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Maurizio Caprino

Strade sicure di Maurizio Caprino

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Mezzi pesanti

19 aprile 2013 - 11:09

Camion, bus e furgoni fanno ancora troppi morti. A quando cronotachigrafi blindati per tutti?

Apparentemente, nulla di nuovo. Ma la notizia vera, nelle ultime statistiche europee sulla mortalità causata da camion, bus e veicoli commerciali leggeri, sta proprio qui: nonostante si sappia che ogni incidente che coinvolge uno di questi mezzi rischia di uccidere più persone rispetto alla media, non sono ancora pronte le contromisure di cui la Ue discute da tempo.

È il caso della nuova direttiva per cronotachigrafi meno taroccabili o quella che renda obbligatori sui mezzi pesanti gli alcolocks (test dell'alcol a ogni avviamento, con blocco del motore se il conducente risulta positivo) oppure ancora di quella che introduca i limitatori di velocità sui velocissimi furgoni, utilizzati soprattutto per le vorticose consegne porta a porta.

Per questo, come leggete nel comunicato qui sotto, l'Etsc (l'organo europeo che supporta la Commissione Ue sulla sicurezza dei trasporti), è tornato a sollecitare queste misure. Sottolineando che la mortalità causata dai mezzi pesanti è diminuita e anche sensibilmente, ma continua ad essere alta rispetto alla media.

Goods and passenger transport vehicles give reason for concern despite drop in deaths
17 April 2013, Brussels – In the European Union 4,254 people lost their lives in collisions involving heavy goods vehicles, 3,999 in collisions with light goods vehicles and 722 in collisions involving buses or coaches, out of the total number of 30,239 road deaths recorded in 2011, according to a Road Safety PIN1 Flash2 published today. “Progress in reducing deaths in collisions with heavy goods vehicles and buses has been faster than the general reduction of road deaths in the EU,” said Antonio Avenoso, ETSC3 Executive Director upon publication. “However, the number of deaths per distance travelled for heavy goods vehicles, as well as buses and coaches, is larger than for the average vehicle fleet, so we urge the EU and Member States to maintain their focus on these vehicles. The deaths in such collisions add an important dimension of externalities to the transport of goods and passengers,” said Mr. Avenoso.
Car occupants amount to half of the people killed in collisions involving a HGV, pedestrians to 15%, cyclists to 7% and riders of powered two-wheeled vehicles (PTW) to 6%. Taken together, the drivers and passengers of the HGVs make up 12% of the deaths.4 “It is therefore instrumental that decision-makers should not lose focus of large vehicles when planning and implementing road safety policies,” said Mr. Avenoso.
The finalisation of the revision of the tachograph regulation5 is currently underway and the PIN Flash also points to the need to prioritise especially the enforcement of offences, and tackle fraud. ETSC welcomed that the proposal included the intention to ensure a minimum degree of harmonisation of sanctions in relation to the tachograph rules6. As vans are being used more and more especially ‘for last mile’ deliveries, we would stress the need for the European Commission to consider as a matter of priority the introduction of speed management devices such as speed limiters and Intelligent Speed Adaptation systems in their current stakeholder consultation.
“ETSC strongly believes that the promotion and large-scale roll out of life-saving technologies – such as Intelligent Speed Assistance and alcohol interlocks – should be a priority for these vehicles. Training of road users will also reduce the number of road deaths in collisions with these types of vehicles. Moreover, as most of the HGVs, LGVs, buses and coaches in road traffic are driven in a work context, employers have an important role to play in implementing and even going beyond legislative efforts", concluded Mr. Avenoso.

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Categorie: Mezzi pesanti

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20 marzo 2013 - 8:46

Imprese e trasportatori litigano sul prezzo. Più controlli metterebbero tutti d'accordo

Sul Sole 24 Ore di oggi trovate un mio articolo sull'ultima puntata della telenovela che potrebbe finire con l'abbattimento del regime dei costi minimi nell'autotrasporto. Quello che dal 2010, di fatto, vieta di chiudere contratti in cui il committente paga al vettore un prezzo inferiore ai costi minimi del trasporto, stimati da un Osservatorio istituito presso la Consulta nazionale dell'autotrasporto. Questo sistema ha fatto imbufalire le imprese italiane (da Confindustria in giù), che hanno presentato ricorsi in tutta Italia. Il risultato è che la normativa sarà portata davanti alla Corte costituzionale e - è notizia di ieri - anche davanti alla Corte di giustizia europea. Dall'altra parte della barricata, le imprese di trasporto.

Chi ha ragione? Cerchiamo di spiegarlo con obiettività.

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Categorie: Mezzi pesanti, Sentenze

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5 marzo 2013 - 8:24

Camion e treni in lite: pochi soldi da dividersi, nessun governo per decidere

Più soldi e più politiche per l'intermodalità, ma bisogna anche trovare il modo per ammodernare i mezzi pesanti in circolazione: troppi non hanno ancora l'Abs. Un controsenso, se si pensa che l'antibloccaggio dei freni è più diffuso sulle autovetture, che sono più controllabili e in caso d'incidente fanno meno danni. Questa è una spigolatura - in linea col tema principale di questo blog, cioè la sicurezza - che mi viene da fare guardando i risultati del rapporto Aci-Anfia sull'autotrasporto, presentato ieri (Scarica Rapporto ACI-ANFIA - 4 marzo 2013). Ma il problema più serio dell'autotrasporto è che è in corso da anni una battaglia tra chi vorrebbe "tagliare i viveri" al settore per favorire le ferrovie e chi invece dice che ci vorranno ancora troppo anni per far crescere il trasporto merci su ferro e quindi nel frattempo l'Italia perderebbe ulteriormente competitività.

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Categorie: Mezzi pesanti, Strade e segnaletica

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24 febbraio 2013 - 4:26

Non solo carne di cavallo: al ristorante la tracciabilità manca. Se lo scopre la Stradale

Foto 3
Foto 3
Foto 3

Secondo voi, lo scandalo della carne di cavallo "abusivamente" messa nelle lasagne preconfezionate è solo un'eccezione o è la normalità? Guardando le brutte immagini di qui sopra, si direbbe che è solo uno dei tanti sotterfugi di chi risparmia o fa profitti sulla nostra pelle. Sono immagini di un carico intercettato dalla Polizia stradale sull'A10, nei pressi di Savona.

I dettagli potrete leggerli nel comunicato qui sotto. Qui è importante notare che la scoperta di questo carico è stata casuale, ma non troppo: se vi sembra che spesso la Stradale o altri corpi di polizia non facciano nulla per fermare chi viola il Codice della strada, a volte è perché in qual momento il compito degli agenti è un altro. Come, appunto, controllare i mezzi pesanti e i loro carichi.

Considerando che la Stradale ultimamente sta anche facendo controlli sistematici sul trasporto degli animali vivi, c'è da chiedersi se abbiano abbastanza tempo per punire le infrazioni al Codice della strada. Ma, d'altra parte, la sorveglianza dei corpi specializzati (tipo Guardia di finanza e Noe Carabinieri) non può essere capillare, soprattutto in autostrada. Viceversa, Gdf e - soprattutto - Carabinieri spesso vigilano sulla violazioni stradali.

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Categorie: I fatti del giorno, Mezzi pesanti

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6 febbraio 2013 - 10:15

I camionisti? Più stanchi che ubriachi

Più che l'alcol fanno la stanchezza e la distrazione. Questo è il risultato di una ricerca della Volvo Trucks sugli incidenti in cui sono coinvolti mezzi pesanti in Europa. Il comunicato stampa che lo annuncia (Scarica Stanchezza studio di Volvo Trucks) non precisa quale sia il campione utilizzato per questa ricerca né quali siano state le modalità di rilevazione. Certo è che, se i risultati fossero confermati, dovrebbero essere riviste almeno in parte le strategie di controllo sull'autotrasporto, rafforzando la vigilanza sui cronotachigrafi e sulle imprese che mandano in giro autisti facendo loro sforare i limiti nei tempi di guida. I controlli antialcol, poi, dovrebbero essere indirizzati più a chi guida mezzi leggeri, visto che per gli autisti di quelli pesanti l'incidenza dell'ebbrezza tra le cause d'incidente pare essere limitata al 7% dei casi (contro un 25% dei leggeri).

Anche le politiche europee sui dispositivi obbligatori dovrebbero diventare più innovative, accelerando l'introduzione di dispositivi ancora più avanzati di quelli che ora sono considerati avanzati. La ricerca sta continuando in varie forme, tra cui il riporto sul volante dei principali comandi (come quello delle luci): il volante ha dei sensori che consentono di valutare quanto correttamente il conducente aziona questi comandi, il che è indice indiretto di stanchezza.

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Categorie: Alcol e droga, Mezzi pesanti

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29 gennaio 2013 - 23:03

Fuori legge un camion su due. Quando i controlli si fanno e non per cassa

In origine, i controlli sui mezzi pesanti erano pochi. Ormai è una verità storica e possiamo finalmente dire che non era solo per la loro complessità (peraltro molto minore rispetto a oggi) e per la mancanza di uomini: era una specie di inefficienza organizzata, perché l'autotrasporto era la spina dorsale dell'economia italiana e bisognava lasciar fare. Poi ci si è accorti che si stavano infilando gli stranieri (imprese e autisti) e si è stretto un po'. Ulteriore stretta con le norme europee. Ma la vigilanza è rimasta sostanzialmente affidata alla sola Polizia stradale, che ha fior di specialisti e spesso opera con quelli della Motorizzazione, ma può coprire (a stento) solo la grande viabilità: su tutto il resto della rete viaria italiana, festa! Ma ora qualcosa sta cambiando e i risultati si vedono.

In certe zone d'Italia, come l'Emilia-Romagna e la Toscana (dove non a caso operano comandanti che studiano molto e scrivono manuali di conseguenza), da un paio d'anni sono scese in campo anche le polizie locali. Una sorpresa per gli autotrasportatori che operano solo in zone ristrette o che scelgono strade secondarie proprio per non incappare in controlli. Così, come vedete nel comunicato qui sotto (gentilmente segnalatomi dal collega Giorgio Costa), può capitare che sia fuori legge un autista fermato su due.

Qualcuno la può vedere col solito cinismo: ora che le sanzioni sono tante e alte, ingolosiscono i Comuni. Può essere, in più di un caso. Ma non in quello dell'unione dei Comuni di Reno Galliera, di cui leggete sotto. Perché si prendono la briga di segnalare infrazioni e incidenti anche alle altre autorità cui spetta vigilare sul rispetto delle regole sul lavoro e la salute degli autisti. Una vera rogna per le polizie locali, che a volte (con la complicità o su pressione della politica) omettono persino le più semplici segnalazioni obbligatorie, come quelle alla Motorizzazione per la decurtazione dei punti. O, peggio, usano la mancata decurtazione per spillare altri soldi ai trasgressori, come è tornato a denunciare su Auto (numero di febbraio), nella sua rubrica "Nel mirino" il collega Enrico De Vita, padre nobile di una generazione di giornalisti d'inchiesta nel nostro settore.

(ER) STRADE BOLOGNA. ARRIVANO IN 'POSTI DI BLOCCÒ CON BILANCIA
vigili reno galliera misurano carichi per verificare sicurezza
 
(dire) bologna, 29 gen. - Posti di blocco lungo le strade della
provincia di bologna per controllare, con delle speciali bilance,
se il peso caricato nel cassone o nel rimorchio é in regola
oppure o no. Li metteranno in atto, a partire dalle prossime
settimane, gli agenti della polizia municipale dell'unione di
reno galliera, che da quasi tre anni sono 'alleatì con l'ausl di
bologna nel combattere la piaga degli incidenti stradali avvenuti
in orario di lavoro, troppo spesso considerati semplici incidenti
stradali invece che infortuni sul lavoro. Come? Segnalando
all'ausl i dati dei sinistri in cui sono coinvolti
autotrasportatori (17 su 332 nel 2012) e quelli delle multe
legate alla mancata sicurezza (autisti che guidavano da troppo
tempo o manutenzione carente). Nel 2012, i controlli hanno
riguardato 1.300 Mezzi e i verbali sono stati 644. L'anno prima,
900 furono i controlli e 692 le sanzioni.
   Il progetto, messo a punto da ausl, provincia di bologna,
direzione provinciale del lavoro e inail, avviato da tre anni e
finanziato con 270.000 Euro messi della regione emilia-romagna (e
in parte di inail), oltre all'incrocio dati prevede anche
prevenzione: da un lato, corsi di formazione per gli
autotrasportatori (ma anche per vigili e medici del lavoro),
dall'altro uno screening sui disturbi del sonno che partirà a
breve.

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Categorie: Mezzi pesanti

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14 novembre 2012 - 16:12

Poliziotti e carabinieri corrotti per non fare multe. Vi stupisce?

Se vi chiedete com'è ancora possibile che i camion viaggino in sovraccarico, in cattive condizioni e con autisti stanchi nonostante i controlli e le tecnologie di oggi, ecco una delle possibili risposte: il vecchio metodo della mazzetta agli agenti funziona ancora. Lo ha dimostrato l'inchiesta della Procura di Trani che oggi ha portato all'arresto di quattro poliziotti della Stradale e due carabinieri (Scarica Trani Polstrada e CC Operazione A PIENO CARICO_DEFINITIVO), per aver preso soldi e "altre utilità" (come rifornimenti di benzina gratis) da un imprenditore dell'autotrasporto. Ovviamente si trattava di coprire le magagne dell'impresa, che come troppe altre del settore non rispetta ancora il Codice della strada (mica per divertimento, ma perché è praticamente l'unico modo per competere tagliando i costi o addirittura per sopravvivere).

Nessuno stupore, dunque. E anche l'attenzione usata dalla Procura per non gettare fango sui corpi di polizia (in procuratore ha sottolineato la loro sollecitudine nell'indagare e arrestare colleghi infedeli) sembra figlia di altri tempi. Di quando la divisa incuteva timore e rispetto, forse perché venivamo da vent'anni di dittatura.

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Categorie: Chi controlla i controllori?, Mezzi pesanti

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12 novembre 2012 - 8:30

Il mistero del ministero sulle revisioni dei trattori

Signor sottosegretario, a che gioco giochiamo? Si sa da tempo che trattori e macchine agricole sono pericolosi. Io l'ho scritto più volte, sottolineando che non è colpa solo dell'impreparazione di chi li guida, ma anche delle condizioni in cui si trovano questi mezzi (dall'usura a modifiche e abbinamenti non proprio ortodossi). E lei, signor sottosegretario Guido Improta, stesso lo scorso marzo, rispondendo a un'interrogazione della deputata Silvia Velo, ha detto che il suo ministero era ben consapevole del problema, tanto che stava studiando un modo per obbligare finalmente anche questi veicoli a sottoporsi a revisione periodica. Le parole che lei usò furono: "I relativi provvedimenti sono già in corso di predisposizione e verranno al più presto adottati". Più chiaro di così...

Il 29 ottobre, però, dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti è partita una nota in cui si afferma che la Motorizzazione (cioè il braccio del dicastero che si occupa di queste cose, seguendo il suo indirizzo politico) ha valutato costi e benefici dell'operazione e non ritiene prioritario imporre la revisione anche per le macchine agricole. Quella nota porta proprio la stessa firma in calce alla risposta all'interrogazione di marzo: Guido Improta, sottosegretario con delega alla Motorizzazione.

Insomma, vorremmo sapere dove sta la bugia. Se sta nella risposta di marzo, non è vero che il ministero aveva già deciso di imporre la revisione alle macchine agricole. Se sta nella nota di fine ottobre, il ministero sta continuando a lavorarci su, sia pure con i soliti tempi elefantiaci (dovuti alla solita marea di fattori, dalle norme intricate ai soldi che mancano).

Soprattutto, non si capisce perché si dovrebbe dire una bugia: per il ministero, imporre la revisione alle macchine agricole non è un obbligo, ma una mera facoltà (articolo 111 del Codice della strada). Quindi non c'è nulla di male a dire chiaro e tondo che non si vuole agire e sarebbe anche comprensibile: organizzarsi non sarebbe semplice, visto che parliamo di mezzi lenti e spesso grandi, sparsi per le campagne e quindi con difficoltà a raggiungere un'officina eventualmente abilitata.

Però come la mettiamo con quei camioncini che vengono immatricolati come macchine agricole sfruttando le pieghe delle norme, per ottenere anche il "vantaggio" di non andare a revisione? Quelli su strada si muovono benissimo...

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Categorie: Chi controlla i controllori?, Le colpe dei veicoli, Mezzi pesanti

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25 settembre 2012 - 12:52

Tir: 100 controlli, 100 cronotachigrafi alterati

Policecontroller

Queste sono le armi che si confrontano più di frequente nella battaglia quotidiana dell'autotrasporto: piccole calamite per alterare il funzionamento dei cronotachigrafi e computer per leggere questi ultimi (si vede anche la scheda da inserire nel pc, fornita alle forze dell'ordine da Camere di commercio e gestori delle strade). A volte i camionisti che (spesso per spirito di sopravvivenza) taroccano i cronotachigrafi usano anche armi più sofisticate. In ogni caso, la battaglia è sempre in corso, nonostante non emergano grandi numeri: per esempio, lo scorso fine settimana la Stradale di Genova ha beccato due "tarocchi" sulle autostrade intorno alla città (il comunicato potete leggerlo in calce a questo post). Il punto vero del problema sta nelle percentuali: quando si organizzano servizi mirati, le violazioni sono spesso al 100% dei veicoli controllati (anche se la selezione dei mezzi da fermare viene fatta con un certo "occhio clinico").

Di questo dato si parla solo tra addetti ai lavori e quindi non c'è consapevolezza né tra i controllati né nell'opinione pubblica. D'altra parte, se anche se ne parlasse di più, la deterrenza non aumenterebbe: quel 100%, in valore assoluto, equivale più o meno a cinque infrazioni su cinque controlli. Infatti, ci sono da fare operazioni piuttosto laboriose (anche burocraticamente) e quindi in sei ore di servizio una pattuglia dedicata non può fare di più. I camionisti lo sanno e i loro committenti pure.

Dunque la giostra continua. I guidatori vengono sfruttati e rischiano di causare incidenti, in cui possiamo essere coinvolti tutti noi.

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Categorie: Mezzi pesanti

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18 giugno 2012 - 18:20

Tir su strada anche i venerdì di luglio. Sono le semplificazioni. Ma il traffico non si complicherà?

Quest'estate avremo i camion in strada anche per tre venerdì di luglio. Poi dovremo "conviverci" pure nella partenza per il ponte dell'Immacolata, il 7 dicembre. E nell'esodo di Natale, il 22 dicembre, potremo contare solo sul fermo mattutino, dalle 8 alle 14 (in origine, era dalle 8 alle 22). Sono le novità del calendario annuale dei fermi, che è stato rivisto come indicava il decreto semplificazioni (Dl 5/12): l'obiettivo era facilitare l'autotrasporto, in questo periodo di crisi. Poi la cosa è stata presentata anche come un modo per adeguare i fermi al traffico reale, visto che il Codice della strada dava parametri troppo rigidi per costruire il calendario.

Ma non prendiamoci in giro: quello era un modo per consentire ai mezzi pesanti di circolare di più e lo si vede ora che il nuovo calendario c'è e prevede solo l'elinimazione di alcuni giorni di fermo, senza aggiungerne altri diversi. Siccome la rete stradale resta quella, resta la curiosità di vedere se la congestione aumenterà: è vero che con la crisi il traffico in generale diminuisce, però d'estate le difficoltà economiche comportano anche la rinuncia a pernottare fuori, quindi aumentano i viaggi mordi-e-fuggi. Non solo: il venerdì e luglio sono da sempre nelle statistiche degli incidenti il giorno e il mese tra i più pericolosi in assoluto. Vedremo.

Nel frattempo, i mezzi pesanti sono pericolosi anche quando sono fermi: durante le operazioni di scarico.

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Categorie: Mezzi pesanti, Novità legislative

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