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Maurizio Caprino

Strade sicure di Maurizio Caprino

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luglio 2007

31 luglio 2007 - 0:25

Confisca del veicolo per gli ubriachi? No, grazie

Ormai è un tormentone: dopo ogni weekend all'ingegna dei morti sulle strade a causa dell'alcol, si riparla di inasprire le sanzioni introducendo la confisca del veicolo. Come ho dimostrato nel post di ieri in questa stessa sezione ("Alcol e droga"), di tutto c'è bisogno tranne che di inasprire le sanzioni. Qui aggiungo che la confisca rischia di ottenere l'effetto opposto a quello desiderato: richiede una tale quantità di scartoffie da sottrarre altre forze ai già deboli controlli su strada. E costa molto: già da anni lo Stato ha il serio problema di non riuscire a vendere i veicoli sequestrati, che restano a marcire nei piazzali degli operatori che danno il servizio di deposito giudiziario e per questo vantano crediti plurimiliardari nei confronti delle Prefetture. La questione si trascina da decenni e ha visto fallire molte soluzioni sia organizzative sia normative. Con la confisca per chi guida in stato di ebbrezza, le cose non potrebbero che peggiorare: buona parte di queste infrazioni viene accertata a seguito d'incidente, quando il veicolo è già un rottame. Provate a venderlo così...

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Categorie: Alcol e droga

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30 luglio 2007 - 17:37

Da Bari al Polo Nord per dimostrare quanto siamo indisciplinati

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Scrivere di quanto noi italiani siamo indisciplinati al volante è molto difficile: si rischia sempre di apparire bacchettoni. Infatti, l'anarchia che vige sulle nostre strade è sotto gli occhi di tutti, ma spesso si finisce per ripetere luoghi comuni lasciando il lettore nel dubbio: possibile che all'estero guidino meglio, visto che poi non si muore solo sulle strade italiane? Il problema è che non esistono statistiche comparative che diano sostanza al discorso. Così, anche sforzandosi, ci si deve limitare alla descrizione di ciò che si vede e a immaginare come un agente sia disarmato di fronte a 100 infrazioni commesse ogni minuto sotto i suoi occhi (si veda il post del 30 giugno nella sezione "Furbate").
Tra qualche giorno, però, avremo in mano qualche elemento in più. Due giovani baresi, Vincenzo Colacicco e Stefano De Palma, stanno girando mezza Europa per osservare i comportamenti dei guidatori. Grazie alla disponibilità della locale concessionaria Ford che ha fornito loro un'auto specificamente attrezzata, sono partiti il 18 luglio da Bari, hanno raggiunto la meta che si erano prefissi (Capo Nord, in Norvegia) e ora stanno tornando verso sud. Le prime notizie che hanno fornito via e-mail e cellulare confermano che basta varcare la frontiera italiana per poter guidare molto più rilassati, senza il rischio di essere "aggrediti" dai conducenti circostanti. Questo anche senza arrivare nella semideserta Scandinavia: succede anche in Germania e in altri Stati dove il traffico è intenso come da noi. Nelle prossime settimane lo dimostreremo con i numeri che riassumeranno le rilevazioni di Vincenzo e Stefano.


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Categorie: Furbate

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30 luglio 2007 - 17:00

Gli incidenti del weekend - 3 / Macché autovelox, basta anche il taccuino di un truffatore


Cari garantisti, eccovi serviti. Dopo anni di dibattiti e sentenze sull'attendibilità degli autovelox e della loro taratura, è bastato che la Polizia stradale della Lombardia scoprisse un giro di false multe per eccesso di velocità per avere la conferma che in realtà chi supera i limiti di velocità è ben conscio di farlo e non ha nulla da ridire sul fatto che l'infrazione sia stata davvero commessa. Quindi, ha ragione il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, che commentando gli incidenti di questo weekend ha detto che i controlli di velocità servono comunque. Persino quando sono del tutto inventati.


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Categorie: Velocità

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30 luglio 2007 - 16:19

Gli incidenti del weekend - 2 / Contro l'alcol usiamo cinture e seggiolini

La carneficina dell'ultimo weekend non dimostra solo che i controlli antialcol sono pochi (si veda il post di oggi nella sezione "Alcol e droga"): l'elenco delle vittime dei guidatori che hanno bevuto è troppo lungo anche perché i passeggeri non usano le cinture posteriori e i seggiolini per bambini. Dunque, neutralizzare chi guida in stato di ebbrezza è per ora impossibile e l'unica contromisura per limitare i danni è usare cinture e seggiolini. Ma questo su giornali e telegiornali non lo trovate.

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Categorie: Allacciare cinture e seggiolini

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30 luglio 2007 - 15:35

Gli incidenti del weekend -1 / Si fa presto a dire "ubriaco"

"Se chiami la Stradale, compri tutto il pacchetto". Sta tutta nella battuta di un agente la spiegazione dei titoloni dei giornali che stamattina - come negli ultimi sei mesi - attribuiscono all'alcol praticamente tutti i gravi incidenti stradali. Infatti, negli anni più recenti la Polizia stradale è riuscita a dare attuazione su tutto il territorio nazionale all'obbligo di sottoporre in conducenti ad alcol-test "in ogni caso d'incidente", imposto dal Codice della strada: chiunque chiami una pattuglia per far rilevare un sinistro - anche banale - viene controllato. Quindi, sono venute a galla tante conseguenze dell'uso di sostanze alcoliche, prima attribuite genericamente a "perdita di controllo del veicolo". Così, è diventato necessario distinguere tra i tantissimi distinti signori (e signore) che si beccano un processo penale per guida in stato di ebbrezza semplicemente per aver bevuto due bicchieri di vino al ristorante e i pochi sconsiderati che (prevalentemente nel weekend) s'imbottiscono di alcol (e spesso anche di droga). In mezzo a queste due categorie, ci sono quelli che assumono alcol fuori pasto: come riporta la relazione del ministro della Salute sui problemi alcol-correlati presentata l'altro giorno al Parlamento, sono sempre di più perché sta proliferando (dapprima tra i giovani, ora anche tra gli adulti) la moda di vedersi per bere ("happy hour" e affini).

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Categorie: Alcol e droga

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5 luglio 2007 - 1:07

La morte del carabiniere ci ricorda di allacciare le cinture


Sembra solo un fatto di cronaca e invece è anche una lezione di sicurezza stradale: la morte dell’appuntato dei Carabinieri durante un inseguimento nei pressi di Roma mostra anche ai più scettici l’importanza delle cinture. Infatti, l’auto di servizio appare sostanzialmente intatta nella zona dell’abitacolo, segno che sugli occupanti non si sono scaricate troppe sollecitazioni in seguito allo speronamento subìto da parte del furgone dei banditi e all’urto col guard-rail. Dunque, la morte sembra dovuta allo sbalzamento fuori dall’abitacolo, che normalmente non è possibile quando le cinture sono allacciate.


Lungi da me esprimere valutazioni su chi è morto facendo il suo dovere senza risparmiarsi: uomini così vanno solo ringraziati e rimpianti. E comunque può essere che la cintura fosse stata slacciata solo da pochi istanti, per una qualche necessità legata all’inseguimento. Ma resta il fatto che ancora troppi uomini delle forze dell’ordine non si allacciano mai, nonostante da oltre dieci anni le circolari ministeriali ricordino anche a loro di farlo, salvo casi di emergenza. La colpa di tutto questo è soprattutto dello Stato, che non ha esteso a tutti i pattuglianti i corsi di guida sicura nei quali viene dimostrato che si può tenere la cintura allacciata anche quando s’indossa una divisa con bandoliera, cinturone, pistola e altri oggetti “scomodi”. E che, nel caso in cui si debba intervenire rapidamente, si può uscire rapidamente dall’auto anche quando si sta allacciati.


A tutti gli altri cittadini (compresi gli uomini delle forze dell’ordine quando non sono in servizio), si può solo ripetere che le cinture vanno allacciate su qualsiasi strada e qualunque sedile si occupi. Se non ne siete ancora convinti, andate al post del 9 giugno in questa stessa sezione (“Allacciare le cinture”).


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Categorie: Allacciare cinture e seggiolini

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5 luglio 2007 - 0:27

In vacanza non esagerate col carico: station wagon e monovolume non sono furgoni. E le paratie...

Diamo per scontato che abbiate letto i "soliti" consigli su come partire sicuri. Quindi, sapete già che a pieno carico la vostra auto si comporta in modo totalmente diverso rispetto a quello con cui avete a che fare ogni giorno. Ma questo non è ancora tutto sulla guida a pieno carico, perché mancano tre cose:
1. le auto moderne mantengono un comportamento molto simile al solito e diventano critiche solo durante una manovra di emergenza, quindi nella marcia normale sono sì molto sicure, ma quando si deve sterzare o frenare bruscamente "non preavvisano" che si sta arrivando al limite;
2. in caso di incidente frontale, se caricate bagagli anche oltre il bordo superiore degli schienali, potreste rischiare di essere colpiti dagli oggetti trasportati (che fanno gli stessi danni dei proiettili) persino se acquistate un divisorio trattieni-valigie;
3 comunque, in caso d'incidente trasportare bagagli od oggetti vicino ai passeggeri crea pericoli.

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Categorie: Tutti a scuola!

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4 luglio 2007 - 0:11

E liberaci dai bus...

“Libera nos a camion”, titola a effetto il suo editoriale di questo mese Mauro Tedeschini, direttore di “Quattroruote”. Si riferisce al fatto che sulle autostrade viaggiano sempre più mezzi pesanti (un veicolo ogni quattro che passano), i quali sono coinvolti in un incidente mortale su due. Sono d’accordo, tanto che ho già scritto più volte (anche in questo blog, come il 16 marzo nella sezione "Mezzi pesanti" e il 30 maggio nella sezione "Furbate") della pericolosità dei camion e del fatto che si fa troppo poco per arginarla. Ma attenzione: queste statistiche sono riferite ai mezzi pesanti in generale e quindi non solo ai camion. E ci sono categorie di mezzi pesanti che, quanto a pericolosità, non sembrano da meno. E’ il caso dei pullman granturismo di linea. Per darvi un’idea, stamattina sono stato superato da un bus che faceva la linea Salento-Roma: andava a 100 all’ora in pieno traffico (addio distanza di sicurezza) in corrispondenza di un brutto svincolo, esattamente nel punto della superstrada Adriatica dove c’è il limite di 50 e domenica è morto un ciclista (si veda il post “Quel limite sarà assurdo ma lì stamattina è morto un ciclista”, del 1° luglio). C'era ancora il mazzo di fiori a bordo strada. In caso d’incidente, contrariamente ai camion, qui non si rischia di uccidere chi si trova attorno: bus come questi possono trasportare 60 persone, molto spesso senza cintura (si veda il post “L’incidente di Vercelli e le leggi impossibili”, del 9 maggio).

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Categorie: Mezzi pesanti

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3 luglio 2007 - 20:42

Dedicato a chi è contro l'obbligo di luci accese di giorno

Una delle obiezioni che continuano a essere fatte all'obbligo di tenere le luci anabbaglianti accese di giorno (fuori città) è il fatto che d'estate c'è tanto sole che i veicoli sono perfettamente visibili anche a luci spente. Io non sono d'accordo: ci si può trovare in alcune situazioni dove proprio l'elevata luminosità dell'ambiente "nasconde" i veicoli.
Pensate a chi entra in una galleria (o anche, più semplicemente, in un autosilo o in un parcheggio sotterraneo): per alcuni istanti vedrà pochissimo (avendo gli occhi ancora "regolati" sulla luce del sole) e quindi vi vedrà solo se avete le luci accese (è vero che in galleria dovreste comunque accenderle, ma nei tunnel molto brevi molti se ne dimenticavano). Pensate anche alle situazioni di luce radente, che in estate durano molto: su una strada alberata, chi procede contro-sole può essere aiutato a vedere chi provienedi fronte solo se questi ha i fari accesi.

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Categorie: Tutti a scuola!

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3 luglio 2007 - 20:35

Il lato oscuro delle cromature

Se vi capita di guardare una rivista o una pubblicità di automobili, troverete sempre più foto di abitacoli pieni di cromature, superfici satinate "effetto-alluminio" o rivestimenti di legno (vero o finto, ma di solito luccicante). Ne trarrete un'impressione di eleganza, confortata da testi e didascalie intorno alle foto. Ma se poi vi capita di mettervi al volante di quelle stesse auto in queste giornate assolate, vi accorgete che queste rifiniture riflettono maledettamente il sole. E che in certe situazioni ne venite abbagliati o ve le ritrovate riflesse sul parabrezza. Spero di avervi dato un altro metro di giudizio per valutare gli interni delle auto.
P.S.: un altro difetto delle auto moderne che emerge quando c'è tanto sole è il fatto che spesso la parte superiore della plancia è occupata da un grande diffusore d'aria che tende a riflettersi nel parabrezza. Ciò è fastidioso quasi quanto i riflessi delle rifiniture, ma almeno ha una sua ragione funzionale: serve perché l'aria del climatizzatore si distribuisca più efficacemente.

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Categorie: Le colpe dei veicoli

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