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Maurizio Caprino

Strade sicure di Maurizio Caprino

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Velocità

15 maggio 2013 - 13:13

Autovelox sull'elicottero in Spagna. Ma dal cielo pioveranno poche multe

In Spagna debuttano i controlli di velocità dall'elicottero. Come al solito, comunicati stampa e mezzi d'informazione parlano di cose temibilissime, una sorta di "arma finale" contro gli indisciplinati. Visto che queste cose le sentiamo dire già da decenni, sarà vero, avrebbe detto Cicerone con la sua ironia. Noi che siamo più terra-terra, cerchiamo di usare memoria e logica per dimostrare che non cambierà poi moltissimo.

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Categorie: Velocità

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22 aprile 2013 - 12:30

Roma senza autovelox: mancano i soldi anche per andarli a riprendere

Se vi raccontassero che nella città di Roma non c'è in funzione neanche un Autovelox, ci credereste. Dovete crederci, perché è proprio così: come ha raccontato Il Messaggero, della trentina di apparecchi in dotazione alla Polizia Roma Capitale (i vigili urbani), alcuni hanno la taratura scaduta, per cui sono in attesa di essere inviati a Firenze per la manutenzione annuale. Tutti gli altri a Firenze ci sono già arrivati e sono anche pronti, ma non ci sono i mille euro che servono per pagare la trasferta ai vigili che dovrebbero andare a riprenderli.

Non si sa come possa essere accaduto tutto questo. Si può sospettare un errore di programmazione o l'effetto della spending review. Un effetto perverso, visto che l'uso dei rilevatori di velocità dovrebbe anche portare in cassa risorse da destinare prioritariamente al funzionamento della polizia locale.

Peraltro, gli Autovelox in questione erano stati acquistati (almeno in parte) dalla Fondazione Ania e donati al Comune.

Una cosa è certa, comunque: stavolta nessuno polemizzerà sul fatto che a Roma si vuol solo fare cassa con i soldi delle multe.

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Categorie: Velocità

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10 aprile 2013 - 11:13

La fine ingloriosa dell'autovelox di Fiumicino e le nuove polemiche

Fa un po' effetto passare ora per via De Bernardi, il cavalcavia che costeggia l'hotel Hilton dell'aeroporto di Fiumicino: il rilevatore di velocità fisso che aveva mietuto multe e polemiche non c'è proprio più, dopo che nel 2010 era stato disattivato e che il Tar aveva bacchettato il Comune per la scarsa trasparenza.

Si era poi scoperto che il silenzio era dovuto a un errore nel posizionamento della segnaletica: era rimasto un cartello di limite di velocità di 60 all'ora che in realtà era stato deliberato di mettere più avanti e - per un caso fortuito o per malafede del Comune - quella postazione di controllo era stata piazzata proprio dove vigevano gli 80 all'ora ma erano segnalati i 60. Un pasticcio ulteriore rispetto alla mancata presegnalazione che aveva attizzato le prime polemiche, all'inizio del 2009.

Tutto è bene quel che finisce bene, dunque? Non proprio.

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28 febbraio 2013 - 8:55

Radar mobili in Francia: l'auto civetta ti segue e la multa arriva a casa

In Francia i media stanno "seminando il panico" tra i guidatori: annunciano l'entrata in servizio il 15 marzo degli Etm, dei radar che possono rilevare la velocità anche da un'auto-civetta in movimento. Vista dall'Italia, non sembra poi una gran notizia: un radar che faceva lo stesso lo ha avuto anche la Polizia stradale nel 1998, ma non si è andati oltre i tre apparecchi acquistati per sperimentazione, in Lombardia, Veneto e non ricordo più quale altra regione. Dal 2001, poi è arrivato in massa il Provida, che però a lungo andare è stato usato più per documentare l'operato dei poliziotti che per misurare la velocità.

In entrambi i casi, ci si è accorti che i sistemi erano poco flessibili (occorre attrezzare alcune auto e se si rompono quelle bisogna trasferire l'apparecchiatura su un altro esemplare) e poco produttivi (per i loro limiti tecnici e perché sono usati fermando subito il trasgressore, cosicchè nel frattempo ne passano impuniti tanti altri).

Insomma, a giudicare dall'esperienza italiana, il nuovo radar francese non è poi una gran novità e non dovrebbe incidere molto. Ma probabilmente in Francia le cose non andranno come sono andate in Italia.

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12 febbraio 2013 - 14:15

Se l'autovelox cerca una presa elettrica

Ma come lo hanno scelto il posto in cui piazzare quel box per il controllo velocità? Una domanda che ci facciamo in molti, alludendo alla volontà di trarci in inganno per fare cassa. A volte è così e lo abbiamo scritto più volte. Ma altre volte no: è semplicemente una questione di logistica: ci vuole un minimo spazio per agenti e tecnici che devono lavorare sull'apparecchio e occorre avere una linea elettrica per alimentarlo facilmente.

E' il caso delle postazioni Autovelox di viale della Regione Siciliana a Palermo.

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8 febbraio 2013 - 9:59

Matteo Renzi si ricrede: semafori intelligenti invece che autovelox

La campagna elettorale non porta solo frottole a valanga: c'è spazio anche per rimediare ad alcuni errori. È il caso del sindaco di Firenze, Matteo Renzi: dopo aver disseminato di autovelox illegali (perché nascosti o piazzati dov'è vietato) i viali della città, ha capito (o gli hanno fatto capire) che c'è anche un altro modo per combattere l'eccesso di velocità in città. Cioè l'onda verde ai semafori. Leggete qui (e grazie a Paolo Giachetti per la segnalazione).

La "I" di Ingegneria nel piano DAVID

pubblicata da Associazione Lorenzo Guarnieri il giorno Mercoledì 6 febbraio 2013 alle ore 22.14 ·
Attivata l’Onda verde semaforica sui viali di circonvallazione
Un intervento che coniuga sicurezza sulle strade e informazione ai cittadini
 
Da oggi è in funzione l’Onda verde semaforica sui viali di circonvallazione. È stato il sindaco ad azionare il nuovo sistema che, attraverso il coordinamento degli impianti semaforici ad opera della centrale operativa della Silfi, indica agli utenti della strada la velocità da tenere per trovare tutti i semafori verdi. Alla prima accensione erano presenti anche Piero Branzanti, socio di maggioranza della Silfi, l’amministratore delegato della società Claudio Bini, la comandante della Polizia Municipale Antonella Manzione e Stefano Guarnieri dell’Associazione “Lorenzo Guarnieri”. L’Onda verde semaforica attivata oggi fa parte infatti delle azioni di “Ingegneria” previste dal Progetto DAVID, piano strategico per la sicurezza stradale a Firenze 2011- 2020 che ha l’obiettivo di salvare 58 vite umane e di ridurre di 1.000 unità i feriti gravi Il sindaco ha sottolineato l’importanza di questo intervento che, oltre a fornire una utile informazione ai cittadini, darà un contributo importante per riduzione dell’inquinamento e soprattutto dei rischi sulle strade. Il sindaco ha infatti precisato come l’Onda verde semaforica rientri negli interventi di utilizzo delle nuove tecnologie per semplificare la vita dei cittadini (Smart City) e al tempo stesso si inserisca a pieno titolo nell’ambito del progetto DAVID per la sicurezza stradale. Dal punto di vista tecnico, l’obiettivo dell’Onda verde è creare un coordinamento semaforico tale da disincentivare il superamento dei limiti di velocità. Questo è reso possibile dall’utilizzo dell’Urban Traffic Control (UTC), il nuovo sistema di controllo semaforico centralizzato realizzato nel 2011-2013. L’UTC gestisce 204 impianti semaforici (tre anni fa erano 80) su un totale di 318: si tratta complessivamente di 3.700 lanterne (900 a led). Per ogni incrocio semaforico gestito dal sistema UTC è possibile inviare comandi di attuazione dei piani semaforici disponibili per l’impianto. I piani semaforici predefiniti sono sette (tra cui quello per il picco mattutino, il picco serale, l’ora di morbida etc) e sono predisposti anche piani per eventi ricorrenti (quali le manifestazioni allo stadio, gli eventi Pitti Immagine e via dicendo). Con l’implementazione del sistema UTC anche è possibile attuare il coordinamento semaforico di serie di impianti sul territorio del Comune di Firenze. Il sistema UTC dà la possibilità di gestire le principali direttrici di entrata e di uscita dalla città, ovvero: Etruria Fi-Pi-Li, Pistoiese, Pratese, Sestese, Bolognese, Firenze Nord, Faentina, Firenze Sud, Senese. La disponibilità di piani semaforici predefiniti risponde a precise strategie di controllo mirate da un lato a filtrare il flusso di traffico sulle direttrici in entrata in città e dall’altro ad agevolare il flusso sulle direttrici in uscita città, oltre che al mantenimento costante delle condizioni ottimali di circolazione sull’anello centrale (i viali di circonvallazione). Quella avviata oggi è l’ultima fase del progetto e si è concretizzata nell’installazione di lanterne semaforiche specifiche per la comunicazione agli utenti della strada della velocità da tenere per sfruttare l’onda verde semaforica. Queste lanterne (praticamente semafori dove ad ogni lampada corrisponde la velocità consigliata per trovare il verde agli incroci successivi, ovvero 50, 40 e 30 chilometri orari) sono state collocate sui viali di circonvallazione da Strozzi a fino all’Arno (ovvero gli incroci Strozzi-Lavagnini, Matteotti-Cherubini, Donatello-Alfieri e piazza Beccaria). Automobilisti e scooteristi non dovranno quindi far altro che tenere la velocità consigliata per trovare il verde al semaforo successivo. Una volta sperimentato, il sistema sarà implementato con ulteriori lanterne sulle altre direttrici cruciali per il traffico cittadino.Altre azioni di Ingegneria promosse dal progetto DAVID riguardano interventi strutturali di “traffic calming”. Tali interventi , sui quali sta lavorando l’Amministrazione, puntano alla protezione delle utenze deboli attraverso l’introduzione di elementi tali da ridurre la velocità e modulare la modalità di guida di automobilisti e scooteristi rendendoli più consapevoli ed attenti all’ambiente circostante. Due i settori su cui si concentra l’attenzione: le intersezioni e le piste ciclabili.Per quanto riguarda le intersezioni sono già stati realizzati lavori in via Mafalda di Savoia e via dello Statuto, sono invece in corso quelli in via di Villamagna e devono iniziare quelli in via Fabbroni, via Magellano e via dei Della Robbia.In merito alle piste ciclabili, sono già conclusi gli interventi in via del Sansovino, via Massa, via Panciatichi e viale Guidoni; in corso quelli in viale Belfiore, mentre devono iniziare i lavori in via Lazio e via della Sala.Un altro campo di azione del progetto David consiste in una serie di interventi mirati al miglioramento della visibilità degli attraversamenti pedonali (anche mediante sistemi di illuminazione notturna), alla riduzione della velocità dei veicoli e all’aumento dello spazio disponibile per l’arresto. Già realizzati i lavori sugli attraversamenti pedonali in via Circondaria, via dell’Olmatello, via Reginaldo Giuliani e via Baracca. Sono in corso gli interventi mirati in via dell’Agnolo, piazza Ravenna, via de Sanctis, via del Pignoncino e lungarno Colombo, mentre sono da realizzare quelli in via del Guarlone e via di Ripoli.Complessivamente per questi lavori sono già stati spesi 720.000 euro (420.000 per l’onda verde e l’allestimento-implementazione del sistema UTC provenienti in parte anche dai fondi GEM ed Elisa del Dipartimento Affari Regionali, 240.000 per le piste ciclabili, 40.000 per gli interventi sulle intersezioni, 20.000 per i lavori sugli attraversamenti pedonali). A questi si aggiungono i 270.000 euro per gli interventi in corso (10.000 per le piste ciclabili, 240.000 per le intersezioni e 20.000 per gli attraversamenti pedonali) e i 790.000 euro previsti per i progetti da realizzare (120.000 per le piste ciclabili, 650.000 per le intersezioni, 20.000 per gli attraversamenti pedonali).“Fa piacere vedere che il piano DAVID per la sicurezza stradale a Firenze sta diventando realtà – ha commentato Guarnieri – . Dopo la campagna di comunicazione, l’Amministrazione sta affrontando anche la parte di Ingegneria con interventi strutturali e tecnologici importanti. Altro arriverà a breve a dimostrazione che per combattere la violenza stradale dobbiamo muoverci su più fronti, non ultimo quello delle leggi, Per questo stiamo continuando a raccogliere firme per l’introduzione nel codice penale del reato di ‘omidicio stradale’". (mf - 6 feb 2012)

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Categorie: Chi controlla i controllori?, Velocità

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6 febbraio 2013 - 18:06

Storie di italiani che sfuggono a tutor e autovelox (senza lieto fine)

Gli è andata male, non c'è che dire. Era uno degli automobilisti più intraprendenti, di quelli che per evitare le multe preferiscono "smanettare" sull'auto piuttosto che affidarsi ai cavilli burocratici (tra cui il circolare con targa estera). Così aveva inventato uno di quei marchingegni che si vedono raramente: un comando che alza la targa quando il conducente si accorge che sta passando in corrispondenza di un controllo automatico delle infrazioni. Di solito la si fa franca, ma lo sventurato è incappato in un agente di polizia fuori servizio, che ci ha messo un attimo a leggergli la targa e a trasmetterla ai suoi colleghi del luogo in cui risiede il furbo.

Il fatto è che c'è sempre qualcuno che è allettato dall'idea di farla franca e c'è sempre chi conta su questo per fare offerte "di dubbia convenienza": nelle scorse settimane, da Zurigo è arrivata ai fax di alcune aziende la pubblicità di un antiautovelox che scova anche gli apparecchi nascosti. Non è la prima volta che ciò accade, nonostante aggeggi del genere in Italia siano inutili e vietati. Quello che colpisce è il fatto che stavolta l'offerta proviene dalla Svizzera, dove vietano addirittura l'"innocua" funzione "autovelox" dei navigatori.

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Categorie: Furbate, Velocità

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29 dicembre 2012 - 13:17

Più Tutor, meno multe. Meno multe, ancora più Tutor

Eccovi il bilancio 2012 della Polizia stradale, diramato stamattina. Prima di riportarvi il testo (che fornisce alcuni dati aggregati con quelli dei Carabinieri e quindi più rappresentativi di ciò che davvero succede sulle strade perché di fatto la Polstrada opera ormai solo sulle autostrade e su poche statali importanti), un plauso per la medaglia d'oro guadagnata nell'emergenza-neve, un grazie per l'abnegazione che nei terremoti non manca mai negli uomini in divisa e tre brevi riflessioni.

1. Il calo di incidenti e morti rispetto al 2011 deve ancora essere confermato dai totali che saranno elaborati da Aci e Istat il prossimo autunno: solo allora si terrà conto di quel 60% dei sinistri che si stima essere rilevato ogni anno dalla miriade di polizie locali sparse per l'Italia.

2. A dispetto del fatto che non pochi girano con targa straniera anche per farsi in baffo dei controlli automatici, in autostrada ci sono sempre più Tutor e rilevano sempre meno infrazioni. Un po' è perché il traffico autostradale cala per la crisi, ma per il resto c'è che sempre più gente si adegua, anche perché magari ha sperimentato a sue spese che le multe arrivano davvero. Questo significa una cosa cui pochi pensano: ci saranno ancora più controlli. Infatti, quando i verbali diminuiscono, gli uffici di polizia hanno più tempo a disposizione e ciò consente di tenere acceso il Tutor per più ore (l'utilizzo dei sistemi di controllo della Polizia stradale viene contingentato proprio per non ingolfare gli uffici, che non sono "aiutati" da aziende private - spesso pagate "a cottimo" - come invece accade con le polizie locali).
Il Tutor sulle statali che ha debuttato in estate (Vergilius) ha colpito molto di più: sei verbali per ora di funzionamento, credo circa il triplo che in autostrada. Probabilmente è perché la gente non è ancora abituata a vederlo sulla viabilità ordinaria (ci sono tanti segnali di "controllo velocità" che non si distingue tra quelli "veri" e quelli "falsi") e perché il limite generale di 90 all'ora su molte superstrade sta davvero stretto.

3. Guardate il numero di pattuglie totali tra Polstrada e Carabinieri e il numero di infrazioni rilevate. Se la matematica non m'inganna (confesso la mia debolezza in materia), in media è stato redatto un verbale ogni due servizi di pattuglia. A dimostrazione del fatto che spesso i servizi si fanno solo per controllare il territorio e fare prevenzione, trascurando anche le infrazioni commesse sotto gli occhi degli agenti. La gente ormai lo ha capito e sta attenta solo a ciò che è rilevabile da apparecchi automatici. Quindi, su frecce, precedenze, telefonini eccetera ci affidiamo troppo spesso al buon cuore dei guidatori.

Ora vi lascio al comunicato

UN ANNO CON LA POLIZIA STRADALE

Tempo di bilanci per tutti, anche per la Polizia Stradale: meno vittime e meno incidenti, più ore di controllo con il tutor ma meno violazioni. E un prestigioso riconoscimento al lavoro svolto nel 2012: la medaglia d’oro al valore civile che il Capo dello Stato ha voluto conferire per l’ attività espressa nell’emergenza neve dalla Polizia Stradale.

Meno incidenti e meno vittime. Nel 2012 (i dati sono riferiti al 20 dicembre) sono diminuiti del 5,5% : 80.092 incidenti rilevati da Polizia Stradale ed Arma dei Carabinieri (13.090 in meno rispetto al 2011).
Dello stesso segno anche le conseguenze, con 117 persone salvate (-5,5% deceduti) e 10.748 feriti in meno (-15,8% rispetto al 2011).

Più controlli. Potenziato il controllo della velocità media con il Tutor, con 2.900 km di rete autostradale vigilata. A fronte di un aumento del 39,7 % del tempo di funzionamento del sistema (504.025 ore), si è registrata una diminuzione del 30,2 % delle violazioni accertate, che conferma la funzione educativa del tutor che si traduce in vite salvate: nelle tratte in cui è attivo da più tempo, la mortalità è stata abbattuta del 51% e del 27 % il numero dei feriti.
Novità del 2012 è il Vergilius che, grazie agli investimenti di ANAS, inaugura i controlli della velocità media sulle statali: 33.982 violazioni in 5.703 ore di funzionamento (circa 6 violazioni/ora).
Con 4.570.432 pattuglie di vigilanza stradale, Polizia Stradale ed Arma dei Carabinieri hanno effettuato e contestato 2.626.093 infrazioni al codice della strada.
I conducenti controllati con etilometri, alcool test e drug test sono stati 1.751.422 - di cui 33.568 sanzionati per guida in stato di ebbrezza alcolica e 2.962 denunciati per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
Polizia Stradale ed Arma dei Carabinieri hanno proceduto al sequestro, ai fini della confisca, di 3.472 veicoli, di cui 3.169 per guida in stato di ebbrezza alcolica con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l, e 303 per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. A seguito della introduzione, con la legge 29.07.2010 n.120, del divieto assoluto di bere per talune categorie di conducenti - minori di 21 anni, neopatentati e trasportatori professionali di persone e cose - la sola Polizia Stradale ha accertato 1.257 infrazioni per guida con tasso alcolemico superiore a 0 e inferiore a 0,5 g/l.
I punti patente decurtati sono stati complessivamente 2.984.144.

Autotrasporto. Secondo il protocollo d’intesa tra Ministro dell’Interno e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del luglio 2009, sono stati potenziati i servizi di controllo nel settore del trasporto professionale con 3.730 servizi effettuati da 24.155 operatori di polizia che hanno controllato 63.710 veicoli pesanti di cui 12.668 (pari al 19,9%) stranieri, con l’accertamento di 46.648 infrazioni, 528 patenti e 1.146 le carte di circolazione ritirate.

Campagne mirate. Maxi operazioni alla fine dell’anno che hanno interessato vaste aree del Paese su tematiche particolarmente sentite a livello sociale.
La prima ha riguardato il traffico illecito di cuccioli ed il rispetto delle norme a tutela della salute e del benessere degli animali durante il trasporto, nonché della sicurezza alimentare.
La seconda relativa al contrasto delle mancate coperture assicurative e delle assicurazioni false che spesso nascondono vere e proprie organizzazioni criminali o potenziali pirati della strada.

Prevenzione. La dodicesima edizione del Progetto Icaro, la campagna di sicurezza stradale promossa dalla Polizia di Stato, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dal Ministero dell’Istruzione, dalla Fondazione ANIA delle Compagnie di Assicurazione per la Sicurezza Stradale, con il coordinamento scientifico del Dipartimento di Psicologia della Sapienza, Università di Roma e del Movimento Italiano Genitori (MOIGE) ha dedicato la sua attenzione ai bambini dai 3 ai 6 anni della scuola dell’infanzia e, all’estremo opposto, agli studenti universitari di dieci atenei italiani, non trascurando un’attività di monitoraggio sull’efficacia dell’attività svolta.
Nel periodo estivo e in quello natalizio tuttora in corso, è stata organizzata la campagna di sicurezza stradale “Guido con Prudenza” e "Brindo con Prudenza", realizzata in collaborazione tra Polizia Stradale, Fondazione ANIA ed il Sindacato Locali da Ballo. L’iniziativa sta ora coinvolgendo le province di Torino, Cuneo, Venezia, Padova e Rimini ed intende promuovere la figura del “guidatore designato”, di chi sceglie di non bere per riaccompagnare gli amici in sicurezza a casa.

Medaglia d’oro. Prestigioso riconoscimento per la bandiera della Polizia di Stato: medaglia d’oro al valore civile agli uomini e alle donne della Polizia Stradale per la dedizione nell’assistenza e soccorso prestati in occasione dell’eccezionali nevicate d’inizio anno.

Terremoto Emilia. L’emergenza è continuata a primavera con il grave terremoto che ha colpito l’Emilia e che ha visto gli uomini della Polizia Stradale prestare immediato soccorso alla popolazione colpita e gestire la complessa viabilità per garantire l’immediato intervento dei mezzi di soccorso. Proprio a Mirandola (MO) la polizia Stradale festeggerà il Capodanno come segno di vicinanza e solidarietà alle popolazioni colpite.

Estremo sacrificio. Lavoro espresso fino all’estremo sacrificio dall’Assistente Capo Maurizio Zanella che ha perso la vita in servizio investito da un’automobile mentre interveniva su di un incidente stradale sull’A14, vicino Vasto.

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12 dicembre 2012 - 9:21

I nuovi autovelox automatici illegali? Solo un polverone

Il titolo era di quelli che "acchiappavano". Così molti mi hanno chiesto spiegazioni sull'articolo comparso ieri su Repubblica, che lasciava intravedere un nuovo fragoroso scandalo sugli autovelox automatici utilizzati dai Comuni. In realtà, non c'è alcuno scandalo, tranne forse qualche possibile eccezione. E stiamo parlando solo di postazioni quasi sempre vuote, messe solo come deterrente per far rallentare dove la legge e la scarsità di personale non lasciano alternative più efficaci. Ma, soprattutto, non c'è nulla di nuovo: sono cose di cui abbiamo parlato, con la dovuta pacatezza, l'estate scorsa.
Spieghiamo.

La questione riguarda i Check box o VeloOk. Sono involucri ben visibili e colorati (spesso di arancione) che ricordano il limite di velocità e possono ospitare un apparecchio di rilevazione. Si trovano su strade urbane (compresi i tratti di statali e provinciali che attraversano centri abitati): lì i controlli automatici di velocità sono vietati e per questo Repubblica ha fatto quel titolo "allarmistico". L'articolo, che poi era più "moderato", tirava in ballo anche una nota ministeriale di inizio estate, interpretandola come una possibile sconfessione del sistema.
In verità, il ministero ha solo ribadito ciò che era già chiaro a tutti gli addetti ai lavori: quei box sono solo comunissime scatole di plastica (quindi chi le urta uscendo di strada non corre particolari rischi) e, come tali, non hanno bisogno di alcuna omologazione. Anche perchè il misuratore di velocità vi sta dentro senza interagire col box: per esempio, la fessura attraverso la quale i sensori dell'apparecchio emettono i loro raggi è aperta, quindi non ci sono lastre di vetro o plastica che possono deviare i raggi falsando la misurazione. Insomma, dal punto di vista sostanziale non c'è alcuna anomalia.
Certo, poi nell'articolo si dà voce a un avvocato secondo cui l'omologazione è necessaria comunque e non è escluso che qualche giudice di pace si faccia anche convincere. Ma si tratterebbe di puri cavilli, che se il Comune riuscisse a portare in Cassazione (il guaio è che non di rado ci rinuncia) potrebbero essere smontati.

I box, trovandosi su strade classificate come urbane (dove i controlli automatici sono vietati, tranne i pochi casi di viali a doppia carreggiata classificati "di scorrimento" e autorizzati dai prefetti) ed essendo solo scatole "aperte", possono contenere un misuratore funzionante solo quando c'è un vigile presente. Questo è sempre stato chiaro e finora non ho notizia di Comuni tanto sfrontati da far funzionare gli apparecchi anche senza presidio. Peraltro, rischierebbero grosso: gli apparecchi potrebbero essere facilmente rubati o danneggiati.
Nell'articolo di Repubblica c'è spazio anche per chi afferma che invece qualche Comune piazzerebbe l'apparecchio nel box e lo lascerebbe funzionare "da solo". Ribadisco che non ne ho notizia sinora e che per il Comune sarebbe rischioso. Ma ovviamente il mondo è vario e nessuno può escludere nulla.
Quindi il consiglio è di guardare sempre se c'è l'appareccchio (è facile vederlo) e, se c'è, verificare se c'è un agente nei dintorni. Se non ci fosse, scattando qualche foto, si potrebbe far passare un brutto quarto d'ora a chi eventualmente redigesse verbali falsi.

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8 dicembre 2012 - 17:23

Il brevetto del Tutor: sempre più conteso

L'avrete vista tutti, la pubblicità di Autostrade per l'Italia (Aspi) che ha accompagnato l'offerta di obbligazioni chiusasi ieri (bond 2012). Bella, non c'è che dire. Ma "pericolosa" per l'azienda: torna ad affermare che è stata proprio lei a inventare il Tutor, quando invece la paternità del sistema di controllo della velocità media è controversa. Tanto controversa che c'era stato un periodo in cui Aspi evitava accuratamente di attribuirsi l'invenzione del Tutor. Era poco più di un anno fa. Che cosa è accaduto nel frattempo per convincere l'azienda ad abbandonare questa prudenza?

Nulla, a quanto mi risulta. Anzi, ci sarebbero ancora più elementi per indurre alla prudenza.

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