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Testimoni contro la criminalità – Commissione paralizzata, protezioni a rischio. E su strada…

Ha iniziato la sua attività di governo promettendo una riforma al mese e tanto altro (non c’interessa qui capire se siano tutte cose utili o demagogiche). Si è anche dato da fare per mantenere le promesse. Ma finora, in più di tre mesi di governo, non è riuscito a fare una cosa che mediamente viene fatta in un paio di mesi appena: ricostituire la commissione centrale che ha il compito di decidere come proteggere testimoni e collaboratori di giustizia. Eppure la commissione dipende dal ministero dell’Interno, dove il tandem Angelino Alfano-Filippo Bubbico è stato riconfermato rispetto al governo precedente. Così i testimoni sono entrati in fibrillazione, annunciano proteste e nel frattempo hanno scritto al presidente della Repubblica e al procuratore capo di Roma: senza commissione si bloccano gli esami delle richieste per la protezione di nuovi testimoni e le direttive da impartire agli organi delle forze dell’ordine che materialmente si occupano di scorte, trasferimenti in località segrete eccetera.

Che cosa interessa tutto ciò a noi che ci occupiamo di sicurezza stradale? La criminalità organizzata è un pericolo anche per strada. E non solo perché fornisce la droga che altera non pochi conducenti, ma anche perché costruisce strade che crollano e fa circolare mezzi pesanti e autisti in condizioni precarie.

  • graziano |

    Cui prodest?…A chi giova? Questa è la domanda da porsi quando le istituzioni, ovvero, le persone che sono al potere nel paese, non tentano di risolvere i problemi endemici di questa società.
    1) La classe dirigente è incapace.
    2) La classe dirigente è espressione delle forze malavitose.
    3) Alla maggioranza degli italiani, tutto sommato, non dispiace di vivere così e quindi di non cambiare, perchè l’importante che non “tocchi a me” e degli altri “chissenefrega”.
    Non chiedendo quindi alla classe dirigente il coraggio di cambiare e accontentandosi di “tirare a campare”, che come disse Andreotti Giulio, nato e morto in parlamento, “meglio tirare a campare che tirare le cuoia”.
    Purtroppo questa è lo spirito che aleggia sulla penisola. E’ sintomatico che i cristiani italiani siano gli unici a non festeggiare le “Pentecoste”, ovvero la discesa dello “Spirito Santo”, quello Spirito che dovrebbe dare il “coraggio” di cambiare.

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