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Maurizio Caprino

Strade sicure di Maurizio Caprino

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Tutti a scuola!

15 maggio 2013 - 1:32

Cinture posteriori, moto e chiacchiere di paese: storia di tre morti inutili da Nord a Sud

Tre storie di provincia, assolutamente quotidiane ma significative. Perché vengono dal Nord-Ovest e dal Sud-Est, dimostrando come di fronte a certe cose l'Italia sia davvero un Paese unito: basta rifletterci un attimo su, senza farsi travolgere dalla marea montante delle notizie che computer, radio e tv sputano senza sosta (e talvolta senza senso). Dunque, abbiamo tre storie di ragazzi morti in incidenti stradali, due in moto nel Biellese e una nell'ex-distretto d'oro della Murgia. Come da copione, la stampa locale punta sugli aspetti emozionali dell'accaduto, sull'impatto della tragedia sulle comunità più o meno piccole su cui si sono abbattute. E si cade nel festival dei luoghi comuni, che a tutto servono tranne che a dare un senso alla morte di questi ragazzi.

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Categorie: Allacciare cinture e seggiolini, Furbate, Tutti a scuola!

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29 aprile 2013 - 20:19

Ciclista al centro dell'autostrada in piena notte. Attenti, capita anche questo

Come vi sentireste se in piena autostrada, alle quattro di notte, aveste appena il tempo di scorgere un'ombra al centro della carreggiata, sentiste un tonfo e scopriste che avete appena investito un ciclista? Certo, è una cosa molto improbabile, ma non impossibile: è successo nella notte fra sabato e domenica, in mezzo alle mille curve dell'A7, quando scavalca l'Appennino e si tuffa su Genova.

Accorgersi per tempo del pericolo era impossibile: come vedete qui sotto, la bici era nera e senza luci.

Nuova immagine

Ma, soprattutto, il ciclista non aveva nemmeno uno straccio di giubbino riflettente. Che è obbligatorio da ottobre 2010, ma questo è solo un dettaglio: avrebbe dovuto utilizzarlo una persona risultata ubriaca fradicia (2,60 di tasso alcolemico, quasi roba da coma etilico). Così non stupisce che abbia avuto l'incoscienza di imboccare l'autostrada.

Attenzione: questo ciclista non se ne stava buono sulla destra, ma pedalava a cavallo della mezzeria. Secondo la Polizia stradale, era perché probabilmente le righe tratteggiate erano l'unico elemento che il ciclista ubriaco era in grado di distinguere e seguire. Né ci si può affidare alla tecnologia di bordo: solo le ultimissime Volvo (presentate proprio il mese scorso) hanno un'evoluzione dei sistemi anticollisione che "vede" anche i ciclisti e anche le pochissime auto di lusso (Bmw e Mercedes grosse) che ha visori notturni avrebbero avuto difficoltà, visto che eravamo in mezzo alle curve.

Se quel ciclista è finito per terra riportando solo un'escoriazione al viso, è stato un miracolo. Probabilmente dovuto alla bassa velocità tenuta dall'automobilista che lo ha colpito (evidentemente di striscio) e al fatto che a quell'ora non passava nessun altro.

Una lezione da ricordare per capire che cosa può accadere anche in un luogo tradizionalmente protetto come l'autostrada. E non è la prima volta che succedono cose del genere. Questo si aggiunge ad altri episodi che fanno riflettere. Nonostante la Cassazione sia incline a considerare l'autostrada come se fosse una pista.

Fino a quando l'"intruso" è un pedone, sembra difficile addebitare una responsabilità

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Categorie: Tutti a scuola!

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17 aprile 2013 - 16:44

Periti patentati, scatola nera e il generale dei Ris: sugli incidenti si comincia a indagare, ma...

 Piano piano e nel silenzio generale, si sta costruendo un sistema per indagare sulle vere cause degli incidenti. Intendiamoci: per ora sono solo piccoli indizi e il Grande Fratello è ancora lontano. Però non si erano mai viste tante cose convergenti verso l'obiettivo: la prospettiva di un "patentino" per i periti, la maggior diffusione della scatola nera (anche se non sarà mai grande perché, così com'è disegnata dalle norme, ha costi che alle compagnie non convengono), l'accordo della Polizia stradale con i Politecnici di Milano e Torino e la "discesa in campo" di un guru delle indagini scientifiche come l'ex-generale Luciano Garofano fanno pensare che quantomeno ci si stia ponendo il problema con più serietà che in passato.

Certo, poi restano le difficoltà economiche e "di opportunità", che hanno sempre ostacolato i grandi investimenti nella ricostruzione degli incidenti. Forse la strada per migliorare le cose passa per l'atteggiamento della categoria dei periti incaricati dai giudici: se sapranno far prevalere le ragioni della specializzazione, si taglieranno quei legami di amicizia e conoscenza in base ai quali ancora oggi molti magistrati affidano gli incarichi. Altrettanto dovranno fare le assicurazioni.

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Categorie: Chi controlla i controllori?, Tutti a scuola!

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15 aprile 2013 - 10:42

La Land d'epoca tiene testa alla Giulietta di oggi: la traiettoria conta più della vettura

Uffa, una Land Rover davanti. Bellissima e perfettamente tenuta per i quasi cinquant'anni di vita che ha sulle spalle, per carità. Però proprio non ci voleva proprio ora che la strada si fa stretta e molto tecnica. In salita, per giunta. E invece alla prima curva a destra mi devo ricredere: all'ingresso, vedendo che non arriva nessuno nell'altro senso, il guidatore si sposta tutto a sinistra, per sfruttare tutta la larghezza della carreggiata tagliandola fino al punto di corda. In questo modo riesce a non rallentarmi, come invece temevo: nonostante il baricentro alto, sospensioni e gomme da fuoristrada puro e motore diesel aspirato d'epoca, tiene praticamente la stessa velocità cui arrivo io tenendo la corsia con la mia Giulietta 2.0 a gasolio con 170 cavalli, gomme da 17 estive nuove, leva del Dna in posizione Dynamic (la più performante) e assetto sportivo.

Ovviamente non approvo il fatto che quel guidatore si sia preso tutta la carreggiata per impostare la curva: è vero che in senso opposto non si vedeva nessuno, ma è altrettanto vero che è domenica e quello è un tratto dove i motociclisti vanno spesso come saette. Quindi in un attimo può arrivare uno di loro e in quel caso diventa durissima far rientrare con la stessa rapidità la vecchia Land tutta a destra.

Cito l'episodio solo per far notare che avere a disposizione due metri e mezzo in più per entrare più larghi in una curva fa più effetto che avere un'auto molto più performante e non prendersi quello spazio. Visto che quello spazio non ce lo possiamo prendere, non pretendiamo che siano le doti della nostra vettura a fare miracoli sulla velocità di percorrenza della curva. Che sarà più che rispettabile, ma minore di quanto un inesperto "esagitato" si aspetterebbe da un modello d'impostazione sportiva.

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Categorie: Tutti a scuola!

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10 marzo 2013 - 14:47

La Ferrari in testacoda anche in rettilineo. Ma la colpa è tutta di chi la guida

 

 

Se vi fate un giro su YouTube, vi accorgete che non mancano le immagini di Ferrari incidentate. Forse è l'ennesima declinazione di quel "turismo dell'orrore" che ha portato tanta gente in luoghi di omicidi mediatici come Avetrana e Cogne: non mi spiego altrimenti il fatto che sono piuttosto cliccati anche filmati dove si vedono solo i danni e non anche la dinamica dell'incidente, che invece è utile da vedere perché insegna qualcosa su come si sarebbe potuto evitare il sinistro. Il filmato che vedete sopra, invece, è uno dei pochi in cui l'incidente si vede "in diretta- Lo ha postato l'altro giorno da un ragazzo che, per pura coincidenza, ha incontrato una Ferrari che entrava sulla tangenziale di Bari e si è messo a riprenderla per quella passione pura che prende gli adolescenti. Non immaginava che di lì a qualche secondo nell'obiettivo si sarebbe materializzato un incredibile botto di quella stessa Ferrari.

Incredibile perché la supercar è entrata sulla tangenziale con molta cautela. Conosco bene quello svincolo e vi giuro che, se s'imbrocca la traiettoria giusta, è molto divertente. L'accelerazione di cui è capace una Ferrari fa il resto e la buona lunghezza della corsia di immissione fanno il resto, perché consentono di arrivare alla velocità di chi percorre la prima corsia senza doversi troppo preoccupare di guardare nello specchietto per dare la precedenza.

E invece quel guidatore si è tenuto prudentissimo. Nulla di male, anzi. Il problema è che subito dopo ha abbandonato la prudenza e ha fatto rovinosamente emergere tutta la sua incapacità.

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Categorie: Le colpe dei veicoli, Tutti a scuola!

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26 febbraio 2013 - 14:16

Ora è emergenza ghiaccio, non fidatevi del sale

Oggi al Nord è tornato il sole, dopo quasi una settimana di alternanza ininterrotta tra pioggia e neve. Nel corso della mattinata, la temperatura è salita tanto. Ma all'alba faceva ancora tanto freddo e in nottata c'era stata ancora pioggia. Così i tanti forzati che si sono messi in circolazione presto hanno trovato terribili lastre di ghiaccio, come leggete dalla testimonianza di Paoblog qui sotto. Speriamo che ora il sole asciughi tutto, altrimenti il ghiaccio si riformerà stanotte, quando le temperature torneranno bassissime (non ci sono nuvole che aiutano a conservare il calore del giorno.

Tutto ovvio, no? E allora dov'è la notizia, mi chiederete voi. Sta nel fatto che al ghiaccio ci siamo disabituati, con tutto il sale che normalmente i gestori spargono sulle strade: al Nord è un'abitudine quasi generalizzata, al Sud c'è solo sulla grande viabilità. Una buona abitudine, ma dov'è generalizzata crea troppa fiducia nei guidatori. Come altre cose meritorie, come gomme invernali e asfalto drenante. Quindi, mai abbassare la guardia!

Vi lascio alla testimonianza di Paoblog.

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Categorie: Strade e segnaletica, Tutti a scuola!

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16 febbraio 2013 - 13:13

Troppa fiducia nelle gomme invernali, troppa neve sui veicoli

Finita Big Snow, in alcune parti d'Italia abbiamo ancora una coda, fatta di ulteriori nevicate e del ghiaccio che resterà ancora per giorni, fino a quando non si sarà sciolta la tanta neve caduta all'inizio di questa settimana. Insomma, è un po' come l'anno scorso, quando il mese più critico fu proprio febbraio. Questo significa che poi la primavera arriva presto a spazzare le poche cose che i guidatori più scrupolosi imparano nell'emergenza. E allora cerchiamo di fissarle, anche con l'aiuto di alcune considerazioni che mi ha inviato Paoblog nei giorni scorsi.

La cosa più importante è che con le gomme invernali si sta ripetendo l'effetto-confidenza che si era già visto con altre meritorie innovazioni, come asfalto drenante, Abs, airbag ed Esp: chi guida ci conta fin troppo e allora crede di poter tranquillamente forzare la mano. Tanto più che - almeno al Nord - ormai le strade pressoché di ogni tipo vengono copiosamente cosparse di sale. Dunque, giù con forti accelerazioni, distanze di sicurezza ridotte e scarsa attenzione ai punti in ombra, dove possono restare pericolose placche di ghiaccio. E invece bisogna ricordarsi che - quando la strada è bagnata, salata o addirittura ghiacciata - l'aderenza non sarà mai come su fondo perfettamente asciutto con temperature e gomme estive. Insomma, il fatto che si slitti di meno non vuol dire che non si slitti. Ma c'è chi non lo capisce, anche per colpa del falso senso di sicurezza che può dare il posto guida rialzato di una suv o di una crossover.

Poi c'è un capitolo che non cambia mai: quello di chi continua a mettersi in auto a andare, anche quando su vetri e carrozzeria ci sono 20-30 centimetri di neve. A parte i problemi di visibilità, possibile che non notino che così durante la marcia partono dal proprio veicolo pericolose "palle di neve" che spaventano gli altri guidatori? Possibile che non si pensi a dotarsi di un buon raschietto?
Il problema s'ingigantisce con i camion, per i quali però non c'è una soluzione (è praticamente impossibile rimuovere tutta la neve dal tetto del rimorchio); quindi bisogna restare a debita distanza.

Infine, le note positive. Gli allarmi-neve saranno anche esagerati, ma portano a una mobilitazione che fa bene: nelle zone più colpite si sono visti spazzaneve in quantità e il traffico è stato bloccato solo quando le autorità hanno deciso di fermare i mezzi pesanti. Certo, il settore dell'autotrasporto ha protestato, ma di fronte all'eventualità che le strade si bloccassero per tutti a causa d'incidenti è stato il male minore. Quando ci saranno dotazioni invernali efficaci e diffuse anche per i mezzi pesanti, potremo riparlarne.
Intanto, nelle città ci sono eccezioni al concetto di mobilitazione: con la crisi, i Comuni fanno più fatica a organizzare lo spalamento, che peraltro è più difficile anche per i privati. Infatti, molti locali sono sfitti e molte aziende hanno chiuso, per cui i marciapiedi in loro corrispondenza non vengono più spazzati.

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Categorie: Tutti a scuola!

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12 febbraio 2013 - 23:20

Scegli "male" l'autoscuola? Vieni a rifare gli esami

Per la maggior parte di noi, le autoscuole si scelgono in base al prezzo: che ce ne importa della qualità, quando siamo convinti di essere ottimi guidatori e che ottenere la patente sia un atto dovuto come quando devono darci la carta d'identità? Ma ecco una storia che dovrebbe farci cambiare idea. No, non è il solito predicozzo sul fatto che gli esami sono troppo facili e dovremmo imparare anche le manovre di emergenza e le traiettorie corrette, possibilmente facendo un corso di guida sicura. Si tratta di ignari clienti di un'autoscuola che adesso devono rifare gli esami daccapo. Teoria e pratica. Bella rogna, eh? Leggete qui.

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Categorie: Chi controlla i controllori?, Furbate, Tutti a scuola!

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12 febbraio 2013 - 10:32

La sigaretta elettronica non evita i rischi d'incendio

Il business delle sigarette elettroniche sta prendendo piede. Di pari passo, crescono gli allarmi nel mondo scientifico, secondo cui i rischi della sigaretta elettronica non sarebbero così diversi rispetto a quelli della sigaretta tradizionale e quindi la salute non ne guadagnerebbe come promesso. Anche i rischi d'incendio sarebbero pari. Perciò la Shell ha inviato ai clienti registrati questa comunicazione (grazie a Paoblog per la segnalazione):

Non sottovalutare i rischi della sigaretta elettronica quando ti rifornisci! Da sempre Shell pone estrema attenzione nella sicurezza. Nel corso del rifornimento, è richiesto al conducente di avere un ruolo attivo nel rispettare gli standard che prevengono incidenti gravi. Oltre a non utilizzare il telefono cellulare nel corso del rifornimento e a non fumare in tutta l’area di servizio, ti invitiamo a non fare uso della sigaretta elettronica perché pericolosa quanto altre apparecchiature elettroniche!

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9 febbraio 2013 - 1:40

Anziano al volante, pericolo costante? Non è detto, ma occorre aggiornarsi

Quando fu accorciata a due anni la durata della patente degli ultraottantenni e s'impose loro di passare sempre dalla Commissione medica locale, si scatenarono le polemiche. E Quattroruote fece un test per dimostrare che ci sono anche arzilli novantenni in grado di guidare bene. L'altro giorno, Paoblog mi ha fatto una segnalazione di verso totalmente opposto, che potete leggere cliccando sotto. Come stanno davvero le cose?

Ovviamente, dal punto di vista di vista, udito e riflessi, c'è anziano e anziano. Quindi, ci sono sia i pericoli pubblici sia quelli che sono meglio di molti giovani (soprattutto perché usano meno telefonini e navigatori). Ma c'è una cosa preoccupante che accomuna quasi tutti gli anziani (e pure quelli che anziani stanno diventando): la vecchiaia della patente.

Chi l'ha presa cinquant'anni fa non sa nemmeno che certi segnali (come il divieto di svolta e quello di inversione a U) non sono più ammessi. Inoltre, cinquant'anni fa le auto erano di quelle che meno si frenava meglio era, che bisognava tirare le marce per non farle spegnere, che sulla nuda plancia avevano pochissimi comandi. Troppo spesso anche un anziano arzillo fa fatica ad aggiornarsi(soprattutto sulle traboccanti novità tecnologiche) e a scrollarsi di dosso le abitudini (peraltro legittimamente acquisite). Stupisce che la Ue, nelle sue nuove regole entrate in vigore il 19 gennaio, non abbia imposto un aggiornamento continuo.

E allora, chi ci pensa agli anziani?

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