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Maurizio Caprino

Strade sicure di Maurizio Caprino

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Pedoni e ciclisti

10 maggio 2013 - 17:11

Quei pedoni che attraversano i binari con le sbarre abbassate

Nella Settimana mondiale della sicurezza stradale, è caduta anche la Giornata per la sicurezza ai passaggi a livello, l'8 maggio ( Scarica ILCAD 2013). Come di consueto, le Ferrovie dello Stato hanno distribuito ai media le buone regole su come bisogna comportarsi a un passaggio a livello ( Scarica ILCAD 3 Nota norme di comportamento). Ma altrettanto consueto è lo spettacolo dei soggetti cui è consacrata la Settimana di quest'anno, cioè i pedoni, che se ne infischiano: mi è bastato girare per la costa adriatica barese, i cui abitati sono spaccati in due dalla ferrovia, per vedere che la gente attraversa anche quando le sbarre dei passaggi a livello sono abbassate.

Non basta: ad alcuni che almeno guardano in continuazione a destra e a sinistra per accertarsi che davvero non stia arrivando il treno atteso al passaggio a livello, si contrappongono altri che lanciano un'occhiata distratta e per il resto si fidano del loro udito. O addirittura parlano al telefonino o ascoltano musica con le cuffiette.

La situazione peggiore si vede nel capoluogo, dove appena a sud della stazione Centrale c'è un passaggio a livello con quattro binari: attraversarli tutti richiede troppi secondi per essere davvero sicuri di tenere sotto controllo gli otto treni che potenzialmente stanno per sopraggiungere.

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Categorie: Furbate, Pedoni e ciclisti

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9 maggio 2013 - 23:23

Il pirata della strada in bici e il pedone che non lo sente

Nella settimana consacrata in tutto il mondo alla protezione dei pedoni, a Milano, Italia, è successo che un ciclista è riuscito a trasformarsi in pirata della strada dopo aver investito una giovane donna che andava proprio a piedi. Fa impressione pensare a un utente della strada considerato debole (perché "protetto" solo da una bici) "cannibalizzi" un pedone, che è il più debole di tutti. Tanto più se scappa nonostante la presenza di testimoni, come un qualsiasi pirata la cui privacy è protetta da un abitacolo.

Ma l'episodio serve anche per imparare una cosa molto importante, che quando siamo pedoni spesso ignoriamo o dimentichiamo: non dobbiamo fidarci solo delle nostre orecchie. Dobbiamo anche guardare bene, in tutte le direzioni.

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Categorie: Pedoni e ciclisti

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6 maggio 2013 - 10:03

Strisce pedonali ignorate e gente che attraversa col rosso: la Settimana della sicurezza comincia male

Cominciamo male. Da domani saremo nella Settimana della sicurezza stradale e, giustamente, uno dei temi portanti sarà la protezione dei pedoni: i principali Comuni hanno aderito al progetto dell'Anci per censire e ridurre gli incidenti che riguardano questa che è la categoria più debole tra gli utenti della strada. Però, a giudicare da ciò che ho visto negli ultimi due giorni nel centro di Bari, siamo alle solite: nemmeno i vigili urbani pensano ai pedoni.

Quando ho dato notizia dell'iniziativa a favore dei pedoni per questa Settimana, mi sono spinto a ipotizzare qualche multa in più agli automobilisti che non si fermano davanti a uno a piedi che attraversa sulle strisce. Potrà anche andare così, ma si rischia che sia solo lo spauracchio di una settimana. Infatti tra ieri e l'altro ieri ho attraversato di proposito sulle strisce più volte in pieno centro sotto gli occhi dei vigili e mai li ho visti intervenire per far almeno rallentare guidatori che avevano deciso di non darmi la precedenza che mi spettava.

Poi non si può tacere che il problema sta anche nella cultura dei pedoni: giusto ieri sera, in uno degli incroci nevralgici della città, una famigliola di madre e padre che spingeva il passeggino col suo bimbo ha attraversato tranquillamente col rosso. D'accordo, in quella direzione non passava nessuno, ma per strada le cose possono cambiare molto rapidamente e quando bisogna muoversi con un passeggino è molto più difficile schivare un pericolo improvviso. Inoltre, tanto per cambiare, il tutto è accaduto sotto gli occhi di due vigili. Che non hanno fatto una piega.

Insomma, stavolta non si può dire che manchino gli agenti per fare controlli: negli ultimo anni, il centro murattiano di Bari è molto presidiato. Si può anche dire che i vigili abbiano ricevuto l'ordine di dare la priorità ad altre cose. Però, anche se fosse così, basterebbe anche un semplice gesto del vigile per richiamare all'ordine sia i guidatori sia i pedoni.

So benissimo che siamo in tempi difficili, in cui chiunque si sente in diritto di infischiarsene quando un'autorità fa un gesto. Nei casi peggiori, la gente si ribella anche e a volte i vigili prendono botte. Ma questo non deve giustificare i vigili quando rinunciano a priori a svolgere anche un minimo di funzione educativa. Altrimenti ogni speranza di convivenza civile si perderebbe per sempre. Non solo su strada.

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Categorie: Pedoni e ciclisti, Strade e segnaletica

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2 aprile 2013 - 11:39

Bici a pedalata assistita con doppia velocità per aggirare i limiti di legge

Quando si dice la disinvoltura. Da una dozzina di anni le biciclette elettriche (tecnicamente chiamate "a pedalata assistita") hanno finalmente un inquadramento tecnico, che è semplice e preciso: il motore deve smettere di funzionare quando si raggiungono i 25 km/h, altrimenti giuridicamente il veicolo è da considerare ciclomotore o motocicli e quindi va targato e assicurato e richiede la patente. Eppure in vendita si sono sempre trovati esemplari ben più veloci senza che nessuno facesse una piega. Ora che qualche blitz (soprattutto contro prodotti cinesi) è stato fatto, qualche produttore si è fatto furbo: nell'etichetta descrittiva ha dichiarato una velocità di 25 km/h per l'uso su strada e un'altra (48 km/h, in un caso che mi è appena capitato sott'occhio) per l'uso in aree private.

Una foglia di fico: come si fa a controllare che il ciclista di turno regoli correttamente la manopola della potenza. E comunque per un veicolo la velocità massima da considerare dovrebbe essere quella effettivamente raggiungibile accelerando a fondo per un po', non quella imposta da blocchi disinseribili con un apposito comando.

Per capirci, anche i motorini possono teoricamente superare il loro limite legale (45 km/h), ma nella pratica per farlo occorre manometterli. Quindi, non c'è un comando che seleziona la modalità d'uso.

Il risultato finale è che nella sostanza anche con questo accorgimento giuridico chi usa una bici del genere dovrebbe restare punibile. L'indicazione di due diverse velocità massime pare servire di più al costruttore per dire al cliente "io ti avevo avvertito, la compravendita resta valida e io non sono punibile per pratica commerciale scorretta perché sono stato già io a evidenziarti che c'è differenza tra strade aperte al traffico e aree private". Ma chissà come la penserebbe un giudice di pace se fosse investito di una controversia del genere.

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Categorie: Pedoni e ciclisti

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28 febbraio 2013 - 8:20

Sorpresa: a Mantova multeranno chi non dà la precedenza ai pedoni. E si scoprirà che costa caro

Chi si ricorda più che un pedone che sta in corrispondenza delle strisce va lasciato passare non solo se attraversa, ma anche se si accinge a farlo? Fu una delle novità introdotte nell'estate 2010 dalla riforma del Codice della strada e, come ampiamente previsto e prevedibile, è rimasta lettera morta. Colpa soprattutto dei controlli, assenti sia perché richiederebbero tanti agenti sia perché il contenzioso andrebbe alle stelle (capire quando un pedone si accinga davvero ad attraversare è come fare un processo alle intenzioni). Ma ora a Mantova ci provano. E anche con una certa cattiveria, pare.

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Categorie: Chi controlla i controllori?, Pedoni e ciclisti

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5 dicembre 2012 - 14:16

Obbligo di catene o gomme invernali: esclusi moto e motorini. Ma a Bologna il Comune ferma le bici

Ora che la neve ha fatto il suo esordio stagionale anche in pianura, entrano nel vivo i vari piani neve. Che a regime prevedono l'obbligo di pneumatici invernati montati o catene a bordo su vari tratti  (qui riporto quelli sulla viabilità extraurbana e autostradale Scarica Ordinanze catene neve_pneumatici invernali 2012_2013.). Teoricamente si riapre il problema di motocicli e ciclomotori: le ordinanze valgono per tutti i veicoli, ma per le due ruote non ci sono né catene né gomme. Così la Polizia stradale ha comunicato ufficialmente l'arrivo di una direttiva del ministero delle Infrastrutture che chiarirà che l'obbligo non vale per moto e ciclomotori (Scarica Moto no Catene da Neve o gomme).

E adesso chissà come ci rimarranno a Bologna, dove il Comune per i giorni di neve o ghiaccio ha vietato il transito in città anche alle biciclette. Un divieto che sa non solo di ridicolo (come si fa a controllare?), ma di scaricabarile: visto che il Comune non riesce a garantire la transitabilità delle piste ciclabili (come invece accade nei Paesi nordici, nota la Fiab), proibisce di usare la bici in modo da non poter essere chiamato in causa se un ciclista cade e si fa male. Non sarebbe invece il caso di incentivare l'uso di mezzi alternativi, durante le emergenze che paralizzano la circolazione di tutti gli altri?

Infine, l'ordinanza bolognese inserisce tra le cause che fanno scattare il divieto anche la generica presenza di ghiaccio. Sempre la Fiab fa notare che in questo modo non si capisce bene se si possa circolare o no: basta un po' di ghiaccio rimasto vicino al marciapiede o ci vogliono lastroni sull'asfalto?

 

AGGIORNAMENTO DEL 6 DICEMBRE: dopo le polemiche, il Comune di Bologna ha revocato il divieto per le bici.

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Categorie: I fatti del giorno, Moto e motorini, Pedoni e ciclisti

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13 novembre 2012 - 15:30

La tragedia della scout Altea: colpa del suv o dell'alcol?

Cerchiamo di ragionare con freddezza, per quanto possibile dopo che l'ennesimo ciclista è morto travolto da un'auto, a Casalmaiocco (Lodi). Difficile trattenersi, quando la vittima è una ragazza di 17 anni che faceva parte di un gruppo di scout. Facile cedere alla retorica (se non a qualcosa di peggio), se l'investitore sta guidando un suv. Così sull'incidente di domenica a Lodi le prese di posizione forti non sono mancate (
Scarica Incidente Lodi Asaps ;
Scarica Incidente Lodi Fiab). Qui cerchiamo soltanto di offrire qualche elemento per ragionare.

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Categorie: Alcol e droga, Le colpe dei veicoli, Pedoni e ciclisti, Velocità

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31 ottobre 2012 - 15:13

Dati Aci-Istat 2011: meno morti, ma non in città. E il mese più pericoloso diventa maggio

Oggi sono stati ufficializzati i dati "definitivi" sugli incidenti del 2011. Vedrete tanti servizi giornalistici, apparentemente prodighi di particolari, presi dai comunicati stampa di cui vi metto qui l'originale (Scarica Comunicato stampa ACI-ISTAT - 31 ottobre 2012 - finale OK). Ma i punti più interessanti si desumono dalla versione integrale del Rapporto Aci-Istat (Scarica Rapporto ACI-ISTAT incidenti stradali - 2011).

Infatti, i comunicati riprendono i dati "macro", che mostrano come la mortalità generale sia ancora diminuita e sia scesa in assoluto sotto la "soglia psicologica" delle 4mila vittime. Si conferma che il weekend e la notte sono il momento a maggior rischio di incidenti gravi. Viene anche evidenziato che il calo non basta a rispettare l'obiettivo del dimezzamento rispetto al 2001, che la Ue aveva fissato già per il 2010; quindi verosimilmente ci arriveremo nel 2012, cioè con due anni di ritardo. Ma non vengono sottolineate tre cose:

1. i miglioramenti sulle strade urbane diventano più piccoli (non sarà il caso di abolire o attenuare quello che di fatto è un divieto di effettuare controlli di velocità in centro abitato?);

2. il mese con più incidenti non è il solito luglio ma maggio (colpa del maltempo?), mentre si conferma che il tasso di mortalità più alto c'è ad agosto (probabilmente anche perché sui veicoli ci sono più persone);

3. il totale degli incidenti e dei feriti effettivi è superiore e finalmente le assicurazioni (tramite la Fondazione Ania Scarica Fondazione Ania Commenta FASS dati aci istat 2011) lo ricordano, facendoci fare un bagno di realismo (perché i dati Aci-Istat riguardano solo i sinistri su cui intervengono le forze dell'ordine, cioè una minoranza) e riportandoci all'attenzione il problema delle truffe (quanti dei feriti che risultano dagli atti assicurativi hanno in realtà simulato la lesione?).

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Categorie: I fatti del giorno, Pedoni e ciclisti

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22 settembre 2012 - 18:34

Vai al lavoro in bici? Se ti fai male non ti risarciscono

Sulla richiesta di imporre in tutti i centri abitati il limite dei 30 all'ora, meglio dire il meno possibile: sarebbe impossibile far rispettare quel limite e quindi si amplierebbe ancora la distanza tra il Codice della strada e il Paese reale, con tutto ciò che ne consegue. Ma c'è un'altra richiesta che la Fiab fa al Governo e che sembra più di una semplice boutade per attirare l'attenzione sugli Stati generali della bicicletta che si terranno tra una settimana a Reggio Emilia.

La richiesta è quella di estendere a chi sceglie di andare al lavoro in bici la garanzia di essere risarcito se si fa male in un incidente durante il tragitto da e verso casa. Vi sembrerà ovvio che venga indennizzato, perché si tratta di un infortunio in itinere come tutti gli altri (che - ricordiamolo - costituiscono addirittura la metà degli infortuni sul lavoro, di cui si straparla). E invece no: il lavoratore-ciclista si sente dire che avrebbe dovuto scegliere il mezzo pubblico (se disponibile) o l'auto privata. Pensate che esiste persino giurisprudenza che nega il risarcimento a chi va a piedi, se la distanza casa-lavoro supera il chilometro e mezzo.

Alla faccia dei tanti discorsi che altre istituzioni fanno sulla necessità di spostarsi in modo ecocompatibile.

Intanto, eccovi per intero il comunicato stampa della Fiab.

SICUREZZA CICLISTI, FIAB AL GOVERNO: ORA I PROVVEDIMENTI CONCRETI


In relazione alle recenti dichiarazioni alla stampa del Ministro Cancellieri e del Premier Monti a sostegno della mobilità e della sicurezza dei ciclisti, il Presidente della FIAB, Antonio Dalla Venezia, in una lettera aperta sollecita l'adozione urgente di atti concreti come l’approvazione di provedimenti attesi da decine di migliaia di italiani: la tutela assicurativa del lavoratore che sceglie la bicicletta per recarsi al lavoro (infortunio in itinere) e l’istituzione del limite di velocità dei 30km/h nelle nostre città. E invita rappresentanti di Governo e Parlamento a partecipare a Reggio Emilia, il 5 e 6 ottobre prossimi, agli Stati Generali della Bicicletta che si terranno per iniziativa di ANCI, delle associazioni ambientalista nazionali Legambiente e FIAB e dal movimento #Salvaiciclisti, con il sostegno organizzativo dell’Amministrazione civica di Reggio.

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Categorie: Pedoni e ciclisti

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28 agosto 2012 - 7:44

Se le strisce pedonali "offendono" la squadra di calcio

Non sa se riderne o piangerne Paoblog, che mi segnala la notizia delle polemiche montate a Busto Arsizio sul colore passato sull'asfalto per evidenziare gli attraversamenti pedonali. In effetti, stavolta non è la solita stupidaggine già vista, secondo cui il dibattito sul colore si basa su ragioni "politiche" (la sinistra preferisce il rosso, la destra l'azzurro e i leghisti il verde): qui c'è in ballo il calcio, con i colori della gloriosa Pro Patria!
Mi rifiuto di credere che nessuno capisca qual è il vero problema, cioè la visibilità delle strisce. Più probabilmente, chi capisce è maggioranza, ma silenziosa. Così prendono il sopravvento quelli che non capiscono o non vogliono capire e danno fiato alla bocca. Ovviamente, poi, la politica va a ruota. Per un pugno di voti.

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Categorie: Pedoni e ciclisti, Strade e segnaletica

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