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Maurizio Caprino

Strade sicure di Maurizio Caprino

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Chi controlla i controllori?

30 aprile 2013 - 9:38

Milano incassa poco dalle strisce blu. Anche perché comprare il gratta e sosta è un'impresa

A Milano i conti della sosta non tornano: dalle strisce blu il Comune incassa sempre meno e ora ha un buco di bilancio da tappare (come non si sa, tanto più che ora vedremo se il nuovo Governo farà tamponare la falla che farà aprire a giugno congelando l'Imu, come annunciato ieri dal premier Enrico Letta). Viene così al pettine il paradosso di un'amministrazione comunale che prima disincentiva (spesso anche con ragione) l'uso dell'auto, però poi pretende che la gente sotto sotto continui a muoversi con essa, altrimenti mancano incassi per Area C e sosta a pagamento (che proprio al centro ha le tariffe più remunerative per le casse municipali. Certo, può essere che il calo del traffico abbia sballato i conti della Giunta. Ma mi pare che al battibecco che il buco di bilancio ha provocato tra Comune e Atm (l'azienda comunale che gestisce sia i mezzi pubblici sia l'Area C e la sosta a pagamento) manchi un elemento importante.

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Categorie: Chi controlla i controllori?

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29 aprile 2013 - 15:04

Trasparenza prezzi carburanti: le norme sono scattate, ma in autostrada è buio pesto

Chi si è accorto che da venerdì 19 aprile è in vigore la prima tornata delle norme sulla trasparenza nell'esposizione dei prezzi dei carburanti? La verità continua ad essere quella, desolante, che si vede negli ultimi due anni sulle autostrade: nonostante in questo ambito la trasparenza sia obbligatoria dal 2007, i benzacartelloni sono troppo spesso un cimitero di "np". Cioè di "non pervenuto", perché il gestore non comunica i prezzi che pratica, probabilmente per non scatenare una concorrenza che rischia di lasciare vittime sul campo, ora che caro-carburanti e crisi hanno fatto drasticamente calare i consumi.

Ma è possibile che non ci sia una pattuglia a segnalare il problema? O, se viene segnalato, possibile che le sanzioni siano così ridicole da consentire una violazione così prolungata delle regole?

E così eccoci qua, in attesa dei provvedimenti del nuovo Governo. Consci, una volta di più, che non basta varare sempre nuove norme: quelle spesso servono per far squillare le fanfare delle conferenze stampa.

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Categorie: Chi controlla i controllori?, Consumatori

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23 aprile 2013 - 9:17

Operazione Ghost Car contro i prestanome: quando lo Stato gioca a fare lo Stato

Oggi sui giornali campeggia Ghost Car, la prima operazione organizzata a tappeto su tutto il territorio nazionale contro i prestanome che s'intestano veicoli coprendo malviventi (nel 5% dei casi si arriva alla criminalità organizzata) ed evasori di Rc auto, bollo e pedaggi autostradali. Su www.ilsole24ore.com trovate tutte le cifre (interessanti i dati divisi per regione), mentre sulle pagine di Norme e tributi del Sole 24 Ore spiego i dettagli tecnico-giuridici della questione. Che dire di più? In realtà ce n'è, perché questa è una vicenda emblematica.

Infatti, che il marcio ci fosse era noto da molti anni agli addetti ai lavori. Magari non a tutti e non completamente. Magari ora la crisi ha esasperato certi fenomeni. Però si sapeva e abbiamo dovuto aspettare decenni prima che le intestazioni fittizie fossero espressamente vietate dal Codice della strada (con la riforma del 2010), con un emendamento infilato senza nemmeno troppi clamori quando invece avrebbero dovuto suonare le fanfare. Sì, in questo Paese quasi ci si vergogna quando si combatte il malaffare. Soprattutto quello diffuso.

Poi però succede l'imprevisto. Ci si sarebbe potuti trincerare dietro i formalismi, perché l'articolo 94-bis del Codice della strada prevede che per punire le intestazioni fittizie e radiare d'ufficio dal Pra i veicoli dei prestanome vadano emanati decreti ministeriali attuativi (complicati da fare, se bisogna considerare tutti i possibili cavilli invocabili dai furboni di turno). In fondo, sinora un'altra radiazione d'ufficio (quella prevista da vent'anni per chi non paga il bollo per tre anni) si è fatta una volta sola (nel 1999) perché nel frattempo il federalismo ha portato alle Regioni le competenze sul bollo e la severità è svanita d'incanto (complici anche le difficoltà tecniche di applicazione dei controlli, per una burocrazia sgangherata come quella italiana).

Dunque, che cosa è successo ora di tanto sovversivo da far applicare le norme contro le intestazioni fittizie ad "appena" tre anni dalla loro introduzione? Probabilmente, è stata una questione personale. Perché dallo scorso autunno la Polizia stradale è diretta da Vittorio Rizzi. Uno che con le multe non ha mai avuto a che fare, ma con le investigazioni sì. E per questo si è accorto tante volte che dietro un reato, anche grave, ci può essere un veicolo intestato a un prestanome. Così Rizzi ha spinto sull'applicazione dell'articolo 94-bis.

Così, per una volta, è successo che lo Stato ha giocato a fare lo Stato. Ora speriamo che i cavilli non vanifichino tutto.

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Categorie: Chi controlla i controllori?

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17 aprile 2013 - 16:44

Periti patentati, scatola nera e il generale dei Ris: sugli incidenti si comincia a indagare, ma...

 Piano piano e nel silenzio generale, si sta costruendo un sistema per indagare sulle vere cause degli incidenti. Intendiamoci: per ora sono solo piccoli indizi e il Grande Fratello è ancora lontano. Però non si erano mai viste tante cose convergenti verso l'obiettivo: la prospettiva di un "patentino" per i periti, la maggior diffusione della scatola nera (anche se non sarà mai grande perché, così com'è disegnata dalle norme, ha costi che alle compagnie non convengono), l'accordo della Polizia stradale con i Politecnici di Milano e Torino e la "discesa in campo" di un guru delle indagini scientifiche come l'ex-generale Luciano Garofano fanno pensare che quantomeno ci si stia ponendo il problema con più serietà che in passato.

Certo, poi restano le difficoltà economiche e "di opportunità", che hanno sempre ostacolato i grandi investimenti nella ricostruzione degli incidenti. Forse la strada per migliorare le cose passa per l'atteggiamento della categoria dei periti incaricati dai giudici: se sapranno far prevalere le ragioni della specializzazione, si taglieranno quei legami di amicizia e conoscenza in base ai quali ancora oggi molti magistrati affidano gli incarichi. Altrettanto dovranno fare le assicurazioni.

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Categorie: Chi controlla i controllori?, Tutti a scuola!

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16 aprile 2013 - 9:00

Parcometro intelligente per non litigare più con l'ausiliario

Il parcheggio a pagamento è ancora uno dei terreni dove più si possono scontrare le due facce della furbizia italiana: quella di chi sosta e cerca di pagare il meno possibile barando sull'orario di arrivo e quella degli amministratori pubblici, che subordinano le possibilità di lavoro per gli ausiliari del traffico alla loro produttività in termini di multe. costringendoli anche a punire chi si ferma solo per un attimo o ci mette un po' troppo tempo nella caccia a ticket e "gratta e sosta". Così i battibecchi sono all'ordine del giorno. Ma dalla settimana scorsa Treviso dovrebbe aver risolto il problema: ha messo in funzione i parcometri intelligenti, che quasi sostituiscono gli ausiliari (grazie a Francesco Matera per la segnalazione).

Infatti, riescono a "capire" esattamente quando è iniziata la sosta di ciascun veicolo e se il guidatore ha pagato. Poi segnalano gli irregolari all'ausiliario, cui resta solo da presentarsi e scrivere il verbale, "a colpo sicuro".

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Categorie: Chi controlla i controllori?, Furbate

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10 aprile 2013 - 11:13

La fine ingloriosa dell'autovelox di Fiumicino e le nuove polemiche

Fa un po' effetto passare ora per via De Bernardi, il cavalcavia che costeggia l'hotel Hilton dell'aeroporto di Fiumicino: il rilevatore di velocità fisso che aveva mietuto multe e polemiche non c'è proprio più, dopo che nel 2010 era stato disattivato e che il Tar aveva bacchettato il Comune per la scarsa trasparenza.

Si era poi scoperto che il silenzio era dovuto a un errore nel posizionamento della segnaletica: era rimasto un cartello di limite di velocità di 60 all'ora che in realtà era stato deliberato di mettere più avanti e - per un caso fortuito o per malafede del Comune - quella postazione di controllo era stata piazzata proprio dove vigevano gli 80 all'ora ma erano segnalati i 60. Un pasticcio ulteriore rispetto alla mancata presegnalazione che aveva attizzato le prime polemiche, all'inizio del 2009.

Tutto è bene quel che finisce bene, dunque? Non proprio.

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Categorie: Chi controlla i controllori?, Velocità

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24 marzo 2013 - 0:24

Contromano e drogato uccide un ragazzo in autostrada. Ma per il giudice è colpa di un vecchio trauma

Speriamo che gli facciano seri accertamenti medici prima di ridargli la patente. Almeno adesso che ha ammazzato un ragazzo che non c'entrava nulla, prendendo contromano la A 27 vicino a Belluno. Perché Florio Mazzucco, persona piuttosto nota nella zona, al momento dell'incidente guidava con tracce di droga in corpo, ma aveva buoni avvocati e periti che sono riusciti a dimostrare che il problema non era quello: semplicemente, di imboccare l'autostrada, sarebbe andato in confusione perché soffre di attimi di questo tipo da anni. Cioè da quando ha riportato un trauma cranico.

Sembra che Mazzucco sia stato trovato positivo alla cannabis non solo all'esame delle urine, ma anche a quello del sangue, generalmente ritenuto più attendibile ma smontato in questo caso da una perizia. Cui il giudice ha creduto, decidendo di condannarlo a una pena mite: due anni e quattro mesi.

Dunque, presto potremo rivedere Mazzucco al volante. Diventa allora fondamentale sottoporlo ai controlli che nessuno gli ha mai imposto dopo il trauma cranico di tanti anni fa, per capire se quel trauma non gli impedisca del tutto di guidare in sicurezza. L'anno scorso, la notizia dell'incidente causato da Mazzucco è finita su tutti i giornali locali, come ora quella della sua condanna. Speriamo che, dopo tutto questo, la Motorizzazione disponga una revisione della patente per quest'uomo.

Poi dovremo chiederci quanti Mazzucco circolano tra noi.

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Categorie: Alcol e droga, Chi controlla i controllori?

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21 marzo 2013 - 15:55

Mazzette a Bari: il diritto al risarcimento diventa un favore

Dal 2002 dico pubblicamente che la Rc auto è un ammortizzatore sociale. Per quegli avvocati, periti, liquidatori, carrozzieri, barellieri eccetera che approfittano del fatto che "tanto paga l'assicurazione" per giustificare il loro ruolo e/o per arrotondare i guadagni, contribuendo a far gonfiare i risarcimenti. C'è chi mi ha contestato ma adesso mi fa un certo effetto sentir riprendere questa definizione anche durante bei convegni, da parte di qualificati relatori. E il primato italiano del caro-Rc auto dimostra che il problema esiste. Ma c'è anche di peggio.

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Categorie: Chi controlla i controllori?, Furbate

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19 marzo 2013 - 22:24

Chi strappa le multe e chi sopporta anche quelle ingiuste. Tra vittimismo e burocrazia

Si dice che il mondo è bello perché è vario. Ma di alcune "variabilità" faremmo volentieri a meno. Ve ne indico una che è stata sottolineata da due casi di cronaca recentissimi: quello del "giustiziere" genovese che toglieva i preavvisi di verbale lasciati dal vigili sotto i tergicristalli (grazie a Paolo Giachetti per la segnalazione) e quello del povero artigiano milanese che continua a ricevere multe infondate nella Ztl in cui abita e si è ormai rassegnato a passare le mattinate del sabato al comando dei vigili a far gentilmente notare l'errore (grazie a Paoblog per la segnalazione). Sono storie che mi danno fastidio perché sono estreme e, come tali, andranno ad ampliare il campionario delle motivazioni esibite dalle parti eternamente in conflitto: tanti automobilisti convinti (come il giustiziere genovese) che i vigili facciano solo cassa e un bel po' di tutori dell'ordine che si sentono costantemente presi in giro dagli utenti della strada furbi.

Controversie che sento ogni giorno e che mi inducono a fare spallucce: alcune volte hanno ragione gli uni, altre volte hanno ragione gli altri e spesso non ne ha nessuno dei contendenti perché certe situazioni di tensione sono inevitabili (l'Italia non è un Paese con strade a misura di automobile) e potrebbero sgonfiarsi solo con un po' di buonsenso reciproco. Impossibile da avere concretamente perché i protagonisti sono intere collettività, fatte di persone l'una diversa dall'altra. Un mondo vario ma non bello, appunto.

Opinioni personali, direte voi. Vero. Ma c'è anche un aspetto oggettivamente dannoso. Per tutti: lo spreco di risorse.

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Categorie: Chi controlla i controllori?, I fatti del giorno

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11 marzo 2013 - 15:29

Vigili appiedati: mancano le patenti di servizio

Il caso è scoppiato pubblicamente solo a Rimini, a quanto mi risulta: ne ha parlato Il Resto del Carlino. Ma a piedi non sono rimasti solo un centinaio di vigili riminesi: tanti altri loro colleghi di tutta Italia non sono in regola con le abilitazioni per guidare le auto di servizio con la targa "Polizia locale" (quelle che hanno in alto questa scritta e per il resto sono uguali a quelle normali, solo che cominciano con Y). Queste auto sono sempre più diffuse, man mano che il parco veicoli si rinnova. E si possono guidare solo con la patente di servizio, ottenibile dimostrando di avere esperienza in strada (in teoria, si può anche frequentare un corso, ma al momento siamo quasi nella fantascienza). Solo che le prefetture sono lente nel rilasciare queste licenze.

Il motivo? Il solito valzer di documenti tra uffici, per rilasciare una patente che poi non dimostra più di tanto che uno è capace di guidare velocemente e in sicurezza i veicoli si servizio. Semplicemente, come al solito, la sicurezza si presume per il fatto che uno abbia già qualche anno di servizio alle spalle, quindi lo si autorizza a portarsi dietro tutti i suoi difetti di base.

Ma intanto ora lo si appieda.

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