8 novembre 2011 - 9:43
Le sensazioni, vecchie di decenni, ora sono confortate puntualmente dai numeri: l'ultimo rapporto Aci sulle polizie locali (Scarica Report Fondazione Caracciolo Polizia Locale in Italia) conferma che al Nord ci sono più apparecchi automatici che al Sud, dove invece c'è un numero un po' maggiore di agenti rispetto alla popolazione (spicca col 50% più della media nazionale la Sicilia, dove in generale i dipendenti pubblici sono tanti, a causa dello statuto speciale e del modo in cui la classe politica locale ne ha approfittato per raccogliere consensi). E non sembra un caso se il Veneto - da vent'anni uno dei principali teatri di proteste dei cittadini multati - ha il rapporto agenti/abitanti più basso ed è secondo per dotazione di velocimetri, mentre la Sicilia ha la minor densità nazionale di rilevatori. Così come non appare casuale che dappertutto ci siano più velocimetri che etilometri: solo da un anno le sanzioni per guida in stato di ebbrezza vanno in parte anche ai Comuni (perché è stata depenalizzata la fascia di violazione più lieve e gli introiti da illeciti penali vanno sempre allo Stato).
Molti meno gli ausiliari del traffico, un po' ovunque.
Ma attenzione: pensare di sostituire completamente gli agenti con gli apparecchi automatici è una chimera. Certo, quando le postazioni fisse di controllo sono molto presenti ed estese, prima o poi la gente si adegua e le infrazioni si abbattono. Ma se invece ce ne sono poche, si torna a trasgredire appena se ne oltrepassa una. Non solo: ci sono sempre i più furbi che, per sfuggire ai controlli, fanno manovre strane e pericolose: da quelli che si spostano di corsia per non essere intercettati dalle spire di alcuni apparecchi di rilevazione a quelli che prendono contromano alcune strade per non passare sotto alle telecamere che sorvegliano gli accessi limitati ai centri storici, come accade per esempio a Verona.
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