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Piano nazionale sicurezza stradale: pochi soldi e spesi lentamente, quasi tutti per le strade

Ufficialmente la notizia è che si riparte: le linee guida del Pnss (Piano nazionale della sicurezza stradale) sono pronte (Download Pnss 2020) e sono state messi in pubblica consultazione sul sito del ministero delle Infrastrutture. Ma, visto che siamo davanti alla solita enunciazione di buone intenzioni priva di dettagli sulle risorse disponibili, le notizie vere – a mio parere – sono queste:

– la maggior parte delle risorse spese nell'attuazione del Piano precedente (2001-2010) è stata destinata alla messa in sicurezza di strade (leggete pagina 51 delle linee guida), anche se francamente non ce ne siamo accorti (evidentemente perché sono troppo pochi soldi in rapporto al fabbisogno, che poi viene gonfiato dai soliti meccanismi di malaffare degli appalti pubblici);

– la maggior parte degli interventi ha riguardato creazione di rotatorie e riprogettazione di incroci ed è stata efficace, mentre le misure di moderazione del traffico (strettoie e altri artifici per far rallentare) non hanno funzionato (leggete alle pagine 60-62), anche se dobbiamo considerare l'esiguità del campione;

– le risorse vengono spese con lentezza, spesso per colpa della politica, perché quando cambia una giunta la programmazione degli interventi si rifà daccapo (leggete a pagina 69);

– siamo o ci dichiariamo ancora trasgressori di varie norme (velocità, uso delle cinture eccetera, leggete da pagina 82 in poi) con una frequenza maggiore rispetto ai guidatori di altri Paesi europei;

– su alcol, droga e condizioni dei mezzi pesanti l'aumento del numero di controlli sembra aver fatto da deterrente, perché è diminuita la percentuale delle infrazioni accertate (leggete alle pagine 55 e 56).

Chiudiamo con la curiosità di sapere che ruolo ha nel Pnss la Consulta nazionale per la sicurezza stradale. Un organo i cui anni di esistenza hanno dimostrato la sostanziale inutilità, tanto che nel 2010 la riforma del Codice della strada ne aveva di fatto deciso la morte, istituendo un comitato ristretto più operativo, con soli soggetti istituzionali e senza le parti sociali. Eppure da un paio d'anni la Consulta ha ripreso a operare (sotto il coordinamento di Paolo Uggè, potente rappresentante delle associazioni dell'autotrasporto, settore che a questo punto non ci aspettiamo troppo toccato dalle proposte della Consulta). E a distribuire soldi per consulenze?