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Giubbino per ciclisti. Serve davvero ma chi rispetta l’obbligo?

Quaranta metri in più. Quando un ciclista viaggia su strada col buio, il giubbino riflettente lo rende visibile a 140 metri di distanza, mentre con le sole luci obbligatorie gli altri (compresi i guidatori di veicoli a motore) lo scorgono a 100 metri. Una bella differenza, che spiega come mai nel 2010 l’uso del giubbino sia stato reso obbligatorio per i ciclisti da mezz’ora dopo il tramonto e mezz’ora prima dell’alba e, in ogni caso, in galleria. Ma quanti ciclisti col giubbino vedete in giro? Quanti, poi, hanno le luci in regola?

Questi problemi riguardano persino la ligia Svizzera, come denuncia l’ultima indagine del locale Touring Club (comunicato-stampa-siclisti-senza-luce). Certo, lì giudicano preoccupante che sia in regola “solo” l’80%…

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    Giusto ieri sera rientrando a casa, in un tratto di Statale poco illuminato ecco il ciclista che sbuca da una traversa veramente buia; essendo senza giubbino era totalmente invisibile, ma fortunatamente si è fermato per aspettare il momento buono. Resta il fatto che era invisibile agli automobilisti in avvicinamento. Se avesse avuto il giubbino sarebbe stato facilmente identificabile. Tralasciando che anche le luci sono obbligatorie ma non le usano, resta il fatto che il giubbino secondo me è persino più importante delle luci, dato che rende visibile il ciclista da qualunque parte arrivi ed allora, dimenticandosi obblighi e CdS, perchè non usarlo a prescindere? Qual è la logica secondo la quale uno può circolare in piena sicurezza e decide di non farlo?

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