere: si sa che il porto ligure ne “attrae” molti, guidati da nordafricani che tornano in patria portandosi dietro di tutto. Quindi si cerca di controllarli il più possibile, alla ricerca non solo di veicoli insicuri ma anche di merce rubata che viene portata via, verso il primo traghetto utile. In molte altre parti d’Italia, evidentemente, le priorità sono altre. E gli organici carenti (che costringono abitualmente a schierare anche agenti di reparti non autostradali, che quindi restano ancor più sguarniti) non consentono di dedicare la dovuta attenzione anche a mezzi evidentemente a rischio. Ma c’è di più.

Considerando che a causa del sovraccarico quell’autocarro nel viaggio ha bucato due gomme, si desume che probabilmente è partito da Verona prima delle 7 di sabato mattina. Cioè durante il turno di notte degli agenti, che va appunto dall’una alle sette. E il turno di notte è il più sguarnito, proprio a causa della mancanza di personale: una sola pattuglia per ciascun reparto (due solo per quelli molto grandi, che devono vigilare su 200 e più chilometri di carreggiate, considerando entrambi i sensi di marcia). Succede da anni.

Ora, secondo la convenzione Polizia-Aiscat (l’associazione dei gestori) firmata a dicembre, sta diventando più sguarnito anche il turno serale (dalle 19 all’una di notte): si tende a concentrare la copertura negli orari di maggior traffico, quindi nei turni che già sono più pesanti come collocazione oraria (quelli dalle sette del mattino alle 13 e quello dalle 13 alle 19). Un modo per razionalizzare il servizio? Sì e no: il pattugliamento serve anche quando non c’è traffico (pensate all’effetto deterrente contro la criminalità, alla possibilità di osservare e controllare con più attenzione e calma certi veicoli come quello fermato a Genova, alla necessità di farsi vedere da chi con la strada sgombra si mette a guidare in modo troppo scorretto eccetera). Inoltre, se c’è congestione, molte funzioni della pattuglia (intervento sui piccoli incidenti tipici dell’ora di punta, regolazione del traffico in coda) possono essere svolte dagli ausiliari della viabilità, dipendenti a libro paga del gestore autostradale.

Quest’ultimo particolare farebbe intendere che ai gestori tutto questo sta bene: li fa risparmiare. Non solo sulla numerosità dei propri ausiliari, ma anche a livello di esborsi per le indennità aggiuntive per i poliziotti, a carico degli stessi gestori. Con la nuova convenzione Polizia-Aiscat, per gli agenti che coprono il servizio dalle 19 all’una di notte, parliamo di 1,5 euro per ogni turno lavorato (2,5 nel notturno 1-7, il tutto in aggiunta all’indennità di 5,16 euro che spetta ogni volta che si scende in strada). E solo se si raggiunge l’obiettivo di coprire per intero il numero di turni fissato a livello territoriale da una commissione paritetica Polizia-gestori.

Che interesse ha la Polizia ad assecondare i gestori? Abbiamo visto che rinforzare il servizio nelle ore di maggior traffico non è un beneficio così netto come potrebbe sembrare. E in contropartita c’è il fatto che questo spostamento dei servizi verso le ore diurne comporta frequenti variazioni rispetto agli schemi di turnazione previsti dal contratto di lavoro. Per esempio, chi rientra da giornata di riposo normalmente viene assegnato al turno 19-1, mentre col nuovo protocollo può anche essere assegnato al turno 13-19. Il che scombina l’organizzazione soprattutto dei non pochi agenti che nel giorno di riposo tornano in famiglia nelle località d’origine e poi sono costretti ad anticipare il rientro il giorno dopo. Dunque, agenti scontenti e più stanchi. Non proprio quello di cui c’è bisogno, nel settore della Polizia più esposto ai rischi (la Stradale ha avuto di gran lunga più vittime del resto del corpo).

Probabilmente, però, la Polizia non ha molte alternative: se prima le convenzioni c’erano ma poi i gestori non erano così fiscali nel pretendere l’adempimento (cioè la Polizia s’impegnava a schierare un certo numero di pattuglie e, se alla fine non ci riusciva, poco male), adesso lo sono diventati. Hanno anche ragione: in autostrada la Polizia opera con auto, carburanti e caserme pagati dai gestori, così come le indennità agli agenti. Ma lo Stato è lo Stato e, quando non riesca a mantenere i suoi impegni, in tanti casi è la controparte a doversi adeguare. Con i gestori autostradali, evidentemente, non funziona (più così). Un interessante spaccato di come evolve il potere in Italia.

  • IlPrincipeBrutto |

    >> Quest’ultimo particolare spiega quale potrebbe essere la principale ragione della richiesta dei gestori: quella economica
    .
    Sempre li’ si finisce…
    .
    sicuri si diventa, Ride Safe.

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