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Maurizio Caprino

Strade sicure di Maurizio Caprino

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Mezzi pesanti

28 maggio 2012 - 17:18

L'operaio di Roma ucciso dalla gru o dal camion?

Non mi ha mai convinto del tutto il clamore che spesso accompagna gli incidenti sul lavoro: si è iniziato a farne solo dal 2007, dopo una presa di posizione del presidente della Repubblica. Solo che, rispetto ai tempi in cui queste tragedie passavano sistematicamente sotto silenzio, le statistiche sono meno preoccupanti. E poi si parla sempre poco di quella metà degli incidenti sul lavoro per la quale si fa già poco: quelli che accadono sul percorso casa-lavoro. Oggi faccio un'eccezione: vi segnalo il caso dell'operaio morto a Roma stamattina, schiacciato da una gru. Perché quella gru era montata su un camion. E, almeno in passato, i controlli della Motorizzazione su questo tipo di veicoli aveva "lasciato a desiderare" soprattutto per quanto riguarda il montaggio e le condizioni proprio delle gru.

Ce lo ricorda l'incredibile vicenda di Carlo Massone, sintetizzata anche in questo video.

 

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Categorie: Chi controlla i controllori?, Mezzi pesanti

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2 febbraio 2012 - 9:11

Emergenza neve: le ordinanze fantasma sui mezzi pesanti e gli igloo su quattro ruote

Dunque, alla fine lo hanno fatto davvero: come vi anticipavo al volo l'altra sera, in alcune province del Centro-Nord le prefetture hanno bloccato tutti i mezzi pesanti (di massa superiore a 7,5 tonnellate). Lo fanno con ordinanze-spot, emanate e ritirate nel giro di poche ore, a seconda di quali indicazioni arrivano da Viabilità Italia e dal meteo della Protezione civile. Incredibilmente, sono notizie che non trovate nei tg né in molti siti web che si occupano di viabilità: dovete andarvele a cercare una per una direttamente nei siti delle singole prefetture (www.prefettura.it/nome della città). Con buona pace delle conferenze stampa in cui si parla di sistema integrato di infomobilità.

Sarà per le scarse informazioni, sarà per la consapevolezza che su aree così vaste e in condizioni così proibitive i controlli diventano impossibili, sta di fatto che molti camion continuano a riversarsi (e a intraversarsi) sulla viabilità ordinaria. Può capitare anche ai più ligi: non è facile trovare un posto adatto per lasciare in sosta un camion in mezzo alla bufera e così si gira un po' per trovarlo. Starebbe ai sindaci indicare dove andare, ma evidentemente non ci sono piani adeguati: quelli esistenti (molto validi e aggiornati di anno in anno) riguardano solo la grande viabilità e si basano perlopiù sul presupposto che quella ordinaria resti aperta. Mentre ci sono corpi di polizia municipale che per informarsi su quali limitazioni vigano sul loro territorio, essend saltati i contatti con la Prefettura, chiamano il 113.

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Categorie: Furbate, I fatti del giorno, Mezzi pesanti, Strade e segnaletica

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24 gennaio 2012 - 15:03

Blocco dei tir: tutti i rischi (della notte e non solo)

Stanotte sono andato a letto sperando che non investissero nessuno durante i blocchi dei camionisti. Stamattina abbiamo saputo che ad Asti c'è scappato il morto, ma non basta: il fatto che investitore e vittima fossero entrambi camionisti potrebbe far sentire noialtri al sicuro e invece non è così. Perché i blocchi sono tanti e non tutti sono ben visibili. Se considerate che giusto la settimana scorsa in 24 ore - sul Raccordo anulare di Roma e sulla Tangenziale di Napoli - ci sono stati due incidenti notturni in cui sono state travolte persone nonostante ci fossero sul posto pattuglie a lampeggianti accesi, capite bene che i rischi sono alti.

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Categorie: Chi controlla i controllori?, I fatti del giorno, Mezzi pesanti

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10 gennaio 2012 - 16:37

Tagliate i fondi ai progetti di strade non sicure. Perché oggi la Ue li finanzia lo stesso

Negli ultimi giorni sono tornato alla carica su un aspetto spesso nascosto dell'insicurezza stradale: le strade mal tenute o mal progettate. Potreste farvi prendere dall'ottimismo e ribattere che invece in futuro, con la direttiva europea 2008/96, almeno la grande viabilità sarà più sicura. E invece no: per gli Stati che non rispettano quella direttiva manca la sanzione più importante. Cioè il taglio dei finanziamenti per le nuove infrastrutture della rete di trasporto diimportanza europea (i corridoi Ten-T, itinerari internazionali). Così oggi, per la seconda volta in tre mesi, da Bruxelles il direttore dell'Etsc, Antonio Avenoso, sollecita l'approvazione dell'attuale bozza di revisione delle linee guida sulla Ten-T proposta dalla Commissione, che mette in chiaro proprio il principio "niente applicazione della 2008/96, niente fondi". Un bello stop alla discrezionalità dei politici, che magari per ragioni di equilibri fra Stati o di tutela dell'economia (soprattutto in questo periodo di crisi) potrebbero chiudere un occhio e finanziare opere poco sicure. Mica per niente: risparmiare adesso sui costi di costruzione significa spendere dopo, sotto forma di costi sociali legati agli incidenti.

L'invito dell'Etsc è contenuto nel comunicato di "benvenuto" che questa organizzazione dà alla Danimarca alla presidenza di turno del Consiglio Ue per i prossimi sei mesi. In agenda, l'Etsc mette in evidenza pure la questione dei cronotachigrafi per i mezzi pesanti.

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Categorie: I fatti del giorno, Mezzi pesanti, Strade e segnaletica

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28 settembre 2011 - 15:55

Schiacciati dai tir non c'è crash test che tenga. Meglio cambiare corsia?

Giusto 25 anni fa, realizzai che su strada si può morire anche da fermo, stando comodamente seduti nella propria auto: basta trovarsi in coda ed essere travolti da un camion. Lo capii perché per poco non ci restava mio cugino, con una Golf, una seconda serie simile a quella che avevo io. Avevamo convinto i nostri genitori a comprarcele (invece delle Uno e 205 che spopolavano tra noi ragazzi dell'epoca) perché erano "più robuste" (espressione grezza per indicare una maggior resistenza agli urti, che - in assenza di crash test - potevamo tranquillamente millantare per le dimensioni superiori e il solido marchio tedesco). Mio cugino si salvò solo perché incolonnate dietro di lui c'erano altre auto, su cui si abbatté in prima battuta l'energia cinetica del tir "impazzito" (come da prontuario delle frasi del bravo cronista); dovè comunque sostituire l'auto.

Oggi la tecnica ha fatto passi da gigante, ma i risultati di incidenti del genere sono sempre terrificanti e tali resteranno anche in futuro. Questo filmato è molto eloquente.

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Categorie: Le colpe dei veicoli, Mezzi pesanti

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13 maggio 2011 - 16:56

Il bus ribaltato sull'Autosole e i passeggeri fiondati. Avrebbero dovuto avere le cinture. E l'airbag non c'è ancora

Un testo di una cinquantina di righe (tremila battute di Word, spazi inclusi), due foto, un titolone. Basta questo per riempire mezza pagina di giornale con una sola notizia, dandole risalto. E questo ogni giorno succede. Ma si riesce davvero a fare informazione? Spesso no. Soprattutto in cronaca, le notizie sono sempre uguali a se stesse e basta avere alle spalle pochi anni di lettura per accorgersene. Così oggi l'apertura di pagina 24 del "Corriere della Sera" è importante e ineccepibile dal punto di vista grafico, ha un titolone accattivante ("Si ribalta sull'Autosole, terrore sul bus dei pendolari"), ma alla fine dà conto di un incidente con "appena" due feriti gravi che ha bloccato l'autostrada più importante d'Italia per un'oretta. Che volete che sia? E infatti "La Repubblica" alla stessa notizia dedica appena un trafiletto.

Dare tanta enfasi a questo incidente avrebbe avuto senso se si fosse dato conto del vero bubbone che c'è sotto: il fatto che nessuno usa le cinture sugli autobus, nonostante da cinque anni siano diventate obbligatorie anche su questi veicoli. Eppure l'occasione per parlarne c'era tutta: lo stesso articolo del Corriere contiene un formidabile assist perché riporta il racconto di un giovane passeggero ferito che è assolutamente illuminante.

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Categorie: Allacciare cinture e seggiolini, Mezzi pesanti

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15 marzo 2011 - 11:29

L'Europarlamento vota a favore dei ciclisti. Avremo telecamere sui camion?

Una dichiarazione non si nega a nessuno. Così, dichiarazione dopo dichiarazione, il Parlamento europeo ha collezionato una sfilza di buone intenzioni anche in materia di sicurezza stradale. Salvo poi verificare nei fatti che, dopo aver votato queste enunciazioni di principio, nella pratica cambia ben poco. Soprattutto con la crisi che morde tutti e stride con l'adozione di nuovi dispositivi di sicurezza che sarebbero da adottare obbligatoriamente per risolvere i problemi su cui gli europarlamentari si sono espressi: si rischia che la gente, non potendo comprare mezzi nuovi (anche a causa dell'aumento dei costi indotto da questi dispositivi) si rivolga al mercato dell'usato, vanificando la normativa. Lo stiamo vedendo in questi mesi soprattutto con la battaglia dell'Abs sui motocicli, che esattamente tra una settimana vedrà scrivere un nuovo capitolo.

Ma non sempre le cose stanno così male. Per esempio, l'ultima dichiarazione votata dall'Europarlamento riguarda i sensori da aggiungere ai mezzi commerciali per evitare di investire pedoni e ciclisti invisibili all'autista (Scarica Collisioni da mezzi pesanti Bruxelles approva dichiarazione).

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Categorie: Mezzi pesanti, Pedoni e ciclisti

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26 gennaio 2011 - 17:57

Il cronotachigrafo digitale, i sigilli da non controllare più e gli incidenti diplomatici

Si fa presto a parlare di Europa unita: nella giungla di norme che regola la giungla delle attività uname, ci sono disparità di trattamento anche su materie soggette a regolamentazione comunitaria. Ne sanno qualcosa i camionisti francesi multati in Italia per avere un cronotachigrafo digitale senza sigillo sulla parte posteriore, non richiesto dai regolamenti europei (2135/98 e 1360/2002). Ne è nato un caso diplomatico, con intervento delle autorità francesi e circolare del 2 settembre scorso con cui il dipartimento Pubblica sicurezza chiariva che i sigilli posteriori sono richiesti solo agli italiani. Tutto sistemato? Nossignori.

A quel punto, come mi segnala Paolo Giachetti, la Commissione europea e i ministeri delle Infrastrutture e dello Sviluppo economico si sono fatti venire il dubbio che i discriminati fossero diventati proprio gli autotrasportatori italiani. Il tutto alla luce del fatto che in ambito europeo nessun controllo dev'essere discriminatorio e che vanno sigillate solo quelle parti dell'apparecchio taroccabili o collegate agli apparati di bordo in modo da prestarsi a trucchi. Così c'è stato un giro di pareri scritti tra ministeri, al termine del quale il dipartimento ha scritto una seconda circolare per dire "lasciate stare, bastano per tutti i soli sigilli anteriori". Una semplificazione indubbia. Ma sembra che qualche cronotachigrafo digitale (regolarmente omologato) abbia comunque parti sensibili anche sulla sua faccia posteriore...

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Categorie: Chi controlla i controllori?, Mezzi pesanti

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23 gennaio 2011 - 17:52

Visite mediche per autotrasportatori in autostrada. Ma poi gli anziani tornano in servizio

Sorpresa: anche Autostrade per l'Italia (Aspi) adesso offre check-up gratuiti agli autotrasportatori. Certo, si sa che su questo fronte occorre fare qualcosa perché questi poveri autisti fanno una vita tale che le loro condizioni di salute sono sensibilmente inferiori alla media, senza contare che un malore di uno di loro alla guida può causare una strage. Ma finora i gestori autostradali si erano sempre tenuti alla larga dal problema: se l'idoneità alla guida è rimessa dal Codice della strada ai medici abilitati al rinnovo patente e alla coscienza degli autisti stessi (ogni volta che si mettono alla guida sono loro responsabili di capire se sono in grado di farlo), perché mai andare a prendersi responsabilità? E infatti sinora (e solo da poco) i check-up erano offerti solo da due gestori (Centropadane e Serenissima), peraltro in due siti entrambi nella zona di Brescia. Forse Aspi ha trovato la quadra specificando che i check-up che offre sono basati sull'automisurazione, come dire "io ti offro le attrezzature, ma sta a te usarle per controllarti e capire come stai".

Vedremo come andrà e, soprattutto, se basterà ad arginare gli effetti dell'innalzamento da 65 a 68 anni dell'età massima per guidare mezzi pesanti, previsto dalla riforma del Codice della strada. I commenti ufficiali sono stati tutti positivi, perché si dava la possibilità di lavorare a gente che ne ha bisogno e si dà più flessibilità del lavoro a imprese di autotrasporto sempre più pressate dalla concorrenza dell'Est. E la sicurezza? La visita medica di rinnovo patente oltre i 65 anni è più frequente (annuale) ed è comunque approfondita perché si fa in Commissione medica locale. Ma innanzitutto sarà difficile garantire visite addirittura annuali, se le Commissioni già scoppiano di lavoro. E poi secondo qualche addetto ai lavori non ci sono comunque garanzie. Ne è convinto Costantino Spataro, responsabile per il Piemonte dell'associazione di categoria Fita-Cna: parlando (ma a titolo personale!) al mensile dell'Unasca "Il Tergicristallo", ha fatto notare che guidare mezzi che pesano decine di tonnellate in condizioni di stress da traffico, da carico-scarico e da necessità di arrivare presto per essere competitivi con la concorrenza non sembra proprio un affare da vecchietti.

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Categorie: Mezzi pesanti

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18 gennaio 2011 - 9:32

A Firenze più costi sulle multe: è tornato il monopolio delle Poste

Stavolta la "voracità" del Comune non c'entra: per chi abita a Firenze le spese di notifica dei verbali dei vigili locali sono quasi raddoppiate per colpa della Cassazione e delle Poste. Infatti, il Comune ha smesso di effettuare le notifiche a propri residenti attraverso agenzie private di recapito, perché la Corte ha stabilito che le norme sulla "notificazione a mezzo del servizio postale" (legge 890/82) lo escludono, lasciando il monopolio alle Poste. Formalmente ci siamo, ma si pone un problema che finora la liberalizzazione dei servizi non ha superato: l'entità delle tariffe applicate dalle Poste è giustificata o no?

Il problema si è già posto in altri ambiti che girano attorno all'auto. Per esempio, qualche operatore delle revisioni ha sollecitato l'Antitrust sull'obbligo di pagare i bollettini (per imposta di bollo e diritti Motorizzazione) solo attraverso le Poste. Anche qui c'è un monopolio naturale, dovuto al fatto che le Poste sono l'unico intermediario finanziario in grado di garantire l'incasso al 100% alla Pubblica amministrazione, che ha l'obbligo di affidarsi proprio a chi offre questa garanzia. Il monopolio è stato infranto solo in Sicilia, ma illegalmente e con complicazioni per i cittadini.

Analogamente, le forze di polizia devono ora rivolgersi alle Poste per ottenere i Pos che è opportuno fornire alle pattuglie ora che, con la riforma del Codice, certe multe per infrazioni gravi dei camionisti vanno pagate subito.

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Categorie: Chi controlla i controllori?, Mezzi pesanti, Sentenze

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