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L’Aci dichiara guerra alle “false” auto storiche. Ma col caro-assicurazione sarà dura

Basta con le “false auto storiche”. Non è la prima volta che l’Aci denuncia un eccessivo lassismo degli organismi che attualmente gestiscono l’attribuzione della qualifica di auto storica e in particolare l’Asi (con il quale non corre buon sangue), proponendosi come soggetto in grado di rimettere ordine. L’Automobile club è tornato all’attacco ieri alla Camera (come vedete dal lancio d’agenzia riportato qui sotto) e certamente ha delle buone ragioni per farlo. Ma, visto che contemporaneamente a pochi chilometri di distanza era in corso l’assemblea dell’Ania, a noi interessa mettere in luce l’origine del problema, che risale a quasi vent’anni fa.

A Napoli già allora le tariffe assicurative erano stellari e, visto che pochi potevano permettersi auto nuove (o se la sentivano di esporle al caotico traffico partenopeo), la “soluzione” arrivò quasi naturale: sfruttare l’alta età media del parco circolante per far classificare molte vetture come auto storiche e godere per questo delle agevolazioni che alcune compagnie assicurative avevano da poco cominciato a concedere agli appassionati e ai collezionisti “veri”. E pazienza se queste auto avevano ben poco interesse storico ed erano anche male conservate. Ma, soprattutto, pazienza se il loro utilizzo era quotidiano e cittadino, quindi ben più esposto al rischio di incidenti rispetto a quello che ne fa un appassionato che va ai raduni.

Spiegato qual è il problema, si capisce pure che la soluzione vera passa dal diventare un Paese normale quanto a tariffe assicurative. Anche se è una soluzione ancora lontana.

 

(ANSA) – ROMA, 01 LUG – È necessario stringere le norme per
le iscrizioni al registro della auto storiche perché solo 800
mila su 4 milioni lo sono, gli altri 3,2 milioni sono solo auto
vecchie chi girano tutti i giorni, inquinano e andrebbero
rottamate. Lo hanno detto rappresentanti del’Aci in un’audizione
sui tributi della auto davanti alla Commissione Finanze della
Camera. L’Aci ha proposto inoltre che vengano dati incentivi per
rottamare queste auto, che per i loro proprietari sono “un vero
affare”. Le auto storiche, che devono avere almeno 20 anni,
infatti godono di agevolazioni sul bollo e sulla Rc Auto.(ANSA).

  • riccardo |

    L’ACI e’ un’altro di quegli enti inutili e dannosi che rovinano il nostro modo di vivere , concordo con i post precedenti inoltre aggiungo che le compagnie di assicuraxione sono sempre piu’ restrittive e discriminatorie infatti alcune non assicurano auto con impianto a gpl o metano perche’ pensano che le si utilizzi molto , ma uno che ha 5 o 6 mezzi assicurati con guida al max 2 conducenti quanta strada puo’ fare? dovrebbero premiarlo per il minor inquinamento .
    Inoltre queste auto si devono usare non solo per i raduni ma anche con un modesto uso quotidiano girando per le strade la gente le ammira e qualcuno riconosce l’auto che aveva da giovane .
    Insomma a mio avviso sono un fenomeno piu’ che positivo da incentivare e non da stroncare , chiaramente qualcuno ne approfitta ma forse per qeste persone e’ l’unico modo per usare un’ auto in questi tempi difficili.
    Se lo stato vuole recuperare qualche soldo abolisca l’ACI e racimola di piu’ del bollo di qualche vecchia auto

  • Andrea Vecchi |

    Vero tutto, ma partiamo da un altro presupposto: il bollo auto in italia è il più alto in Europa così come l’IPT in alcuni casi è piu alta di 10 volte il valore medio europeo (in UK si paga l’equivalente di 25 euro per un passaggio di proprietà, in Italia si arriva anche a più di 1000 euro per vetture di modesto valore), per non parlare dell’assicurazione, se un 18enne deve spendere 2/3 mila euro all’anno, forse è NORMALE che cerca di risparmiare comprandosi un auto “vecchia”.
    Che lo stato inizi ad abolire il PRA, a far pagare 30/40 euro di tassa di circolazione all’anno come in Europa, e abbassi del 50% percento l’RC Auto, come nella media europea, poi vedrete che il fenomeno delle “Auto Storiche” per tutti i giorni si ridimensiona da se… ma questo non lo dite.

  • peofsz1600 |

    Eliminazione della tassa di possesso sostituendola con una accisa sul carburante e assicurazione sulla persona e non sul veicolo.
    Semplice: nessun potere ad ASI che tornerebbe a certificare i soli veicoli meritevoli, ACI fuori dai giochi in quanto privo di esperienza e capacità di certificazione.
    Il cittadino risparmierebbe, ma questi signori si vedrebbero sfumare un florido mercato.

  • Michele Gravina |

    La soluzione è scritta nel post:

    “Spiegato qual è il problema, si capisce pure che la soluzione vera passa dal diventare un Paese normale quanto a tariffe assicurative.”

    E in un paese normale si risolverebbe così: premi d’assicurazione giusti.

  • giuseppe marfoli |

    Spero che non si inasprisca ulteriormente il regime di classificazione delle auto con iscrizioni a registri su registri e ulteriori spese per il collezionista vero.
    Propongo di intitolare i benefici ai veri collezionisti individuabili, ad esempio, dal possesso di più veicoli storici: quanti più veicoli storici posseduti, tanto più si è “collezionisti” e tanti benefici si ricevono proporzionalmente. Grazie Cordiali saluti

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