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Chi sono gli automobilisti non assicurati? La compagnia non lo sa

C'è una bomba potenziale dietro la sanzione per pratiche commerciali scorrette che l'Assitalia si è presa dall'Antitrust l'altro giorno. E, paradossalmente, s'intravede nella difesa che la compagnia ha svolto davanti ai commissari dell'autorità: i dirigenti dell'impresa - una delle principali nella Rc auto in Italia - hanno di fatto ammesso che in questa fase non riescono a sapere se tutti i loro clienti sono in regola con l'obbligo assicurativo. Più che una figuraccia, è una gelata sul disegno di legge contro le frodi nel settore, passato alla Camera a inizio estate dopo essere stato rimpolpato proprio con misure contro l'evasione dell'obbligo di assicurarsi.

In pratica, sui dati in possesso delle compagnie dovrebbe basarsi tutto il sistema di controlli automatici che dovrebbe stanate tanti evasori (o semplicemente cittadini truffati con polizze di compagnie fantasma). Ma, se le compagnie non sono sicure di questi dati, tutto resta sulla carta e occorre aspettare che le magagne vengano risolte.

Stando alla difesa dell'Assitalia, sono problemi contingenti, legati alla ristrutturazione della rete di agenzie (leggi disdetta data a non pochi agenti): chi è stato escluso non avrebbe agevolato il subentro di altri operatori designati dalla compagnia, omettendo o ritardando la trasmissione dei dati necessari a capire esattamente quali delle polizze che avevano in portafoglio sono regolarmente attive. Immagino che i sindacati degli agenti abbiano qualcosa da replicare, ma non è questo il punto: si sa da anni che la situazione delle polizze non è monitorata in modo perfetto e in tempo reale, perchè le pratiche passano da agenti e subagenti e solo dopo entrano nel sistema informatico della compagnia (quello che poi confluisce in quello Ania, interpellato dalle forze dell'ordine). Finché non si metteranno a punto procedure a prova di bomba per risolvere il problema, fare controlli automatici sull'evasione sarà problematico.

Commenti

Da addetto ai lavori (mi occupo di Polizia stradale) le dico che fino a quando non verranno responsabilizzate direttamente le compagnie, non se ne uscirà. Produrre certificati falsi, in assenza di dispositivi antifalsificazione seri (filigrana o sigilli applicati elettronicamente sul tipo di quelli delle banconote da cinquanta euro) è facile, e spesso sulla strada si fatica a riconoscerli. Le Compagnie querelano solo quando vengono chiamate a risarcire, tanto c'é il fondo che però non é illimitato ed è comunque già previsto dai bilanci. Si inventi allora un dispositivo di questo tipo: ad ogni incidente dove viene accertata una polizza falsa, risponda per la RC una Compagnia assicurativa sorteggiata dal Tribunale competente per territorio riguardo al sinistro, con un membro dell'ISVAP a garantire sulla correttezza dell'estrazione. Il dispositivo antifrodi, a quel punto, nascerà immediatamente, e sarà a prova di bomba.

jaajaj sign silvano rido per la sua anima innocente,si, come dice Lei sarebbe molto semplice , solo Lei non ha capito che e' interesse economico di lasciare tutto cosi', Come in tutte le cose italiane , sarebbero tutte molto semplici da risolvere ,, solo che esiste dall'alto xx un ordine ben preciso che tutto vada fumosamente cosi' come deve andare ed e' andato in 70 anni,perche' la convenienza economica del potere e' inquinare e non pulire , saluto

Finche l'obbligo di assicurarsi è un onere pesante, succederà sempre più spesso. Bisogna lottare in entrambe le direzioni, prezzi e rispetto dellla legge

Caro sig. Alberto, la mia proposta era chiaramente provocatoria, perché obbligava le Compagnie a prendersi carico economicamente dell'inefficienza di un sistema che può essere migliorato solo da loro, accollandosene i costi (in realtà un investimento in un'ottica di medio - lungo periodo, considerato che dovrebbe generare risparmi che potrebbero essere spalmati parte sui profitti e parte sulle tariffe dei premi, riducendo quell'onere pesante di cui parlava l'altro utente nel suo intervento successivo). Il sistema odierno punisce invece i clienti sui quali vengono scaricati i costi dell'inefficacia e senza creare oneri per le Compagnie. Aggiungiamoci poi che la concorrenza nel settore é sempre difficile (grazie alla sempre "benemerita" opera di lobby delle Compagnie), senza dimenticare che, in alcuni casi (e questo lo sanno sia le lobby delle Assicurazioni che i loro referenti politici), la RCA svolge anche un'opera di ammortizzatore sociale in alcune zone del Paese, e forse questo spiega gli "ordini dall'alto" dei quali Lei parlava. Come vede, quindi, ho capito benissimo quali sono gli interessi economici in ballo. Probabilmente sono stato un po' troppo inglese nell'esprimermi nel primo post e, così facendo, non ho permesso ad un'anima candida come Lei di capire al primo colpo. Me ne scuso. Saluti.

se si facessero più controlli su strada, compresa la esistenza della copertura RCA -da verificare presso la compagnia o meglio presso banca dati accentrata- il problema si ridurrebbe di molto

ho letto l'articolo che sanziona Assitalia, mi sembra che la contestazione non riguardi il fatto di non sapere se una polizza era in copertura oppure no, ma "solleciti" inviati (per colpa o per dolo) a contraenti che già avevano disdettato le polizze;

quindi, in caso di sinistro, la compagnia sa se c'è copertura oppure no, e non sono stati rilasciati certificati (e contrassegni) a casaccio

[risponde Maurizio Caprino] La compagnia non sa, perché i solleciti non sono stati inviati da agenti disdettati, ma dalla compagnia stessa o da chi è subentrato. E da chi ha preso i dati chi è subentrato? Dalla compagnia, che si è difesa dicendo di non essere in grado di conoscere la situazione delle polizze. Quale che sia il motivo, sta di fatto che a compagnia non ha il controllo delle proprie polizze.

Sinceramente non comprendo come oggi non si possa controllare chi è effettivamente assicurato e chi no. Basterebbe costituire un database nazionale con tutte le targhe in circolazione (non sarà mica difficile, spero...) e collegarle ad un'assicurazione. I numeri di targa senza assicurazione sarebbero individuati subito. Ciò consentirebbe controlli in tempo reale anche alle pattuglie delle forze dell'ordine.
In Germania fanno controlli con appositi lettori di targa per le auto in circolazione ed il computer, su cui sono caricati i dati, dà l'allarme alla pattuglia se risulta un'auto non assicurata o con assicurazione oppure con revisione scaduta. Fantascienza? Non mi sembra proprio nella nostra epoca di pc avanzati ed affini. Ma mi sembra che qui in Italia manchi soprattutto la volontà di mettere in atto cose che all'estero rientrano nella normalità delle cose.

[risponde Maurizio Caprino] Il problema è: come fare in modo che il database delle polizze sia costantemente e perfettamente aggiornato? Ci abbiamo messo decenni solo per avere un minimo di affidabilità (e non per il pregresso) per gli archivi dei veicoli, sui quali operano solo soggetti pubblici o privati che devono seguire rigide procedure fissate come standard per tutti; come fare in modo che diventi affidabile un archivio che è totalmente in mano a privati frammentati tra loro?

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