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L’autovelox nascosto che inquina anche l’aria in città

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Stamattina, in un paese del Piemonte, il controllo velocità si faceva così: autovelox praticamente nascosto dal pulmino della Polizia locale. Un’applicazione disinvolta del requisito di visibilità dei controllo velocità, imposto ormai da quasi 10 anni nell’articolo 142 del Codice della strada: il comma 6-bis, aggiunto nell’agosto 2007, parla di “postazioni” e non di “apparecchi” e la “direttiva Maroni” del 14 agosto 2009 specifica che nei controlli temporanei il requisito della visibilità si ritiene soddisfatto semplicemente usando un veicolo con i colori d’istituto (fosse un’autocivetta, occorrerebbe metterle sopra il segnale col simbolo che nel Codice della strada indica il corpo di polizia).

Ma, soprattutto, il vigile addetto al controllo teneva il motore acceso. In pieno centro abitato. A un passo da un negozio, il cui titolare si è giustamente lamentato, ricevendo una risposta del tipo “col veicolo di servizio faccio quel che voglio”.Con buona pace di educazione e inquinamento.

Va bene che fa freddo e anche i vigili hanno bisogno di scaldarsi, però un minimo di resistenza fisica ci vuole per avere l’idoneità a fare quel mestiere…

Se poi il problema è che bisognava alimentare qualche apparecchiatura in dotazione, il Comune ha altre soluzioni tecniche a disposizione.