Il presidente che ci credeva

I suoi collaboratori mi si erano raccomandati tanto. Dovevo leggere con enfasi il suo messaggio di saluto al convegno della Fondazione Ania sull'omicidio stradale, il 2 dicembre scorso. Perché lui, Sandro Salvati, credeva anche in questa che è la più recente battaglia della Fondazione, da lui presieduta. Quel giorno il presidente non c'era: era già sofferente per la malattia che se l'è portato via la scorsa notte.
Non so se lessi il suo messaggio con abbastanza enfasi: non ho talento per impersonare gli stati d'animo altrui. Eppure mi venne facile almeno provarci. Perché quelle poche volte che ho ascoltato di persona i discorsi di Salvati o ho scambiato qualche parola con lui ho sempre avuto l'impressione di una persona che "ci credeva". In tutte le iniziative che varava: dalle campagne di comunicazione agli interventi diretti come la segnalazione dei punti più pericolosi delle strade o i contributi dati ai Comuni sotto forma di etilometri dati in dotazione o strisce pedonali ridipinte.
Insomma, con la sua convinzione Salvati dava l'impressione di una persona "spendibile". Cioè dell'uomo giusto per testimoniare l'impegno delle compagnie assicurative sulla sicurezza stradale, ufficializzato solo a metà dello scorso decennio creando proprio la Fondazione. Un compito non facile, data la cattiva fama che il settore spesso ha.

  • mario.g.siniscalchi |

    vedo con piacere che Ella si da del ladro: le faccia buon pro

  • Massimo |

    La giustizia è cosa fatta da uomini, come tale imperfetta, che poi le sentenze esemplari non abbiano spazio in una democrazia è un’affermazione senza senso. Parole come le sue le ho ascoltate tante volte, su tanti argomenti, chi le ha pronunciate è passato oltre senza lasciare il segno e le leggi e gli uomini hanno fatto passi avanti. Non venga a rubare in casa del ladro.

  • mario.g.siniscalchi |

    la Cassazione, egregio signor Massimo, ha già fatto strame di questo indirizzo giurisprudenziale, che era stato pure applicato dai giudici di Roma nel famoso caso del fidanzato della ex del calciatore Giordano.
    la giustizia, in una democrazia, è una cosa seria, e non c’è spazio per sentenze esemplari (come hanno scritto i pennivendoli stamattina) a furor di popolo

  • Massimo |

    Speriamo che il sig. Mario non debba un giorno ringraziare tutti coloro che si spendono (molto o poco) per la sicurezza stradale. Se oggi la Corte d’Assise di Milano apre la strada con queste sentenze http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_febbraio_1/condanna-drogato-volante-omicidio-volontario-14-anni-bollate-1903102370162.shtml, allora il merito è anche di chi questa battaglia l’ha combattuta.

  • mario.g.siniscalchi |

    dopo un incidente, a fronet di un preventivo di 2500 euro oggi mi è arrivato dall’assicurazione un assegno di 1000 euro: possano bruciare all’inferno tuti gli assicuratori, da quello che risponde al call center al top manager

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