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La Jeep Renegade e la freccia che non si vede: un altro esempio di sacrificio della sicurezza all’estetica

Oggi aggiungiamo una “figurina” alla nostra “collezione” di auto con luci posteriori in cui l’estetica va a scapito della visibilità: è la Jeep Renegade, “beccata” da Paoblog su Facebook (Paoblog.net) con la freccia che diventa invisibile quando contemporaneamente sono accese le luci di stop.

Il problema è sempre nella moda. Fin dall’inizio (settembre 2014), una delle caratteristiche che hanno fatto della Renegade una vettura gradita (anche se nel 2017 il gradimento sembra calare: quasi il 20% degli esemplari è stato autoimmatricolato da costruttore e concessionari) è stata l’estetica. E, tra gli elementi caratterizzanti da punto di vista estetico, c’è questa “X” nel bel mezzo di ciascun gruppo ottico posteriore, di forma quadrata. Praticamente, un altro caso in cui nello stesso gruppo una luce (quella a “X”) sta immersa in un’altra (quella del quadrato, distinguendosi poco da essa. Ci avevo fatto caso anch’io, ma avevo lasciato correre: il problema non era poi così evidenti come in altri modelli. Poi l’osservazione di Paoblog, fatta nella situazione particolare di cambiamento di indicatore di direzione azionato e luci di stop accese.

Sia come sia, il problema che c’è alla base è sempre quello: la permissività delle norme di omologazione. Lo abbiamo visto in maniera dirompente con il dieselgate per le emissioni inquinanti, lo abbiamo denunciato l’altro giorno in materia di ergonomia e complessità dei comandi di bordo e lo vediamo ancora una volta con le luci posteriori.