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Maurizio Caprino

Strade sicure di Maurizio Caprino

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Le colpe dei veicoli

23 marzo 2012 - 13:38

Cade l'illusione dei controlli antidroga. Ma le auto faranno da sole

Nulla da fare: come ho scritto l'altro ieri sul Sole 24 Ore, i controlli antidroga restano difficilissimi nonostante la "semplificazione" introdotta" dalla riforma del Codice due anni fa. Si era capito sin dall'inizio, ma solo ora il ministero dell'Interno ha messo nero su bianco che continua a essere necessaria anche una visita medica sul sospettato.

E che dire dell'obbligo di etilometro a bordo che scatta dal primo luglio in Francia? Francamente, si capisce poco: avere un piccolo apparecchio a bordo, ammesso che sia affidabile, non vuol dire che lo si utilizzi. E, anche quando l'etilometro è integrato con l'elettronica del veicolo per impedire l'avviamento quando non ci si soffia dentro (alcolock), chi garantisce che abbia soffiato proprio il guidatore?

Tutti problemi non da poco. Ma anche belle sfide per la tecnologia. E infatti molto si sta muovendo dietro le quinte, tra industrie piccole e grandi, scienziati e inventori, per arrivare a equipaggiare i veicoli con dispositivi che superino questi problemi. La partita è grossa, ma di natura ancora indeterminata perché la Ue deve ancora decidere quali sistemi rendere obbligatori.

Nel frattempo, i dispositivi sperimentali di cui abbiamo già parlato negli anni si sono evoluti. Anche senza arrivare alla prospettiva "inquietante" dell'auto che fa tutto da sola, che secondo l'esperto della Fia Luca Pascotto si avvicina e non deve fare così paura (e probabilmente ha anche ragione, almeno nelle zone dove abita la maggior parte delle persone).

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Categorie: Alcol e droga, Le colpe dei veicoli

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22 marzo 2012 - 12:36

Dl liberalizzazioni, l'emendamento "salva-furgoni a gas" è passato. Ora sconti sul peso

Non se n'è accorto nessuno, ma fra i tanti emendamenti al Dl liberalizzazioni che viene approvato definitivamente oggi c'è anche il "salva-autocarri a gas". Un modo per sbloccare una categoria di mezzi che, pur favorita dalla possibilità di poter fare consegne in città anche durante molti blocchi del traffico, non riesce a decollare commercialmente perché ha portata limitata: i serbatoi supplementari pesano e, visto che la massa complessiva deve restare analoga alle versioni normali, occorre ridurre il peso delle cose trasportabili. Il beneficio riguarda anche le nicchie costituite da ibridi ed elettrici.

Avevano già provato a mettere una pezza due anni fa: la riforma del Codice della strada aveva modificato l'articolo 62 introducendo una tolleranza per i veicoli (in teoria anche autovetture) dotati di Esp, ma non se n'è mai fatto nulla perché la norma prevedeva un decreto ministeriale attuativo che non ha mai visto la luce. Ora l'emendamento approvato bypassa il decreto e aumenta la tolleranza: la fa passare dal 10% al 15% di quella indicata nella carta di circolazione (sintetizzo). E' rimasto un valore massimo che l'applicazione di queste percentuali non può sforare, ma mentre prima non poteva superare la tonnellata ora è stato portato a una tonnellata più il 5%.

Sarebbe interessante vedere se alla Motorizzazione erano d'accordo con queste modifiche o se è stato un colpo di lobby. La domanda non è retorica: può davvero essere che sia stata la Motorizzazione a favorire questo allentamento dei requisiti.

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Categorie: I fatti del giorno, Le colpe dei veicoli

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20 marzo 2012 - 15:48

L'ibrido, la potenza e il superbollo: pubblicità regresso per difendersi dal fisco

Sembra proprio roba seria la pubblicità della Lexus CT Hybrid che ha fatto capolino un po' ovunque il mese scorso: vi dice che "solo con CT 200h vi potete concedere il lusso di risparmiare sui costi del bollo" e vi aggiunge un asterisco che rimanda a una nota sotto. La nota è di quelle che appaiono ineccepibili, perché scritte con una fredda precisione burocratica che da sé sembra dire tutto senza lasciar spazio a dubbi: cita la "Legge 23 dicembre 2011, n. 214, Art. 16 comma 1". Ma, se vi prendete la briga di recuperare la norma, scoprite che è quella che ha istituito il superbollo sulle auto potenti. Roba da oltre 25o cavalli (in kiloWatt, fanno 185), quasi il doppio dei 136 di cui è dotata questa Lexus e che nelle prove su strada sono stati giudicati un po' miserelli per un'auto di marchio premium. Dunque, la CT non paga il superbollo non perché sia ibrida, ma perché è poco potente. L'unico punto su cui questa pubblicità ha ragione è il fatto che con la ibrida si paga solo la parte di potenza che si ottiene dal motore a benzina, in questo caso 99 cavalli su 136.

Che bisogno c'era di insistere così tanto sull'esenzione dal superbollo, tassa che riguarda davvero pochi eletti (212mila su 30 milioni di auto)? Le case automobilistiche stanno provando a sopravvivere al clima di caccia alle streghe fiscale che si respira in Italia.

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Categorie: Furbate, I fatti del giorno, Le colpe dei veicoli, Moto e motorini

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6 febbraio 2012 - 17:43

Roma in tilt col gelo: pochi hanno gomme invernali. Ora occhio ai parabrezza

In attesa del prossimo round della polemica Alemanno-Protezione civile su Roma bloccata dalla neve, vale la pena fare una considerazione semplice semplice. Tanto semplice che sinora a nessuno è venuta in mente, tranne che all'esperto amico Nicola Giardino: a Roma il traffico è andato in tilt anche perché molte meno auto hanno le gomme invernali.

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Categorie: I fatti del giorno, Le colpe dei veicoli

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13 gennaio 2012 - 19:01

Richiamo per le Matiz senza freni. Dopo sei mesi e solo per caso

Tanto tuonò che piovve. La Chevrolet ha finalmente disposto un richiamo ufficiale per le Matiz con i freni difettosi. Un caso che sollevammo a giugno assieme a SicurAUTO e Mi Manda Raitre. All'epoca, come spesso accade, ci presero per matti: il costruttore sosteneva che fosse colpa dei proprietari che volevano risparmiare sulla manutenzione, la Motorizzazione si limitava a dire di aver chiesto al costruttore e che erano emersi solo pochi casi.

Adesso si arriva al richiamo. Segno che la trascuratezza dei clienti non c'entra, noi non siamo matti e, soprattutto, le autorità pubbliche non devono fidarsi solo del costruttore. Caso chiuso, dunque, anche se mi piacerebbe sapere se anche negli Usa passano sei mesi per arrivarci. E resta una domanda: quali garanzie reali dà un sistema di controlli così congegnato?

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Categorie: Chi controlla i controllori?, Le colpe dei veicoli

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13 gennaio 2012 - 12:47

Vigile ucciso a Milano: che c'entrano le Suv?

Io una Suv non la comprerei mai: non mi serve. E penso che razionalmente non serva nemmeno alla maggior parte di chi invece ne ha acquistata una: a ben vedere, una station wagon (di pari categoria, ovviamente) offre più o meno lo stesso spazio e ha una lunghezza analoga, ma ha il vantaggio determinante di consumare meno. Dunque, una Suv serve soprattutto ad appagare esigenze e desideri in termini di status, percezione di protezione, visibilità da e verso lontano e sensazione di ariosità. Che personalmente non ritengo valgano la pena di sobbarcarsi consumi e minor maneggevolezza tipici di questi mezzi.

Faccio questa lunga premessa per dire che non amo le Suv. Ma non per questo credo le si debba colpevolizzare sempre e comunque, come implicitamente si sta facendo in queste ore di caccia all'uomo dopo che con una Suv ieri sera è stato deliberatamente investito e ucciso un vigile a Milano. Dai mezzi d'informazione sta emergendo la ricostruzione di una vicenda ancora poco chiara, che potrebbe persino essere nata non dall'inquietante follia stradale di chi - frullato dalla giungla urbana - all'improvviso travolge chiunque lo ostacoli, come sembrava all'inizio. Potrebbe essere un caso più normale: due malviventi che hanno cercato di sottrarsi a un controllo in cui erano casualmente incappati. E in queste ore gli stessi mezzi d'informazione citano altri casi recenti di follia stradale in cui le Suv non c'entrano nulla. Ma nei titoli delle notizie su questo fatto orribile, così come in quelli sul bambino investito e ucciso l'altro ieri nel parcheggio del suo asilo nel Lodigiano, campeggia sempre la parola "Suv". Per noi che facciamo i giornalisti, è evidente che questo è un ammiccamento al pubblico per catturarne l'interesse e guadagnarsi una copia, un clic o una frazione di share in più. Ma per le persone normali è un chiaro invito a pensare alla pericolosità delle Suv e all'arroganza di chi le guida.

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Categorie: I fatti del giorno, Le colpe dei veicoli

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21 dicembre 2011 - 17:39

Quattroruote, Citroen e la condanna dell'Antitrust

Che vi avevo detto? Quando iniziò la campagna delle "Citroen approvate da Quattruruote", scrissi che era sostanzialmente un'operazione scorretta. Adesso la conferma viene dall'Antitrust, che condanna i protagonisti per pubblicità ingannevole (Scarica Antitrust condanna Quattroruote Citroen p22953[1]), riprendendo buona parte delle argomentazioni da me utilizzate all'epoca (settembre 2010).

Fermo restando che sia la Citroen sia l'editore di "Quattroruote" (e di "Tuttotrasporti" pure coinvolto nell'operazione e condannato) presenteranno appello contro le multe che si sono beccati (rispettivamente 150mila e 80mila euro) e vedremo coma finirà, non mi vanto del fatto che l'Antitrust mi abbia "seguito": le argomentazioni erano talmente evidenti che ci voleva poco per trovarle. Infatti, è chiaro che, se una rivista prestigiosa dà un'etichetta di approvazione a una casa automobilistica basandosi su requisiti in buona parte comuni sul mercato, qualcosa che non funziona ci dovrà pur essere. Secondo l'Antitrust questo qualcosa non è solo l'ingannevolezza del messaggio (che lascia intendere che "Quattroruote" abbia provato come al suo solito quelle Citroen, prima di dare quell'etichetta), ma pure la natura di pubblicità mascherata da giornalismo che è stato ritenuto avessero gli articoli di presentazione dell'operazione ("Il contenuto degli articoli viene attribuito essenzialmente alla testata, mentre essi hanno una palese funzione promozionale dei prodotti commercializzati da Citroën Italia", sintetizza il provvedimento). Un profilo su cui potrebbe intervenire anche l'Ordine dei giornalisti.

Ma nelle pieghe del provvedimento dell'Antitrust c'è anche qualche altro particolare interessante.

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Categorie: Le colpe dei veicoli

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21 dicembre 2011 - 14:39

La Panda con frenata d'emergenza automatica: un primato italiano (con due anni di ritardo)

Il ritardo nell'investire si paga: la nuova Fiat Panda sarà sì la prima auto "tutta" italiana con Lscm (il sistema, in questo caso basato sul laser, che attiva la frenata automatica d'emergenza a bassa velocità), ma questa importante dotazione di sicurezza (anti-distrazione) non si vedrà prima di settembre. Quindi, una realtà ben diversa rispetto ai primi comunicati stampa, che in questi mesi si somma all'impossibilità temporanea di avere l'Esp.

Sapete perché il sistema (che costa meno di quelli a telecamera già proposti dalla concorrenza) si farà attendere? Come riporta SicurAUTO, va ancora messo a punto. E dire che la Volkswagen (che in teoria dovrebbe essere un diretto concorrente della Fiat, ma poi i clienti le riconoscono un "rating" superiore, quasi da marchio premium) ha cominciato a offrire la frenata automatica un anno fa (ora la chiama col nome "City"). Insomma, due anni prima rispetto a quando la potremo avere sulla Panda...

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Categorie: Le colpe dei veicoli

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21 dicembre 2011 - 10:15

Fuga dalle auto potenti: il redditometro genera mostri

Sarà per la stangata imposta dalla manovra, sarà per la bomba che ha ferito il direttore generale di Equitalia, sta di fatto che da dieci giorni la lotta all'evasione fiscale è tornata sulle prime pagine. E via con i succulenti dati fatti trapelare dall'Anagrafe tributaria sui falsi poveri che risultano proprietari di beni di lusso, via con gli articoli sulle cose mirabolanti che possono fare i supercomputer del fisco eccetera. Ma io, nel mio piccolo, ricevo lettere preoccupate di gente cui il commercialista consiglia di vendere la Mercedes del 2003 o di non acquistare la Porsche usata ormai a prezzo stracciato (causa superbollo e Ipt esosa, entrambi introdotti dalle manovre economiche 2011). Il tutto per non incappare nelle maglie del nuovo redditometro.

E allora mi viene il dubbio che si stiano bloccando i consumi (non solo le vendite di certe auto) in nome di una crociata infondata. Almeno in materia di auto. Vi spiego perché.

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Categorie: Furbate, I fatti del giorno, Le colpe dei veicoli

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19 dicembre 2011 - 10:21

I controlli antialcol di Natale: solo il 5% di ubriachi. Ma il 10% era senza assicurazione

Che cosa pensare di Brindo con prudenza (Scarica BRINDO_Nazionale 15dic11), la campagna di controlli antialcol per le feste di fine anno messa in piedi per la sesta volta consecutiva da Polizia stradale, Fondazione Ania e Silb (che rappresenta i gestori dei locali da ballo)? La domanda è molto meno banale di quel che sembra. Perché non si tratta solo di dividersi sull'ormai consolidato meccanismo di funzionamento che si basa sul bastone e sulla carota: sanzioni come da legge (e ci mancherebbe!) ai guidatori ebbri e biglietti gratis per entrare in discoteca a quelli trovati sobri. Si tratta invece di riflettere su due aspetti, emersi a Napoli nella prima serata dell'edizione 2011: una percentuale di ebbri ben più bassa rispetto agli albori della guerra all'alcol (2007) e una quota non trascurabile di auto trovate con assicurazione falsa e/o revisione scaduta.

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