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Quegli studi su noi guidatori che vanno bene solo per i comunicati stampa

Di solito, il tono non ammette repliche: ci sono comunicati stampa (magari ripresi pari pari da noi giornalisti) che classificano i guidatori in categorie ben precise, sulla base di ricerche e sondaggi vari. Ieri la newsletter dell'Osservatorio psicologia nei media ospitava l'intervento di qualcuno che le ricerche sembra farle sul serio. E che, manco a dirlo, obietta che la realtà non é cosi semplice, netta e incasellabile come si legge in quei comunicati. L'autore ne citava uno della TomTom (ovviamente su come i guidatori reagiscono allo stress da traffico, obiettando che é una fenomenologia complessa, che sfugge a classificazioni che per forza di cose devono essere schematiche, nette e sintetiche, per poter essere lette da chiunque anche sotto l'ombrellone. Perchê, a parte quest'anno di manovre economiche fatte anche ad agosto,ovviamente l'estate si presta ad articoli del genere: ha il potere ti lasciare liberi spazi in pagina impensabili in altri periodi. E si pensa sia meglio riempirli con cose che il pubblico "si beve" con facilità. Una mentalità con cui non credo sia possibile andare molto lontano.

  • ombrachecammina |

    Gli studi e le statistiche sono cose preziose e delicate. Le “spine” si notano spesso se uno legge tutto il documento, compresi gli allegati e gli “asterischi”. Un po ‘come certe leggine fatte in fretta che hanno mille rimandi e riferimenti, dietro ad un grafico o ad uba tabelal dati ci stanno mille insidie. Le statistiche, poi, partono “fallaci” fin dall’ inzio, ma lo studioso/agenzia lo dichiara fin dall’inizio, da quella prefazione “noiosa” che spiaga come il campione analizzato e’ stato preso, che e’ la croce e la delizia. Molti saltano subito ai colorati grafici e percentuali, magari diffondendo tali valori come “fotografia di tutto” ed e’ li’, che casca, soprattutto se ardisce incrociare i dati di piu’ rilevamenti, senza considerare i “buchi” di entrambe. Be’, si sa’, coi numeri si puo’ giocare … e sembra sembra di essere nel giusto (facendo clamore).

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