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L’omicidio stradale entra nel nuovo Codice. Ma rischia di farlo naufragare

In queste ore state leggendo del “via libera” (che in realtà dovrebbe essere formalizzato solo martedì 22 luglio) della commissione Trasporti della Camera all’istituzione del reato di omicidio stradale, all’interno del disegno di legge delega per la riforma del Codice della strada. Ma non è proprio così. Anzi, questa novità è un colpo di mano che rischia di rallentare l’intera delega.

Il colpo di mano è stato voluto dal premier in persona. Si sa che Matteo Renzi sin da quando era sindaco ha visto nell’omicidio stradale un modo per guadagnare consenso e lo ha dimostrato citando l’argomento nel suo primo discorso da presidente del Consiglio in Parlamento. Ovviamente Renzi non è solo dalla sua parte della barricata, ma questa sua ultima mossa in commissione Trasporti provocherà reazioni negative dalla parte opposta. Cioè in commissione Giustizia, piena di avvocati contrari all’omicidio stradale, sia per interesse sia perché le perplessità tecnico-giuridiche sono effettivamente tanteApprofondisci.

Adesso il testo della legge delega di riforma del Codice della strada, prima di essere licenziato dall’Aula della Camera (da dove poi andrà al Senato), dovrà passare il vaglio dei pareri delle altre commissioni, tra cui appunto la Giustizia. Che avrà buon gioco a far valere la sua contrarietà: le basterà far notare che l’omicidio stradale è un reato, quindi una cosa che – se proprio la si volesse introdurre – bisognerebbe inquadrarla nel Codice penale e non nel Codice della strada.

S’innescherebbe così una diatriba che come minimo rallenterà l’iter della delega. Quindi il colpo di mano sull’omicidio stradale verrà pagato sotto forma di ritardo nella riforma, che è attesa da molti e che – pur tra vari aspetti controversi – una sua utilità dovrebbe averla. Si avvierà una trattativa politica, in cui come al solito un accordo sul Codice della strada potrebbe essere trovato con un baratto tra forze politiche, magari anche allargato a materie totalmente diverse ma che vengono toccate da altri provvedimenti anch’essi da approvare in questo periodo.

Dentro il Governo queste cose le sanno bene. Non a caso, del blitz sull’omicidio stradale si parla in termini cauti e sfumati, come leggete da questo flash d’agenzia.

(ANSA) – ROMA, 17 LUG – Via libera della commissione
Trasporti della Camera alla legge delega sulla riforma del
codice stradale. Tra le novità anche un riferimento al reato di
omicidio stradale la cui  possibile introduzione viene prevista
da un emendamento approvato in commissione. L’annuncio viene
dato dal viceministro delle Infrastrutture Nencini. (ANSA).

  • Golem |

    Certo, chi sbaglia paghi! Le responsabilità della politica si fermano alla costruzione delle strade e alla loro manutenzione. Poi ci sono i conducenti. Che per distrazione, menefreghismo, inettitudine, alcool & droghe, qualche volta causano disastri. Ricostruire un incidente significa accertarne la dinamica, ma non ci dirà mai lo stato di attenzione, salute, capacità e volontà dei conducenti coinvolti. Possiamo trasformare tutti gli incroci in rotonde, ma poi se il cog*** di turno ci si fionda dentro a 90 all’ora comunque sia, la politica c’entra poco. Se pensate che la galera per chi va in giro drogato sia un linciaggio, allora toglietemi dalle scatole quei semafori col rosso che scatta a 51 all’ora. Volete l’omicidio stradale? Tanto non verrà applicato, come quasi tutte le leggi in Italia.
    E mi pare che di permissivismo, in un codice che prescrive di tutto, ce ne sia ben poco, cari i miei esperti.

    Firmato: uno che percorre 40.000 km all’anno sulle strade italiane.

  • Andrea Olivieri |

    Da una parte, la massima punizione e dall’altra il permissivismo per biciclette sulle corsie preferenziali e 125 sulle tangenziali. Tendo a non comprendere se sia prioritario punire chi (forse*) ha causato una morte od evitare che l’incidente mortale possa verificarsi? Le modalità per condannare chi si macchia di un reato esistono già, basterebbe applicarle. L’omicidio stradale, nella sua forma, non sempre condanna il colpevole, serve piuttosto a mascherare un innominabile linciaggio dietro un perbenismo che non fa bene ad un tema così delicato. E ciò, continuando a permettere di poter bere “un pochino” con uno 0,5 mg/l che, oggettivamente, la maggior parte, non comprende bene in quanto realmente consista in termini di bicchieri di vino o di birra (questo è il metro che usa il “comune mortale”, inconsapevole che i bicchieri non c’entrano…). Quindi, prima pensiamo a disciplinare evitando le morti e poi – giustamente – a punire. Rendiamo veramente giustizia alle vittime della strada evitando che si moltiplichino! In questo modo, la politica sposta le proprie responsabilità verso l’utenza stradale: chi sbaglia paga! E dunque, in che modo paga la politica che ti permette di fare qualunque cosa per farti contento, senza però far nulla per evitarti di morire sulla strada?
    Firmato: Un ricostruttore di incidenti stradali
    * Non sempre viene punito il vero responsabile poiché ciò dipende dalla qualità e dalla quantità delle prove raccolte e raccoglibili.

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