28 febbraio 2010 - 0:58
Quando sei un genitore modello ti prendono per pazzo. Storie di seggiolini, conformismo e processi
A prima vista, i dati sui bimbi in auto resi noti dall’Asaps la settimana scorsa dicono tutto: a loro per il 2009 ne risultano 57 morti in incidente, di cui più di metà viaggiava senza seggiolino. Un dato che ci fa vergogna (anche perché non sono tutti bambini poveri, ma anche figli di gente che spende pure 50-100mila euro in vetture lussuose teoricamente supersicure e poi dimentica o ignora questo fondamentale “accessorio”), che viene quasi sempre trascurato dalle cronache sui singoli sinistri e che per giunta è incompleto (le cifre definitive sono quelle dell’Istat, che sul 2009 si pronuncerà – si spera con meno buchi del solito – solo alla fine di quest’anno). Eppure ce n’è ancora da dire.
Prendete anche un genitore scrupoloso, di quei pochi che si dannano per insegnare al proprio bambino che l’auto non parte se non sono tutti allacciati. Gli capita di portare anche i nipoti o i compagni di scuola di suo figlio: i genitori-tassisti che scarrozzano pupi tra scuola, piscina, parco, ludoteca eccetera sono la norma. Con buona probabilità, gli “ospiti” saranno bambini che il seggiolino l’hanno usato solo da piccolissimi (e non per ragioni di sicurezza, ma per farli dormire più comodamente). Che accade in questi casi?
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Categorie: Allacciare cinture e seggiolini, Tutti a scuola!
