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Renzi: l’omicidio stradale si farà. Ma, quando l’omicida è il gestore della strada, pazienza

Dunque, era solo una pausa quella che Matteo Renzi si è preso sul fronte dell’omicidio stradale negli ultimi mesi: il premier ha confermato di voler istituire questo reato in un’intervista a “Il Centauro”, il periodico dell’Asaps. Renzi non mostra alcuna voglia di riflettere sulle controindicazioni giuridiche di una scelta simile. Anzi, mostra di voler dare una sponda a chi non vuole l’alternativa, cioè quell’applicazione del dolo eventuale che starebbe molto scomoda – tra gli altri – alle imprese coinvolte in infortuni mortali sul lavoro.

Per il resto, Renzi ha riconosciuto che la sicurezza stradale è un’emergenza, ma non si è spostato di un millimetro dalla linea imbalsamata delle istituzioni, secondo cui la colpa è praticamente sempre del guidatore e mai della strada. Una visione un po’ limitata, per uno che si presenta come rottamatore ed è stato esplicitamente invitato a considerare le carenze delle strade e mettere a freno certe libere interpretazioni dei gestori autostradali emerse in occasione della strage di Acqualonga. Eppure su questo si è appena saputo che si è mossa la Procura della sua Firenze. Ed è dell’altro ieri la notizia dell’ultima vittima dei guard-rail che mancano sulle provinciali del Ferrarese.

  • Renato58 |

    Una volta tanto, proviamo a essere positivi. Cominciamo dall’omicidio stradale causato dai giudatori. Ché poi, quando certa gente (il famoso 1 per cento) è in galera, c’è sempre tempo per mandargli al seguito i gestori delle strade e autostrade.
    Onestamente ne ho le tasche piene anche, ogni volta che si ventila un nuovo provvedimento, del coro di “dottori della legge” che scuotono la testa, dicendo che “no, non si può fare”.
    Alessandro Manzoni e il suo dottor Azzeccagarbugli tengono sempre banco.

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