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Maurizio Caprino

Strade sicure di Maurizio Caprino

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settembre 2011

30 settembre 2011 - 12:15

Se il segnale finisce nella munnezza

 

Napoli Palina_segnaletica_via_Luca_Giordano 
Una storia triste che arriva da uno dei pochi salotti buoni di Napoli, il Vomero. Per fortuna non riguarda una persona, ma purtroppo potrebbe poi coinvolgere un bambino: c'è di mezzo un segnale che (pur in modo discutibile, per l'esiguità del limite e la superfluità del pannello "a passo d'uomo) dovrebbe far rallentare vicino a una scuola e invece è finito nella munnezza.

Incuria? Mancanza di fondi? Bizantinismo delle norme che lega le mani a tutti? Fate voi. Vi lascio al racconto dell'associazione napoletana che ha sollevato il caso.

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Categorie: Pedoni e ciclisti, Strade e segnaletica

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29 settembre 2011 - 14:22

Gianpi, Nicla e la figlia: tutti e tre di nuovo insieme (su una Smart a due posti)

"Come una famiglia normale". La cronista di Telenorba che si è dovuta occupare (assieme a una miriade di colleghi, fotografi e operatori) della prima giornata di riacquistata libertà di Gianpaolo Tarantini dopo l'ultimo arresto si riferiva al fatto che Gianpi era uscito con la moglie per prendere da scuola la figlia maggiore. Ma si può dire altrettanto del modo in cui hanno trasportato la bambina: salvo errori della cronista (nel qual caso sono pronto a scusarmi) in tre su una Smart, che notoriamente di posti ne ha due. Tutto normale, dicevo: sono le le "buone abitudini" della natia Bari. E, dato il successone che la Smart ha storicamente anche nella capitale, dove ora risiedono i Tarantini, sarei portato a credere (non ho esperienza diretta di scene da uscita di scuola in questa città) che pure molti romani de Roma abbiano già autonomamente adottato questa "intelligente pratica che riduce smog e congestione". Peccato che aumenti i rischi per i bambini, che infatti senza seggiolino continuino a morire.

Ma, vi dicevo, queste sono cose normali. Un po' meno normale è che la famiglia Tarantini, che negli interrogatori si dichiara al verde, giri con una Smart nuova (immatricolata in estate). D'accordo, un'auto piccola che in questi mesi si trova facilmente anche a chilometri zero, sui 10mila euro. Ma chi davvero non ha da mangiare può tranquillamente spendere dieci volte meno per trovare un trabiccolo da città. Certo, non è roba da andarci in giro per i Parioli, ma quando tutto manca...

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Categorie: Allacciare cinture e seggiolini, I fatti del giorno

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29 settembre 2011 - 9:06

Agenzia per la sicurezza stradale e richiami: l'Italia annaspa, l'India procede

E così pure l'India si sta dotando di un'agenzia per la sicurezza, col potere di imporre richiami dei veicoli difettosi. Ovviamente non possiamo sapere se e come funzionerà, in un Paese in cui buona parte delle auto sono prodotte localmente e dove l'automotive è uno dei fattori che stanno spingendo la crescita economica. In altre parole, "disturbare" i costruttori potrebbe essere "politicamente scorretto" in un Paese impegnato in una gran corsa per scalare posizioni nella classifica mondiale delle economie: ne va della possibilità di creare benessere per milioni di poveri. Però è significativo che l'India l'agenzia ce l'abbia.

In Italia, invece, no. Ci sono, per legislazione europea, i poteri di richiamare i veicoli. Ma vari episodi hanno dimostrato che non è facile esercitarli in modo incisivo. E un'agenzia, dopo quasi un paio di decenni di discussioni, ce la stiamo dando pure noi per operare in modo più incisivo, non avendo i vincoli che zavorrano la Motorizzazione: dovrebbe partire all'inizio del 2012. Ma non è affatto detto che i tempi vengano rispettati. E, soprattutto, si occuperà di sicurezza stradale senza sfiorare i veicoli.

 

ps: grazie a Claudio Cangialosi per la segnalazione.

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Categorie: Chi controlla i controllori?, Le colpe dei veicoli

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28 settembre 2011 - 21:32

Multe cancellate, multe inventate e un super-autovelox: le stranezze di Milano e dintorni

Succedono cose strane con le multe, nel Milanese. Ci sono paesi dove le cancellano a altri dove se le inventano. Beninteso, queste sono cose che sono successe e succederanno ovunque. Solo che nelle ultime ore c'è una coincidenza di notizie che vengono da quelle parti e che - assieme alla vicenda del nuovo bando autovelox della Provincia - confermano come la zona sia "a rischio".

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Categorie: Chi controlla i controllori?, Semafori & foto, Velocità

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28 settembre 2011 - 15:55

Schiacciati dai tir non c'è crash test che tenga. Meglio cambiare corsia?

Giusto 25 anni fa, realizzai che su strada si può morire anche da fermo, stando comodamente seduti nella propria auto: basta trovarsi in coda ed essere travolti da un camion. Lo capii perché per poco non ci restava mio cugino, con una Golf, una seconda serie simile a quella che avevo io. Avevamo convinto i nostri genitori a comprarcele (invece delle Uno e 205 che spopolavano tra noi ragazzi dell'epoca) perché erano "più robuste" (espressione grezza per indicare una maggior resistenza agli urti, che - in assenza di crash test - potevamo tranquillamente millantare per le dimensioni superiori e il solido marchio tedesco). Mio cugino si salvò solo perché incolonnate dietro di lui c'erano altre auto, su cui si abbatté in prima battuta l'energia cinetica del tir "impazzito" (come da prontuario delle frasi del bravo cronista); dovè comunque sostituire l'auto.

Oggi la tecnica ha fatto passi da gigante, ma i risultati di incidenti del genere sono sempre terrificanti e tali resteranno anche in futuro. Questo filmato è molto eloquente.

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Categorie: Le colpe dei veicoli, Mezzi pesanti

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28 settembre 2011 - 11:51

Passaggi pedonali insicuri: l'Aci fa le linee guida per migliorarli in tutta Europa

Basta col giallo pedonale "alla romana", che per proteggere i pedoni più lenti finisce col mettere a rischio tutti, indotti ad attraversare lo stesso quando capiscono che è lunghissimo e che per farlo così il verde è stato ridotto a un niente. Al posto del giallo, un countdown che segnala quanto manca al rosso, in modo che ciascuno possa regolarsi. Questa è una delle proposte che avanza il gruppo di lavoro dell'Aci, leader europeo nello studio degli attraversamenti pedonali, nelle sue linee guida pubblicate l'altro ieri.

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Categorie: Pedoni e ciclisti, Strade e segnaletica

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27 settembre 2011 - 20:01

Blocco motore se bevi, zone 30 all'ora e sensi unici. La ricetta del Parlamento Ue per dimezzare i morti

Un altro passo verso il blocco automatico del motore se il guidatore ha bevuto (alcolock): il Parlamento europeo ha approvato il documento d'indirizzo alla Commissione Ue sulla sicurezza stradale e tra i contenuti c'è pure questo. Una novità che si prevede limitata solo a neopatentati e autisti professionisti, ma il segnale è importante: finora le iniziative sugli alcolock si sono moltiplicate, ma in Europa devono fare i conti col fatto che l'obbligo di installazione a bordo dei veicoli può essere imposto solo dalla Ue (i singoli Stati possono farlo solo con qualche sotterfugio giuridico, imponendolo come "norma di comportamento").

Per il resto, il Parlamento europeo sposa le "zone 30 all'ora" e i sensi unici in città e spinge affinché i dati su incidenti, morti e feriti siano rilevati ed elaborati in modo più rapido e preciso rispetto a oggi. Ciò serve per poter verificare come si sta procedendo verso l'obiettivo di dimezzare ulteriormente i morti sulle strade di qui al 2020, fissando traguardi intermedi. Insomma, giusto ciò che non è stato possibile fare col dimezzamento 2001-2010 (non a caso fallito da non pochi Stati, tra cui l'Italia).

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Categorie: Alcol e droga, Chi controlla i controllori?, Le colpe dei veicoli, Pedoni e ciclisti, Velocità

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27 settembre 2011 - 16:29

La soluzione agli ingorghi? Scooter e motorini. Il Belgio sulle orme dell'Italia

Dunque, motorini e scooter non sarebbero soltanto una soluzione "all'italiana": l'università belga di Lovanio ha pubblicato uno studio da cui emergono i benefici dell'uso delle due ruote a motore per decongestionare le città. In sostanza, se appena il 10% delle persone che attualmente si muovono in auto scegliessero motorini e scooter, gli ingorghi diminuirebbero del 40%. Sono dati riferiti al Belgio, dove c'è sì traffico (Bruxelles è risultata una delle città più congestionate d'Europa, anche se su questi studi c'è sempre molto da ridire), ma la quota di persone che usa mezzi pubblici e/o bici è già alta rispetto all'Italia. Dunque, le potenzialità delle due ruote a motore non sono ancora tanto sfruttate quanto nelle nostre città. Ci si augura che, prima di farlo, i belgi si pongano il problema della formazione dei conducenti: da noi molti si sono convertiti forzatamente alle due ruote e gli incidenti sono venuti a valanga.

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Categorie: I fatti del giorno, Moto e motorini

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27 settembre 2011 - 10:30

Meno alcol. Più droga?

Dati globali non ce ne sono, ma l'aumento dei controlli antialcol pare faccia ormai da buon deterrente. Almeno nelle serate dedicate al divertimento: andando a vedere i resoconti delle più recenti iniziative della Polizia stradale in weekend e vacanze, il numero dei conducenti trovati positivi è sceso più o meno dal 10% al 5% del totale dei controllati. L'ultima conferma viene da Nola (Napoli), dove lo scorso weekend è stata messa in piedi un'operazione contro alcol e droga con la Asl Napoli 4: si è arrivati - appunto - a cinque ebbri (tra cui un avvocato, informano "perfidamente" i poliziotti) su 99 sottoposti a test.

Nessuno è stato trovato a guidare sotto effetto di droghe. Ma tra gli addetti ai lavori si pensa sia stato solo un caso fortunato. Non solo perché si sa che il fenomeno è ormai di massa.

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Categorie: Alcol e droga, Chi controlla i controllori?

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27 settembre 2011 - 8:50

Spot: la Fiat finalmente allaccia le cinture dietro, la Corona si fa beccare ubriaca

Non c'è pace per noi "censori" della pubblicità: nemmeno il tempo di rallegrarsi per lo spot della Fiat Freemont che finalmente fa vedere le cinture posteriori dopo più di un infortunio del gruppo italiano (ci voleva tanto a far indossare ai passeggeri indumenti chiari?) che la birra Corona ne fa mandare uno all'insegna di alcol e velocità. Per fortuna, il Giurì della pubblicità ha fatto il suo mestiere, bloccandolo.

Però, a pensarci bene, questo era un caso nel quale non si poteva non intervenire, tanto era clamoroso. Quindi - si può sospettare - chi ha deliberato quello spot era probabilmente consapevole che glielo avrebbero fatto ritirare, ma forse lo ha fatto mandare in onda lo stesso per fare comunque un po' colpo. Ma che ne è di tutti gli altri spot come quelli precedenti del gruppo Fiat, in cui semplicemente la sicurezza viene trascurata, pur senza inneggiare alle infrazioni più gravi? Qui è ovvio che non è materia per il Giurì, ma per la preparazione e la coscienza di chi quegli spot li realizza e di chi li commissiona. Speriamo che quello del Freemont sia l'inizio di una nuova era.

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Categorie: Alcol e droga, Le colpe dei veicoli, Velocità

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