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Richiamo su una bici che può far cadere. Ecco che cosa succederebbe se un guidatore investisse il ciclista

Chi lo ha detto che i richiami riguardano solo auto, moto e mezzi pesanti? Possono riguardare anche le bici: lo dimostra il caso di una pieghevole b’Twin, venduta da Decathlon e quindi potenzialmente diffusa. Trattandosi di un richiamo, il difetto che c’è alla base è grave. E infatti si parla del manubrio che cede, mettendo a rischio di caduta.

Ma che cosa succederebbe se un ciclista cadesse e fosse investito da un veicolo a motore? Il conducente di quest’ultimo finirebbe nei guai? Non necessariamente: la Cassazione ritiene che, quando un utente debole (pedone, ciclista) finisce sotto un veicolo a motore, bisogna valutare se l’evento era imprevedibile. Cerchiamo di spiegare con qualche esempio.

In sostanza, quando si passa vicino a un marciapiede pieno di gente, va da sé che bisogna essere più prudenti del solito. Ma, quando un suicida si butta improvvisamente sotto un’auto con un gesto che – anche osservando la persona fino a un attimo prima – era imprevedibile, non ci sono responsabilità. O, quantomeno, non c’è una responsabilità esclusiva: potrebbe essercene una parziale qualora, per esempio, la velocità fosse molto elevata, ma non è nemmeno detto perché il nesso causale va valutato caso per caso.

Una caduta da una bici dovrebbe essere inquadrata in fattispecie del genere: parliamo di una situazione in cui una persona un attimo prima pedala normalmente e quello dopo si ritrova per terra.

  • arthemis |

    Il mio istruttore di scuola guida era molto attento a farci rispettare anche la distanza di sicurezza laterale, non solo longitudinale, che va incrementata quando possibile in caso di sorpasso a velocità elevata o di marcia accanto a velocipedi/motocicli (art.148 CdS). Evitare quando possibile la marcia affiancati, il problema è che alcuni ciclisti viaggiano proprio a metà corsia -magari per evitare i tombini o stare lontani dalle auto in sosta- e non è così facile superarli…

  • Maurizio Caprino |

    Se capisco bene, state pretendendo che un veicolo a motore debba tenere la stessa velocità di una bici e, a questo punto, anche di un pedone. Evidentemente ciò è possibile e dovuto solo nei passaggi ingombrati. E, per favore, non continuiamo a confondere chi arriva da dietro su qualcuno che è caduto con chi invece questo qualcuno se lo ritrova improvvisamente sul cofano o sotto le ruote mentre lo sfila, beninteso in modo assolutamente lecito (oltre che necessario per evitare che la circolazione si blocchi): a questo caso io mi riferisco e ribadisco che è il caso più frequente..

  • MarcO |

    Ma Lei ha mai sentito parlare di
    “Distanza di Sicurezza”
    la velocità di un veicolo deve essere entro i limiti
    previsti dal codice ed ulteriormente ridotta in base
    appunto allo spazio di arresto del veicolo
    in caso di frenata improvvisa.
    Certo una bici può avere un cedimento strutturale
    Una moto o un motorino sbandare sull’olio o spegnersi
    all’improvviso, ad un’automobile può esplodere un pneumatico o grippare il motore
    oppure il conducente può avere un malore.
    Quale sicurezza andiamo cercando se non si riduce
    la velocità?
    Marco

  • Maurizio Caprino |

    Com’è noto, il Codice della strada non vieta in assoluto il superamento o il sorpasso di un ciclista. E questa fattispecie è ben più frequente della marcia accodati a una bici, data la naturale differenza di velocità tra un mezzo a motore e uno a trazione umana, anche quando di conducenti motorizzati rispettano rigorosamente i limiti di velocità. Ricordo che anche in presenza del segnale di divieto di sorpasso è consentito sorpassare veicoli non a motore e persino ciclomotori e motocicli.

  • Fernando Naldini |

    Mai sentito parlare di distanza di sicurezza, questa evidentemente poco conosciuta regola, disattesa praticamente sempre ? Ecco, quella e solo quella sarebbe la reale causa di un per nulla ipotetico (stante l’attuale generalizzata e criminale disattenzione) dell’ investimento. E questo ammesso che il limite di velocità fosse rispettato, altra chimera. Quanto da lei scritto implica dare per scontata e giusta la disattenzione per chi ci sta intorno, incluso chi ci precede. Lo sa che le bici hanno i freni ? Le risulta così difficile immaginare che una frenata decelera la bici molto più rapidamente (cioè in meno spazio) rispetto a una scivolata o a una caduta ? E allora come le viene in mente di scrivere sovvertendo la fisica pur di avvalorare il comune senso del non rispetto delle regole ? Se freno e mi investono ho ragione (e che ci faccio) se cado e come suol dirsi “vado lungo” (immagini un po’ il recondito significato) se mi investono è colpa mia e non dell’imbecille che mi sta attaccato dietro invece di tenere la distanza di sicurezza che si imporrebbe sempre ? Se si tiene la distanza di sicurezza non è possibile che quanto da lei descritto accada.

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