Il Telepass diventa Telepass Pay. Conviene?

E’ partita la campagna pubblicitaria per la trasformazione del Telepass in Telepass Pay. In estrema sintesi, all’attuale sistema che consente di pagare molto facilmente pedaggi autostradali, strisce blu in alcune grandi città, parcheggio nei principali aeroporti, traghetti privati nello Stretto di Messina e accesso all’Area C di Milano, si aggiunge la possibilità di pagare col la stessa facilità il rifornimento in alcuni distributori (non solo autostradali) e, in futuro (vedremo con quali modalità), il bollo auto. Al centro di tutto, la nuova app multifunzione Pyng+, che prende il posto della precedente Pyng (con cui si potevano pagare solo le strisce blu).

Ma, nonostante l'”aderisci gratis” che campeggia sui banner (solo cliccandovi sopra viene spiegato che la gratuità dura fino al 31 dicembre), questo ampliamento di funzioni avrà un prezzo: ai costi precedenti, si aggiungerà dal 1° gennaio 2018 un canone di 1,50 euro al mese.

Chi ha un contratto in corso potrà evitare quest’onere supplementare, ma a quel punto il suo Telepass servirà solo per pagare pedaggi e strisce blu. Qualcuno potrà anche ritenere che sia abbastanza, ma attenzione: sulle strisce blu attualmente il servizio è limitato a poche città (in confronto alla concorrenza, che però richiede di ricaricare il credito, mentre il Telepass “parla” direttamente con il conto in banca) e ci sono problemi nel geolocalizzare il veicolo, cosa fondamentale affinché la app possa “capire” quale tariffa applicare e quindi per non rischiare di essere multati per mancato pagamento.

Com’è successo a un lettore di Paoblog. Ecco il suo racconto:

“Ho attivato telepass pyng di fronte al centro commerciale minerva di Pavia, ho pagato regolarmente la sosta ed ho preso una multa di 20 euro perché “pyng” mi aveva geolocalizzato in un punto diverso.

Certo, avrei dovuto verificare la corretta geolocalizzazione ma non essendo pratico di Pavia sarebbe stato inutile, non avrei comunque saputo dire all’app (!?) dove mi trovavo.

Sarà anche colpa del gps del mio cellulare ma trattandosi di un Galaxy S7 e non di un giocattolo qualche lecito dubbio può venirmi.

L’ausiliario della cooperativa che si occupa della sosta ha sentenziato “il pagamento telepass pyng… non risultava attivo nella zona “Pavia – nuova navigliaccio”.

Ho scoperto che l’indicazione, a chi utilizza pyng, di selezionare la zona “Pavia – Nuova navigliaccio” è apposta sul parcometro e da nessuna altra parte.

Mi domando: “potendo utilizzare il servizio pyng, al parcometro che ci sarei dovuto andare a fare? Come avrei potuto leggere questa indicazione?”

Insomma, cornuto e mazziato, 20 euro di multa e 1,06 euro di sosta a pagamento”

  • Paoblog |

    In merito alle altre App utilizzabili per il parcheggio, non uso Easypark perchè già devo pagare la sosta e dopo gli ultimi “ritocchi” milanesi in certe zone diventa un salasso, per cui evuito un servizio che applica un sovrapprezzo.
    Per contro uso con estrema soddisfazione MyCicero ed il doverla ricaricare non è uno sforzo in quanto la gestione della ricarcia è comodissima ed istantanea.
    Degno di nota che Pyng i primi tempi andava benissimo ed aggiornamento dopo aggiornamento è peggiorata sino ad essere inutilizzabile, come raccontavo in questo post:
    https://paoblog.net/2017/03/28/4ruote-152/
    MyCicero ha fatto il conttrario ovvero è migliorata nel giro di pohi mesi.
    L’esperienza con questa App l’ho raccontati in un post dedicato,: https://paoblog.net/2017/05/08/strisce-blu-25/

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